L’intelligenza artificiale non è più roba da laboratori o da smanettoni della Silicon Valley. È entrata silenziosamente nelle nostre case, nei nostri smartphone, e ora sta modificando anche il modo in cui compriamo. Secondo una ricerca internazionale diffusa il 6 agosto 2026, il 47% dei consumatori italiani ha già utilizzato strumenti basati sull’AI durante lo shopping online. Tradotto in numeri assoluti, significa che quasi un italiano su due, quando naviga su un e-commerce, si affida almeno in parte a un’intelligenza artificiale per prendere decisioni di acquisto.
Il dato colloca l’Italia ai vertici europei in questo ambito. Solo la Spagna ci supera, con il 50% dei consumatori che hanno già sperimentato funzionalità AI negli acquisti digitali. Seguono il Regno Unito al 46%, la Germania al 41%, mentre Francia e Austria si fermano al 39%. Percentuali che fotografano un’Europa sempre più a suo agio con tecnologie che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza, e che oggi sono diventate compagne quotidiane delle nostre scelte commerciali.
Ma cosa significa concretamente usare l’AI per fare shopping? Non parliamo solo di chatbot che rispondono alle domande sui tempi di consegna. La ricerca evidenzia che il 77% degli italiani dichiara di aver utilizzato consapevolmente applicazioni di intelligenza artificiale, e il 69% lo fa almeno più volte alla settimana. Si tratta di un cambiamento culturale profondo, che modifica il rapporto tra consumatori e tecnologie digitali. Se fino a poco tempo fa gli strumenti di AI venivano associati soprattutto alla generazione di testi o immagini, oggi sono sempre più utilizzati per risolvere problemi concreti: trovare un prodotto, confrontarne le caratteristiche, individuare il prezzo più conveniente, filtrare tra migliaia di recensioni.
L’interesse degli italiani emerge con ancora maggiore forza quando si guarda alle funzionalità ritenute più utili. Il 78% degli intervistati considera prezioso un assistente AI capace di confrontare prodotti, spiegare le differenze tra le varie opzioni e suggerire l’offerta economicamente più vantaggiosa. In altre parole, gli utenti apprezzano un’intelligenza artificiale che faccia risparmiare tempo e denaro, che semplifichi la giungla infinita di scelte disponibili nei negozi online, che agisca come un consulente personale sempre disponibile, veloce e neutrale.

Questo fenomeno si inserisce in un mercato dell’e-commerce italiano in piena espansione. Secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano e Netcomm, nel 2026 gli acquisti online nel nostro Paese raggiungeranno un valore di 42,6 miliardi di euro per i prodotti, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. La diffusione dell’AI potrebbe contribuire ad accelerare ulteriormente questa espansione, migliorando l’esperienza dei consumatori e aumentando il tasso di conversione per le aziende. Più gli utenti si sentono guidati, supportati e capiti, più è probabile che completino l’acquisto.
Gli esperti del settore parlano ormai di una nuova fase del commercio digitale, definita “agentic commerce“. Non si tratta più soltanto di chatbot che rispondono alle domande degli utenti con frasi preconfezionate. Si tratta di sistemi capaci di assistere l’intero processo di acquisto, dall’esplorazione iniziale fino alla conferma dell’ordine. L’AI può comprendere le preferenze del consumatore, confrontare automaticamente le offerte disponibili su più piattaforme, valutare recensioni e specifiche tecniche, proporre la soluzione più adatta in base al budget e alle esigenze dichiarate. La decisione finale resta sempre nelle mani dell’utente, ma il percorso diventa molto più rapido, personalizzato e informato.
Pensiamo a uno scenario concreto: state cercando un paio di scarpe da running. Invece di aprire decine di schede, leggere centinaia di recensioni, confrontare prezzi su vari siti, un assistente AI può chiedervi poche domande chiave (peso, tipo di appoggio, superficie su cui correrete, budget), analizzare in tempo reale migliaia di prodotti e proporvi una selezione ristretta con pro e contro chiari. Risparmio di tempo, riduzione dello stress decisionale, maggiore probabilità di fare la scelta giusta. È questo il valore che gli italiani sembrano riconoscere all’AI applicata allo shopping.
