Jeff Bezos ha scelto il palco dell’Italian Tech Week di Torino per lanciare una delle previsioni più audaci degli ultimi anni, il tutto riportato da TechCrunch. Il fondatore di Amazon e della compagnia aerospaziale Blue Origin ha dichiarato che milioni di persone vivranno nello spazio grazie alla sua compagnia “nei prossimi due decenni“, trasformando quella che oggi sembra fantascienza in una prospettiva concreta per la metà del secolo e andando a sfidare direttamente il magnate Elon Musk, che punta allo spazio ormai da decenni.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Bezos ha sottolineato un dettaglio cruciale ovvero che le persone vivranno nello spazio “principalmente perché lo vorranno“, non per necessità o costrizione. Una distinzione sottile ma significativa, che ribalta la narrativa tradizionale della colonizzazione spaziale come piano di fuga da un pianeta Terra compromesso. In questa visione, lo spazio diventa una scelta di vita, un’opportunità piuttosto che un’ultima spiaggia. Il quadro dipinto dal fondatore di Blue Origin prevede un ecosistema in cui i robot gestiranno il lavoro più gravoso e pericoloso, mentre enormi data center di intelligenza artificiale galleggeranno in orbita. Un’architettura che libererebbe gli esseri umani dalle incombenze più faticose, permettendo loro di concentrarsi su attività creative, scientifiche o semplicemente di vivere in un ambiente radicalmente diverso da quello terrestre.

La dichiarazione di Bezos arriva in un momento particolare della corsa allo spazio privato e sembra rispondere, almeno indirettamente, alle ambizioni del suo principale rivale. Elon Musk, fondatore di SpaceX, ha infatti passato anni a promettere la colonizzazione di Marte, arrivando a prevedere che un milione di persone potrebbe abitare il pianeta rosso entro il 2050. Due visioni, due tempistiche sorprendentemente vicine, due miliardari che sembrano giocare a chi alza di più la posta della conquista spaziale.
Durante l’evento torinese, Bezos si è dimostrato ottimista anche su altri fronti. Ha difeso l’attuale boom di investimenti nell’intelligenza artificiale, definendolo una “bolla buona” perché di natura “industriale” piuttosto che “finanziaria“. “Non c’è mai stato momento migliore per essere entusiasti del futuro“, avrebbe dichiarato Bezos secondo i resoconti, mentre il pubblico nell’auditorium di Torino probabilmente si scambiava sguardi tra lo scettico e il meravigliato. Frasi di questo tipo sono il marchio di fabbrica dei visionari della Silicon Valley, quella particolare miscela di ottimismo tecnologico e ambizione sconfinata che ha prodotto sia rivoluzioni reali sia promesse mai mantenute.
Resta da vedere se le previsioni di Bezos si riveleranno profetiche o semplicemente un esercizio di futurismo sconnesso dalla realtà. Blue Origin ha certamente compiuto progressi significativi, incluso il recente contratto con la NASA per trasportare il rover VIPER al polo sud lunare. Ma il salto da missioni robotiche e brevi voli suborbitali turistici a insediamenti permanenti che ospitano milioni di persone rimane titanico.
