Dal 12 novembre 2025, navigare su internet in Italia e in Europa è diventato leggermente diverso. Non per tutti, certo, ma per chi accede a determinate categorie di siti web la novità è sostanziale: serve una certificazione digitale che attesti la maggiore età. Non si tratta di un controllo sporadico o di una raccomandazione: è un obbligo normativo che cambia le regole del gioco per milioni di utenti e per migliaia di imprese digitali. La svolta arriva dall’attuazione del Regolamento UE n. 2022/2065, meglio conosciuto come Digital Services Act, il pacchetto normativo europeo che punta a rendere il mercato unico dei servizi digitali più sicuro, trasparente e responsabile. L’obiettivo dichiarato è duplice: tutelare maggiormente i minori impedendo loro l’accesso a contenuti inappropriati e rafforzare la sicurezza complessiva del web in termini di privacy e protezione dei dati personali.
Ma quali sono esattamente questi siti soggetti alla nuova regolamentazione? Le categorie coinvolte sono ben definite: portali di rivendita di alcolici, piattaforme che commercializzano tabacco, siti di gioco d’azzardo e betting online, e naturalmente i portali con contenuti per adulti. In pratica, tutte quelle realtà digitali che, nel mondo fisico, richiederebbero già la verifica dell’età per legge. L’Italia, attraverso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), è stata selezionata dalla Commissione europea come paese pilota per sperimentare questa nuova procedura di verifica dell’età. Un ruolo di primo piano che colloca il nostro paese in prima linea nell’implementazione di standard che potrebbero poi essere estesi a tutta l’Unione. Le istruzioni operative sono contenute nella delibera AGCOM n. 96/25/CONS, che stabilisce le modalità tecniche e i requisiti di conformità.

Come funziona concretamente questo sistema di verifica? Il meccanismo si chiama Age Verification e si basa su un processo in due fasi che coinvolge fornitori terzi certificati. Nella prima fase, l’utente viene identificato attraverso diversi metodi possibili: documenti digitali come SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE), video riconoscimento con operatore, o sistemi di riconoscimento facciale basati su intelligenza artificiale. Una volta completata l’identificazione, il sistema genera una certificazione dell’età che può essere riutilizzata su diverse piattaforme senza dover ripetere ogni volta l’intero processo.
La questione della privacy, comprensibilmente, è centrale in questo nuovo scenario. Come si concilia la necessità di verificare l’età con il diritto alla riservatezza degli utenti? Il sistema è stato progettato secondo il principio della privacy by design: significa che la tutela dei dati personali è incorporata nell’architettura stessa della tecnologia, non aggiunta come un ripensamento successivo. In pratica, il fornitore del servizio web riceve unicamente la conferma che l’utente è maggiorenne, senza accedere a nome, cognome, data di nascita precisa o altri dati identificativi. Una sorta di bollino digitale che dice “sì, questa persona può accedere” senza rivelare chi sia effettivamente.

Piattaforme di identità digitale come Intesa ID sono tra i primi esempi concreti di soluzioni già operative. Questi sistemi permettono di integrare facilmente la verifica nei siti web esistenti, creando certificazioni persistenti e riutilizzabili che anticipano l’arrivo dei Wallet digitali europei, i portafogli elettronici di identità che l’Unione sta sviluppando come standard continentale. Per i titolari di siti web rientranti nelle categorie interessate, la nuova normativa impone un adeguamento tecnologico non banale. Hanno sei mesi di tempo dal 12 novembre per implementare un sistema di verifica dell’età conforme agli standard previsti. Non si tratta semplicemente di inserire una checkbox “dichiaro di essere maggiorenne“: serve un’infrastruttura tecnica certificata, integrazioni con fornitori terzi autorizzati, e garanzie robuste sul trattamento dei dati. Per molte piccole e medie imprese digitali, questo potrebbe significare investimenti significativi in termini di tempo, risorse e competenze tecniche.



