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Quando un dispositivo indossabile si gonfia mentre lo porti addosso, la situazione smette di essere un semplice problema tecnico per diventare qualcosa di molto più personale. È quello che è successo a Daniel, creator tech noto come ZONEofTECH, lo scorso ottobre: il suo Galaxy Ring ha iniziato a gonfiarsi improvvisamente mentre stava per imbarcarsi su un volo, causandogli dolore e impedendogli di sfilare l’anello dal dito. Un episodio che l’ha portato direttamente in ospedale, dove i medici hanno dovuto intervenire per sgonfiare il dito e rimuovere il dispositivo in sicurezza. La vicenda ha sollevato immediatamente interrogativi sulla sicurezza del Galaxy Ring, l’anello smart con cui Samsung è entrata nel 2024 in un mercato ancora giovane ma promettente: quello dei dispositivi indossabili dedicati al monitoraggio della salute e del benessere. Un prodotto pensato per essere portato tutti i giorni, h24, che improvvisamente mostrava una crepa nella parte interna e un rigonfiamento che rendeva impossibile la rimozione. Non esattamente il tipo di pubblicità che un’azienda desidera per un lancio importante.

Samsung ha preso la cosa sul serio. Molto sul serio. Dopo aver raccolto il dispositivo danneggiato, l’azienda sudcoreana ha avviato un’indagine interna durata circa tre mesi, coinvolgendo anche un’agenzia esterna indipendente per garantire imparzialità nelle valutazioni tecniche. Un passaggio che Samsung ha voluto sottolineare per rafforzare la credibilità delle conclusioni raggiunte. Il verdetto, diffuso all’inizio di gennaio 2026, esclude l’esistenza di un difetto generalizzato alla batteria. Secondo quanto comunicato ufficialmente, il rigonfiamento sarebbe stato causato da una crepa nella struttura interna di stampaggio del dispositivo. In sostanza, non sarebbe stata la batteria a gonfiarsi per un problema intrinseco, ma la rottura dello stampo interno ad aver creato le condizioni per il rigonfiamento. Samsung ha però ammesso di non essere riuscita a risalire con precisione all’origine di questa crepa, lasciando aperta una zona grigia sulla dinamica esatta dell’incidente.

Recenti studi scientifici hanno infatti evidenziato come un livello di carica inferiore al 15% possa portare a un aumento significativo delle emissioni elettromagnetiche
Le evidenze scientifiche sul legame tra batteria scarica ed emissioni elettromagnetiche(screenworld.it)

L’azienda ha tenuto a ribadire che il Galaxy Ring è progettato per resistere all’uso quotidiano e che, in condizioni normali di utilizzo, non vi sono motivi di preoccupazione legati a fenomeni di rigonfiamento della batteria. Una dichiarazione che punta a rassicurare i proprietari attuali e i potenziali acquirenti, ma che inevitabilmente si scontra con l’esistenza di un caso concreto, per quanto isolato, in cui qualcosa è andato storto. La questione della sicurezza negli indossabili è particolarmente delicata. A differenza di uno smartphone che si può gettare via in caso di surriscaldamento o rigonfiamento, un anello incastrato su un dito gonfio rappresenta una situazione di potenziale pericolo immediato. Se la batteria prendesse fuoco mentre il dispositivo è bloccato sulla mano, i danni potrebbero essere severi. È uno scenario raro, certo, ma non impossibile, e la sola possibilità basta a generare apprensione.

Oltre all’episodio del rigonfiamento, alcuni utenti del Galaxy Ring hanno segnalato un consumo della batteria superiore al normale. Samsung ha risposto invitando chi riscontra questi problemi a contattare l’assistenza clienti, in modo da valutare ogni segnalazione singolarmente. A dicembre 2025, l’azienda ha rilasciato anche un aggiornamento firmware specifico proprio per intervenire su problemi di autonomia eccessiva riscontrati su alcune unità. Il caso del Galaxy Ring di Daniel resta, secondo Samsung, un episodio isolato. Un’anomalia produttiva, non un difetto di progettazione. Ma nell’era della condivisione istantanea sui social, anche un singolo caso può generare onde d’urto significative sulla percezione di un prodotto. Per Samsung, la sfida ora è dimostrare che quella crepa interna era davvero un’eccezione, non la punta di un iceberg nascosto sotto la superficie di un mercato ancora tutto da esplorare.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.