Dicembre è il mese dei bilanci. Mentre scorrono gli ultimi giorni dell’anno, ci ritroviamo a fare i conti con quello che è stato: i successi, le delusioni, le persone che sono entrate nella nostra vita e quelle che ne sono uscite. E proprio come facciamo noi, anche Google Foto ha deciso di fare il suo recap annuale. Con una differenza sostanziale: questa volta ci dà il potere di scegliere cosa ricordare e, soprattutto, cosa dimenticare.
La nuova funzione introdotta nel Recap 2025 di Google Foto rappresenta una piccola rivoluzione nel modo in cui gestiamo i nostri ricordi digitali. Non si tratta solo di un montaggio automatico delle foto migliori dell’anno, ma di uno strumento che riconosce una verità scomoda: non tutte le persone che abbiamo fotografato meritano di finire nel nostro album dei ricordi. L’ex con cui la storia è finita male, il collega che non riusciamo proprio a tollerare, l’amico con cui abbiamo litigato o semplicemente momenti imbarazzanti che preferiremmo restassero nell’oblio. Il servizio di archiviazione cloud di Mountain View, che permette di eseguire backup automatici dei file dal proprio smartphone e accedervi da qualsiasi dispositivo tramite account Google, si arricchisce così di una funzione tanto attesa quanto necessaria. Perché quando l’algoritmo seleziona i ricordi in automatico, può riportare a galla cose che avremmo preferito dimenticare. E nessuno vuole ritrovarsi, mentre sorseggia il caffè la mattina, con una notifica che celebra il meraviglioso momento passato con persone che ora vorremmo cancellare dalla nostra vita.

Il funzionamento è sorprendentemente semplice. Una volta generato il Recap 2025, lo si trova nella sezione Ricordi e in Collezioni di Google Foto. Da qui è possibile condividerlo direttamente sui social, ma la vera novità sta nel roll out graduale che permette di oscurare i volti di determinate persone e le foto che non si desidera vedere nel montaggio. Un click, e quella presenza scomoda sparisce dal tuo anno. Non sei soddisfatto del risultato? Nessun problema. Google consente di creare un nuovo recap in soli 30 minuti, offrendo così un controllo granulare sui propri ricordi digitali. È un approccio che riconosce la complessità delle relazioni umane e il fatto che la nostra vita emotiva non sempre si allinea perfettamente con la cronologia fotografica del nostro smartphone.
Per utilizzare il Recap di Google Foto servono però alcuni requisiti. In primis, è necessario aver attivato la funzione Gruppi di volti, che permette all’app di riconoscere automaticamente i visi all’interno delle immagini. Inoltre, serve aver scattato una quantità sufficiente di foto durante l’anno: se gli scatti sono troppo pochi, il recap risulterà inevitabilmente scarno. L’app potrebbe anche richiedere di fare il backup di foto e video, nel caso non si sia già provveduto. Una volta soddisfatti questi requisiti, bisognerà armarsi di pazienza: Google impiega circa 24 ore per effettuare un’analisi accurata di tutte le immagini più significative dell’anno e montarle in un video ricordo. Ma l’attesa, a detta di chi l’ha già provato, vale la pena.

Ma le novità non finiscono qui. Google Foto sta attraversando un periodo di particolare fermento, con aggiornamenti che arrivano a ritmo sostenuto. Tra le funzioni più interessanti c’è Touch Up, un nuovo editor dedicato ai ritocchi del volto che promette di portare l’editing fotografico a un livello superiore. Lo strumento, ancora in fase di sviluppo ma ormai quasi completo, permetterà di intervenire su sei aree specifiche del viso: pelle, zona sotto gli occhi, iridi, denti, sopracciglia e labbra. Ogni controllo include un cursore per regolare l’intensità dell’effetto, offrendo un intervento molto più preciso rispetto alle funzioni generiche già presenti nell’app. Ma l’aspetto più rilevante è la capacità di gestire volti multipli: Touch Up riconosce automaticamente fino a sei volti in un singolo scatto e consente di ritoccarli individualmente. Perfetto per i selfie di gruppo, dove magari una persona è venuta benissimo e un’altra vorrebbe essere leggermente ritoccata.
Per utilizzare Touch Up sarà necessario scaricare modelli di apprendimento automatico da 16 MB al primo avvio. Una volta completato il download, si avrà accesso a un’interfaccia dedicata nella scheda Azioni dell’editor. La funzione non è ancora disponibile pubblicamente, nemmeno in beta, ma l’esistenza di un’interfaccia completa suggerisce che il lancio non sia lontano. Anche sul fronte dell’editing tradizionale ci sono novità. Dopo le proteste degli utenti, Google ha fatto marcia indietro su alcune scelte discutibili e ha ripristinato lo strumento per la correzione prospettica degli scatti, che inspiegabilmente era stato rimosso qualche tempo fa. Questa funzione permette di raddrizzare manualmente gli elementi all’interno dell’inquadratura, risolvendo problemi comuni come la distorsione nelle foto di documenti, dipinti o copertine di libri.

Per utilizzare il tool basta aprire la sezione Ritaglia e selezionare l’icona della prospettiva situata nell’angolo in alto a destra. Insieme a questa, è tornato anche un altro elemento che gli utenti avevano criticato: gli angoli retti nella schermata di ritaglio. Questi angoli erano stati modificati in forme più stondate, rendendo in alcuni casi più difficile visualizzare con precisione i margini effettivi dell’immagine da ritagliare. Il ritorno alla soluzione precedente garantisce maggiore chiarezza nel processo di editing. Entrambe le modifiche sono attive per chi ha installato la versione 7.55.0.835314738 di Google Foto per Android. Come spesso accade con gli aggiornamenti di Google, potrebbe però essere necessario attendere un aggiornamento lato server prima che le funzionalità appaiano effettivamente sul proprio dispositivo.
Gli album hanno ricevuto anche un design inedito, mentre l’integrazione con l’intelligenza artificiale di Gemini si fa sempre più marcata. Il riconoscimento facciale, la geolocalizzazione automatica con mappa interattiva, la capacità di cercare foto tramite contesto o addirittura testi riconosciuti all’interno delle immagini: Google Foto continua a evolversi come uno degli strumenti più sofisticati per la gestione della memoria fotografica. L’organizzazione che offre è difficilmente replicabile con le app galleria tradizionali. Puoi cercare drink o tramonto e l’intelligenza artificiale ti mostrerà tutte le foto pertinenti. Puoi chiedere di creare album tematici o lasciare che sia l’app a proporli quando rileva che sei stato in vacanza o hai passato tempo con una persona specifica. E ora, con il nuovo Recap, puoi anche decidere chi merita di essere ricordato e chi no.



