Immagina di essere in macchina, di rientrare a casa dopo una giornata interminabile e di non aver voglia di cucinare. Apri Google Maps, non per cercare un percorso, ma per dire semplicemente: “Ordina una pizza margherita da ritirare sulla strada di casa“. L’app trova le pizzerie aperte lungo il tragitto, seleziona quella più adatta alle tue preferenze, aggiunge il piatto al carrello e ti guida verso il completamento dell’ordine. Tutto senza uscire dall’applicazione, senza cercare manualmente, senza perdere tempo. Benvenuti nell’era di Ask Maps, l’assistente conversazionale di Google Maps che ha appena fatto un salto di qualità diventando agentico.
Non si tratta più di un semplice chatbot che risponde a domande sul traffico o sui luoghi nelle vicinanze. Ask Maps ora agisce concretamente per conto dell’utente, trasformando Google Maps da strumento di navigazione a vero e proprio assistente personale capace di ordinare cibo, prenotare hotel, suggerire eventi e persino caricare informazioni aggiornate sulle attività commerciali. La differenza è sostanziale: non ti limiti a chiedere dove si trova un ristorante, chiedi all’intelligenza artificiale di fare qualcosa e lei lo fa.
Il cuore dell’innovazione sta nella capacità di Google Maps di considerare una molteplicità di fattori contestuali quando elabora una richiesta. Se chiedi di ordinare cibo, l’app tiene conto delle tue esigenze dietetiche, della posizione in cui ti trovi, dei ristoranti che hai salvato in precedenza e del percorso che stai seguendo. Cerca solo i locali effettivamente aperti in quel momento, filtra le opzioni in base alle tue preferenze e aggiunge automaticamente il piatto al carrello. La funzione è in fase di rollout con partner come Square e Toast, mentre l’integrazione con Uber Eats è prevista a breve.
Ma ordinare cibo è solo l’inizio. Ask Maps può aiutarti a trovare hotel con caratteristiche molto specifiche: puoi chiedere una sistemazione con un’estetica particolare, a distanza raggiungibile a piedi da palestre o ristoranti, con requisiti precisi come la presenza di una spa o di una colazione inclusa. L’intelligenza artificiale cerca, filtra e presenta le opzioni migliori in modo conversazionale, come farebbe un amico che conosce bene la zona. Lo stesso approccio vale per gli eventi locali: descrivi cosa ti interessa e Maps ti propone concerti, mostre, festival o attività compatibili con i tuoi gusti.

Una delle novità più interessanti riguarda il contributo degli utenti alla mappatura del territorio. Puoi scattare una foto dell’insegna di un negozio e Google Maps estrae automaticamente le informazioni rilevanti: nome dell’attività, orari di apertura, indirizzo. Prima di inviare la modifica al database, l’app ti chiede di confermare i dati, rendendo il processo di aggiornamento delle mappe incredibilmente più veloce e accessibile anche a chi non ha dimestichezza con procedure complesse.
L’integrazione con Personal Intelligence, la funzione di Gemini che personalizza le risposte collegandosi ai dati delle altre applicazioni Google, porta l’esperienza a un livello superiore. Se hai un volo in arrivo registrato su Gmail o una prenotazione a cena nel calendario, Ask Maps ne tiene conto automaticamente quando elabora le tue richieste. Per ora il collegamento funziona con Gmail ed è disattivato di default per questioni di privacy, ma presto arriverà il supporto per Google Calendario. È la stessa logica che Google sta applicando a Gemini in Google Foto, Slides e Search: più dati affidi all’ecosistema, più le risposte diventano precise e pertinenti. È un circolo che si autoalimenta, dove la personalizzazione spinge all’utilizzo e l’utilizzo genera ulteriore personalizzazione.
Per chi usa i mezzi pubblici, Ask Maps introduce aggiornamenti in tempo reale su ritardi e interruzioni. Puoi chiedere “Il mio prossimo treno è in ritardo?” e ricevere una risposta immediata basata su dati live relativi a bus, treni, metropolitane e traghetti. Un dettaglio apparentemente piccolo, ma che può fare la differenza nella gestione quotidiana degli spostamenti, soprattutto nelle grandi città dove i ritardi sono all’ordine del giorno.
La funzione è attualmente in fase di distribuzione negli Stati Uniti, con un’estensione ad altri paesi prevista nei prossimi mesi. Non è ancora chiaro quando arriverà in Italia, ma considerando la velocità con cui Google sta implementando le funzionalità basate su intelligenza artificiale nei suoi servizi, è probabile che non si dovrà attendere troppo a lungo.
