Un capolavoro che ha cambiato per sempre il cinema del crimine torna accessibile a tutti, ma non immagineresti quanto sia ancora attuale.
Ci sono film che il tempo non riesce a scalfire, opere così moderne nella forma e nei temi da apparire ancora oggi sorprendentemente lucide. Tra questi, c’è un titolo che quasi un secolo fa ha definito le regole del thriller psicologico e del cinema sui serial killer. Un’opera inquietante e innovativa, che oggi puoi rivedere gratuitamente su YouTube e che merita di essere riscoperta per la sua forza narrativa e per lo sguardo tagliente sulla società dell’epoca.
Il film che ha anticipato tutto: perché rivederlo oggi
Il capolavoro di Fritz Lang, M, Il mostro di Düsseldorf (1931), è considerato uno dei titoli più importanti della storia del cinema e, per molti, il primo vero film dedicato a un serial killer psicopatico. Ambientato in una città tedesca terrorizzata da un maniaco che adesca e uccide bambine, racconta come la tensione crescente spinga non solo la polizia, ma anche la malavita locale a mettersi sulle tracce del colpevole. L’inquietante assassino, interpretato da un monumentale Peter Lorre al suo debutto, viene braccato da entrambi i fronti in una caccia che non lascia respiro.
Lang costruisce un racconto corale, intrecciando figure che diventeranno archetipi del cinema di genere: il commissario determinato, il capo dei criminali, il folle omicida. Lo fa con uno stile già maturo, erede del cinema muto ma capace di sfruttare in modo straordinariamente moderno le possibilità del sonoro. Proprio il suono diventa il fulcro di due momenti fondamentali. Il fischio ossessivo con cui l’assassino tradisce la sua presenza e il memorabile monologo finale, dove la parola diventa arma, confessione e condanna allo stesso tempo.
Nonostante l’età del film, la sua struttura narrativa rimane sorprendentemente attuale. Lang alterna realismo quasi documentaristico a immagini simboliche fortissime. Il palloncino della bambina perso tra i fili, i coltelli che si riflettono in vetrina mentre l’assassino osserva la sua preda, la massa che pretende un colpevole anzitutto per placare la propria paura. Un linguaggio visivo che riflette l’espressionismo tedesco, grazie anche alla fotografia di Fritz Arno Wagner, già responsabile di capolavori come Nosferatu.

Tra i temi che emergono con forza ci sono il concetto di colpa, il dubbio morale sulla pena di morte e il feroce contrasto tra giustizia ufficiale e giustizia privata. Emblematico il processo improvvisato dai criminali, che Lang volle interpretato da veri malavitosi. Il film prende ispirazione indiretta dagli omicidi di due celebri serial killer tedeschi dell’epoca, Fritz Haarmann e Peter Kürten. Anche se il regista negò legami diretti.
Curiosamente, nonostante il titolo italiano richiami Düsseldorf, l’azione si svolge realmente a Berlino: un dettaglio rivelato da un giornale mostrato in scena. La “M” non significa “mostro”, come spesso si pensa, ma mörder, ovvero assassino.
Oggi questo film non è solo un tassello fondamentale della storia del cinema, ma un’opera che continua a interrogare chi la guarda. E la possibilità di vederlo gratuitamente su YouTube è un’occasione perfetta per riscoprirlo nella sua inquietante attualità.



