X

Elon Musk non ha mai nascosto la sua ambizione: trasformare X, l’ex Twitter, in una “everything app” capace di competere con i colossi asiatici come WeChat. Ora, dopo mesi di silenzio strategico, il magnate ha svelato una serie di aggiornamenti che potrebbero ridefinire l’esperienza sulla piattaforma. In due interviste recenti, una con Joe Rogan e l’altra sul podcast The All-In, Musk ha delineato una roadmap ambiziosa che punta tutto sull’intelligenza artificiale, sulla crittografia avanzata e su funzionalità che promettono di cambiare il modo in cui interagiamo con i contenuti social. La prima novità riguarda l’introduzione di un feed “Following” curato dall’intelligenza artificiale Grok. Il problema che Musk vuole risolvere è comune a chiunque segua decine o centinaia di account: come evitare di perdersi i contenuti più interessanti quando alcuni utenti pubblicano in modo più prolifico di altri. La soluzione proposta prevede che Grok analizzi automaticamente tutti i post degli account seguiti e selezioni quelli più rilevanti, presentandoli in un feed dedicato. “Grok dirà: quali sono le cose più interessanti pubblicate dai tuoi amici? E poi te le mostreremo nel tab Following“, ha spiegato Musk.

L’approccio ricorda inevitabilmente l’algoritmo del News Feed di Facebook, quello stesso sistema che per anni ha generato critiche e frustrazione tra gli utenti che si lamentavano di non vedere più i contenuti cronologici degli amici. La domanda sorge spontanea: gli utenti di X accoglieranno favorevolmente questa curatela algoritmica, o preferiranno mantenere il controllo diretto sulla propria timeline? Musk assicura che i feed tradizionali “Following” e “For You” rimarranno disponibili, offrendo così una scelta. Ma l’aggiunta di un terzo feed potrebbe anche confondere l’esperienza d’uso, creando frammentazione invece che chiarezza. L’ambizione di Grok non si ferma qui. Musk ha rivelato che l’intelligenza artificiale elaborerà presto ogni singolo post pubblicato sulla piattaforma, circa 100 milioni al giorno solo in lingua inglese. “Grok li leggerà tutti, li comprenderà, li categorizzerà e li abbinerà agli utenti. Non è un lavoro che gli esseri umani potrebbero mai fare“, ha dichiarato. L’obiettivo è migliorare la rilevanza dei contenuti mostrati a ciascun utente, aumentando di conseguenza l’engagement complessivo. In teoria, questo sistema di smistamento basato sull’AI potrebbe funzionare come un gigantesco hub postale digitale, dove ogni messaggio viene analizzato e indirizzato verso i destinatari più interessati.

Grok di X
Grok di X

Un’altra funzionalità in arrivo è la ricerca semantica, che consentirà agli utenti di porre domande in linguaggio naturale e ottenere risultati contestualmente pertinenti, sia testuali che visivi. Non più solo parole chiave, ma comprensione del significato: una rivoluzione per chi cerca informazioni specifiche nella vastità dei contenuti pubblicati ogni giorno sulla piattaforma. Sul fronte della messaggistica, Musk ha discusso l’evoluzione di XChat, il sistema di messaggistica diretta di X che punta sulla crittografia end-to-end. Il processo, secondo Musk, è “simile a bitcoin” e mira a creare il sistema di messaggistica “meno insicuro” disponibile sul mercato. Va detto che la crittografia di X, rilanciata agli utenti paganti a giugno scorso, è stata pesantemente criticata dagli esperti di sicurezza per diverse vulnerabilità potenziali. Musk ammette che il sistema non è ancora perfetto, ma l’intenzione è chiara: competere con app come WhatsApp e Signal sul terreno della privacy.

La mossa più audace, però, è il progetto di lanciare un’app separata dedicata esclusivamente alla chat: X Chat. Questa scissione tra social network e messaggistica rispecchia più fedelmente la visione originale dell’everything app, dove diverse funzioni coesistono in ecosistemi paralleli ma integrati. Un approccio che ricorda proprio WeChat, dove pagamenti, social e messaggistica convivono in un’unica piattaforma omnicomprensiva. Resta da vedere quanti utenti saranno disposti a scaricare un’ulteriore applicazione per chattare, considerando che il mercato della messaggistica è già saturo di alternative consolidate. Questa strategia sulla messaggistica potrebbe facilitare l’introduzione di XMoney, il servizio di pagamenti digitali che Musk considera centrale per il futuro di X. Ma qui emergono i primi segnali di una visione ridimensionata rispetto alle ambizioni iniziali. Quando Musk acquisì Twitter, il suo pitch deck agli investitori prometteva che X avrebbe raggiunto 931 milioni di utenti entro il 2028, generando metà delle entrate dalle sottoscrizioni. La realtà si è rivelata più complessa.

Twitter
Twitter, fonte: Lifewire

Secondo i dati più recenti, X avrebbe raggiunto i 600 milioni di utenti mensili nel 2025, in linea con le proiezioni originali. Tuttavia, le sottoscrizioni Premium sono ben al di sotto delle aspettative, e non sembra esserci una strada chiara verso una crescita significativa della base utenti. Il problema fondamentale potrebbe risiedere in una differenza culturale: mentre in Cina gli utenti hanno abbracciato con entusiasmo le super-app che centralizzano ogni funzione, gli utenti occidentali mostrano una preferenza netta per applicazioni specializzate e separate. La mancanza di fiducia personale verso Musk, alimentata dalle sue posizioni pubbliche spesso controverse, rappresenta un ulteriore ostacolo all’adozione di servizi sensibili come i pagamenti digitali. Nessuna piattaforma social in Occidente è mai riuscita a convincere masse significative di utenti a gestire denaro direttamente nell’app, e X non sembra destinata a essere l’eccezione.

Di fronte a queste difficoltà, Musk sembra aver spostato il focus strategico su xAI, la sua startup di intelligenza artificiale. L’idea è che X fornisca i dati per addestrare i modelli di xAI, creando un flusso di valore indiretto. Questo approccio ha senso teorico, ma dipende dalla capacità di xAI di sviluppare prodotti realmente competitivi e dalla continuità dell’engagement su X. Insomma, X rimane un progetto in divenire, sospeso tra indicatori incoraggianti e segnali preoccupanti. Le nuove funzionalità annunciate da Musk dimostrano che la piattaforma continua a evolversi e sperimentare, ma nulla garantisce che queste innovazioni si traducano nella rinascita sperata. La sfida più grande non è tecnica: è convincere gli utenti che X può essere qualcosa di più di Twitter con un nome diverso. E questo, nemmeno l’intelligenza artificiale può farlo da sola.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.