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Se pensi che la sicurezza informatica sia fatta di tastiere fumanti, grafici 3D che riconoscono i movimenti delle persone e un hacker solitario che in dieci secondi ‘entra nel Pentagono’, è (anche) colpa di Hollywood. Film e serie TV hanno creato un immaginario affascinante ma, diciamolo, profondamente fuorviante. Eppure, la verità è molto più noiosa e anche molto più pericolosa.

Oggi vogliamo fare chiarezza e raccontarti cosa succede davvero dietro uno schermo quando parliamo di attacchi cyber, e perché strumenti concreti come aggiornamenti, password manager e sapere come usare VPN contano più di qualsiasi gadget cinematografico.

Il mito dell’hacker lampo

Foto di Mr Robot
Foto di Mr Robot, fonte: Netflix

Il primo mito è il ‘genio solitario’ che, con due righe di codice, penetra nei sistemi militari. La realtà, come confermato dai dati di ICT Security Magazine 2025, è diversa: gli attacchi più pericolosi – i cosiddetti APT (Advanced Persistent Threat) – possono richiedere mesi di preparazione. Gli hacker passano settimane a studiare le reti, individuare le falle e testare gli accessi. Altro che ‘accesso immediato’.

In pratica, se in un film l’hacker lavora alla velocità della luce, nella vita vera si comporta più come un ladro che passa giorni a spiare le abitudini di casa tua.

Le tastiere fumanti e le lucine che girano

Scena di un film con un hacker
Scena di un film con un hacker, fonte: Newsweek

Hollywood ama mostrare schermate piene di grafiche colorate, password che appaiono come per magia e firewall che evocano mosaici bizantini. La verità? La maggior parte delle intrusioni dei cybercriminali si può ricondurre a errori umani o password deboli.

I dati recenti ci dicono che il 90% delle violazioni nasce da un clic sbagliato su un’email truffaldina o dall’uso della stessa password su più siti. Ne siamo consapevoli, la realtà non è epica come un virus animato che “divora il sistema”, ma è molto più concreta.

Phishing: il nemico numero uno

Grafico di un phising informatico
Grafico di un phising informatico, fonte: MalwareBytes

Un altro mito è che gli attacchi informatici partano sempre da exploit tecnologici ultracomplicati. In realtà, il social engineering, in estrema sintesi l’arte di ingannare le persone, resta la strategia preferita.

Oggi, grazie all’intelligenza artificiale è tutto un pullulare di email di phishing e persino deepfake vocali capaci di imitare alla perfezione colleghi o capi. I criminali non hanno bisogno di ‘bucare un firewall’ se possono semplicemente convincerti a dargli le credenziali.

La trappola del “tracking in diretta”

Scena del film Jason Bourne
Scena del film Jason Bourne, fonte: Universal Pictures

Nei film, gli investigatori tracciano in tempo reale l’indirizzo IP dell’hacker, che magicamente appare su una mappa. Peccato che, nel mondo reale, la cosiddettaattributionrichieda giorni o settimane e coinvolga team forensi, enti internazionali e l’analisi di log complessi.

Immaginati un puzzle da migliaia di pezzi… ma senza sapere che immagine stai cercando di ricostruire.

La vera difesa: semplicità e consapevolezza

Logo di password
Logo di password, fonte: Surfshark

La buona notizia? Proteggersi non richiede gadget hollywoodiani. Piuttosto, servono strumenti adeguati e abitudini sane:

  • Password manager: più sicuro e meno stressante che inventarsi mille varianti di ‘password123’.
  • Aggiornamenti costanti: gran parte delle violazioni sfrutta software non aggiornato.
  • Saper usare VPN: una rete privata virtuale non solo cripta il traffico, ma ti protegge su Wi-Fi pubblici e maschera la tua posizione. Se non sai come usare VPN, parti dalle basi: scegli un fornitore affidabile, installa l’app su tutti i dispositivi e attivala ogni volta che navighi su reti non protette.

La cultura conta più della tecnologia

VPN
VPN, fonte: Surfshark

Alla fine, Hollywood ci regala storie avvincenti, ma la realtà è fatta di errori umani, di noia operativa e di piccoli dettagli trascurati. Sapere come usare VPN, aggiornare il PC, e riconoscere un’email sospetta è spesso più importante di qualsiasi firewall iper-tecnologico.

Il mondo cyber è meno spettacolare, ma molto più vicino a te di quanto pensi. E la prossima volta che vedrai un hacker che in 10 secondi ‘spegne una città intera’, sorridi pure… ma poi cambia la password e accendi la VPN.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it