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Viviamo nell’epoca della velocità assoluta con messaggi istantanei, notifiche in tempo reale, doppia spunta blu che genera ansia se non arriva entro trenta secondi. Eppure, in mezzo a questo flusso incessante di comunicazione ipercinetica, qualcuno ha deciso di fare esattamente il contrario: creare un’app che rallenta tutto, volutamente.

Si chiama Roost ed è probabilmente il primo esempio di servizio di messaggistica anti-istantanea. L’ha inventata Logan Mendelsohn, senior product manager della Silicon Valley, inizialmente come un passatempo da condividere con gli amici. Il funzionamento è semplice e se vogliamo persino rivoluzionario: i messaggi non arrivano subito, ma viaggiano alla velocità che impiegherebbe un animale reale a percorrere la distanza tra mittente e destinatario.

Il logo dell’app non poteva che essere un piccione viaggiatore, e quando si scarica Roost e si crea il proprio account, si ha a disposizione una scelta che definire insolita è un eufemismo: è possibile selezionare fino a quattro animali virtuali ai quali affidare i propri messaggi. Ovviamente ogni specie ha una sua velocità caratteristica. Si vuol rapidità relativa? Si sceglie un falco. Si preferisce rallentare davvero? Si opta per una lumaca o una tartaruga. Il colibrì sta da qualche parte nel mezzo.

@roostapp Slow-cial media?? #snailmail #roost #carrierpigeon #birdsarentreal #birdsoftiktok ♬ original sound – Roost Social


Una volta scritto il messaggio e scelto il volatile, o il rettile, inizia l’attesa. Il proprio fedele portalettere digitale spicca il volo e lo si può seguire su un mappamondo virtuale, controllando in qualsiasi momento a che punto del viaggio si trovi. Se il destinatario abita a pochi chilometri di distanza, il messaggio arriverà in pochi minuti. Ma se deve attraversare oceani e continenti, ci si deve preparare ad aspettare giorni. Giorni veri, reali, durante i quali è possibile solo guardare il proprio piccione, o la propria tartaruga, fare lentamente il proprio dovere.

Non è solo una questione di velocità. Roost introduce anche un elemento di gamification che trasforma gli utenti in allevatori virtuali. Bisogna costruirsi la propria “flotta” di animali, tenerli in forma completando brevi minigiochi che servono a renderli messaggeri più efficienti. Mendelsohn gestisce il progetto da solo, nel tempo libero. All’inizio l’app aveva raccolto una piccola nicchia di utenti, circa diecimila persone che evidentemente condividevano questa visione romantica e anacronistica della messaggistica. Poi è successo qualcosa di inaspettato.

Una madre ha pubblicato un post su Threads raccontando che sua figlia e i suoi amici comunicavano attraverso “piccioni viaggiatori”, usando persino un inglese vittoriano per restare in tema. Il post è diventato virale. In tre giorni, Roost è passato da diecimila a centomila utenti. Nelle settimane successive, il numero è quasi triplicato. Gli utenti hanno iniziato a condividere screenshot dei messaggi che si scambiavano, scritti in una lingua pomposa, caricaturale, piena di “udite udite” e “scrivo per annunciare”.

@roostapp Stop sending messages on iOS. Move your chats to roost #roost #pigeon #slowcial #social #birdsarentreal ♬ original sound – Roost Social

In uno dei post più popolari, qualcuno organizzava una gita per il weekend scrivendo: “Annuncio la mia travolgente gioia per il nostro imminente pellegrinaggio”, spiegando che in caso di pioggia si sarebbero ritirati in casa come “stanchi viaggiatori” per “partecipare a furiose battaglie di carte e drammatiche accuse di imbroglio”. La crescita improvvisa di Roost ha portato con sé anche le prime critiche. Alcuni utenti, in particolare, non hanno apprezzato la scelta di utilizzare immagini generate con l’intelligenza artificiale per rappresentare gli animali presenti nell’app.

Mendelsohn ha però raccolto rapidamente le osservazioni della community e ha deciso di coinvolgere direttamente artisti e illustratori, lanciando un concorso per realizzare nuove immagini destinate al servizio. Difficile sapere quanto durerà il fenomeno, ma probabilmente è proprio la sua idea così lontana dalle normali app di messaggistica ad aver incuriosito così tante persone. Mentre WhatsApp, Telegram e gli altri servizi puntano a rendere le conversazioni sempre più immediate, Roost fa esattamente il contrario: costringe ad aspettare.

E se avete scelto l’animale sbagliato, quella risposta potrebbe metterci parecchio ad arrivare. Roost è disponibile gratuitamente su iOS e Android attraverso App Store e Google Play Store. Una volta scaricata l’app non resta quindi che scegliere il proprio messaggero e scrivere qualcosa. Poi bisogna soltanto armarsi di pazienza: soprattutto se, invece di un falco, avete deciso di affidare il vostro messaggio a una tartaruga.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.