Dopo il clamoroso successo di Sora, l’app di video editing di OpenAI che ha conquistato la vetta dell’App Store statunitense, Google sembra pronta a rispondere con una mossa audace. L’azienda di Mountain View starebbe lavorando a una revisione completa dell’interfaccia di Gemini, la sua app di intelligenza artificiale, trasformandola da semplice chatbot testuale in un’esperienza visivamente coinvolgente basata su un feed scorrevole di contenuti suggeriti.
La notizia arriva da Android Authority, che ha individuato le modifiche analizzando il codice di una recente versione dell’app Gemini per Android. Le funzionalità non sono ancora attive per il pubblico, ma un reverse engineer è riuscito ad abilitare la nuova schermata principale, rivelando un approccio completamente diverso all’interazione con l’intelligenza artificiale. La nuova interfaccia sposta verso l’alto i pulsanti di scelta rapida per funzioni come Crea immagine o l’accesso alle ricerche, seguiti da un feed scorrevole di suggerimenti accompagnati da immagini accattivanti. È un cambio di paradigma significativo: invece di confrontarsi con uno schermo bianco e una barra di testo, gli utenti si troveranno di fronte a una serie di prompt visivi che stimolano l’immaginazione e suggeriscono modi creativi di utilizzare l’AI.

Tra gli esempi mostrati nelle schermate trapelate ci sono prompt divertenti e pratici per manipolare le proprie foto: “Teletrasportami nello spazio profondo“, “Dammi un look vintage o grunge“, oppure “Trasforma il mio disegno in un libro illustrato“. Altri suggerimenti, caratterizzati da sfondi colorati, propongono casi d’uso alternativi come “Fai brainstorming ad alta voce con Live” o “Inviami un riepilogo quotidiano delle notizie“. L’obiettivo di questa trasformazione è duplice. Da un lato, Google vuole ispirare gli utenti con suggerimenti specifici e concreti, invece di lasciarli soli a esplorare le capacità del chatbot AI. Molti utenti, infatti, non sfruttano appieno le potenzialità di questi strumenti semplicemente perché non sanno cosa chiedere o cosa sia possibile fare. Dall’altro lato, questo restyling rende l’app molto più visivamente attraente e coinvolgente, elemento cruciale in un mercato affollato dove l’esperienza utente fa la differenza.
Se questa revisione dovesse essere rilasciata pubblicamente, Google potrebbe guadagnare un vantaggio competitivo significativo rispetto a OpenAI. L’app ChatGPT, infatti, mantiene ancora un design minimalista, lanciandosi su uno schermo sostanzialmente vuoto che può risultare intimidatorio per i nuovi utenti. La strategia di Google, invece, punta sull’immediatezza visiva e sulla riduzione della barriera d’ingresso, rendendo l’AI più accessibile e, soprattutto, più divertente da usare.



