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La sicurezza dei dati personali è diventata una priorità assoluta, considerando che si è sempre più soggetti a truffe, e WhatsApp continua a rafforzare le sue difese con una novità che cambia il modo in cui proteggiamo le nostre conversazioni più intime. L’applicazione di messaggistica più usata al mondo ha introdotto i passkey per la crittografia dei backup delle chat, una tecnologia che promette di rendere l’accesso ai nostri archivi digitali più semplice e, paradossalmente, molto più sicuro.

Ma cosa sono esattamente i passkey e perché rappresentano un salto qualitativo rispetto alle tradizionali password? Si tratta di un sistema di autenticazione biometrica che sostituisce le password. Basta lunghe e complesse chiavi alfanumeriche con qualcosa che abbiamo sempre con noi: la nostra impronta digitale, il nostro volto o il codice di sblocco dello schermo. Niente più password da memorizzare, niente più frustranti sequenze di 64 caratteri da trascrivere senza errori. I passkey utilizzano un trasferimento crittografico di dati per facilitare l’accesso, ma le informazioni di login vere e proprie rimangono esclusivamente sul dispositivo dell’utente. Questo significa che anche nel caso improbabile di un’intercettazione durante il processo di autenticazione, nessun dato sensibile viaggia attraverso la rete. È una differenza sostanziale rispetto ai metodi tradizionali, dove la password viene trasmessa e verificata sui server dell’azienda.

Usare Whatsapp
Usare Whatsapp

La sicurezza dei dati è stata un focus costante per l’applicazione, persino di fronte alle pressioni dei regolatori che hanno ripetutamente chiesto un accesso backdoor alle chat. La posizione di WhatsApp è rimasta ferma: nessuno, nemmeno Meta stessa, può accedere ai contenuti delle conversazioni private. La tecnologia dei passkey non è esclusiva di WhatsApp. Molte piattaforme e servizi stanno adottando questo standard, che potrebbe diventare nei prossimi anni il metodo dominante di autenticazione online. Apple, Google e Microsoft hanno già integrato il supporto per i passkey nei loro ecosistemi, segnalando una transizione generale dell’industria tecnologica verso questo tipo di soluzione.

Resta da vedere se questa mossa di WhatsApp intensificherà il braccio di ferro con le autorità regolatorie o se, al contrario, rappresenterà uno standard che altre piattaforme di messaggistica saranno costrette ad adottare per rimanere competitive. Nel frattempo, per gli utenti comuni, la possibilità di proteggere anni di conversazioni, foto, video e messaggi vocali con un semplice gesto biometrico è una comodità che difficilmente passerà inosservata una volta provata.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it