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Quando Netflix ha rivelato il titolo del primo episodio di Stranger Things 5, The Crawl (che in italiano è stato reso come La Trappola), i fan hanno iniziato a speculare. La mente corre subito alle creature mostruose che hanno popolato Hawkins nelle stagioni precedenti. I Demogorgoni che strisciano nell’oscurità, i ratti infetti, le masse viscide del Mind Flayer. Ma la verità è molto diversa, e paradossalmente molto più interessante. Il crawl non è un mostro è la missione segreta che tiene insieme gli eroi di Hawkins da diciotto mesi.
Il primo episodio della quinta e ultima stagione ci riporta a una Hawkins irriconoscibile. Siamo nel novembre del 1987, quattro anni dopo il rapimento di Will Byers che ha dato inizio a tutto. La città è sotto quarantena militare dal finale catastrofico della quarta stagione, quando Vecna ha spaccato Hawkins in quattro creando un portale permanente verso il Sottosopra. I soldati superano ormai i civili per numero, posti di blocco controllano ogni movimento, e nessuno può entrare o uscire dalla città. Enormi lastre d’acciaio coprono le fratture nel terreno, quella che Robin Buckley, nelle sue trasmissioni radiofoniche alla WSQK, chiama sarcasticamente “una gigantesca benda su una ferita aperta“. Al centro della zona militarizzata, battezzata MAC-Z (Military Access Control Zone) o più colloquialmente Big Mac, si trova il portale spalancato sul Sottosopra. Ed è proprio lì che inizia ogni crawl.
Ma cosa significa davvero questa parola? Robin lo spiega all’inizio dell’episodio: un crawl è l’operazione coordinata con cui il gruppo entra nel Sottosopra per cercare Vecna. Non si tratta di missioni improvvisate o disperate corse contro il tempo. Sono operazioni pianificate con precisione militare, ripetute ormai più di trenta volte nell’arco di diciotto mesi. Ogni crawl segue lo stesso schema: Murray Bauman, travestito da corriere che consegna spesa, porta informazioni e rifornimenti dall’esterno. Quando le condizioni sono favorevoli e i militari abbassano la guardia, Robin lancia un messaggio in codice durante la sua trasmissione radiofonica, spesso accompagnato da Upside Down di Diana Ross, un tocco ironico che solo loro possono cogliere.
A quel punto scatta il piano. Hopper, nascosto sul retro di un veicolo militare, entra nella base costruita dai soldati all’interno del Sottosopra. Da lì penetra più in profondità, esplorando una nuova sezione del mondo capovolto. Mentre lui si muove nell’oscurità infestata dai mostri, Steve Harrington e Jonathan Byers lo seguono dal lato giusto della realtà, monitorando la sua posizione attraverso radio e coordinate. Joyce coordina le comunicazioni, Mike e Lucas sorvegliano il MAC-Z per dare l’allarme in caso di pericolo, e tutti sperano che questa volta Hopper trovi finalmente Vecna e possa porre fine all’incubo. Il termine crawl non è casuale. È l’ennesimo riferimento a Dungeons and Dragons, il gioco di ruolo che ha sempre fornito a Mike, Dustin, Lucas e Will le coordinate per interpretare l’orrore che vivono. Nel gergo di D&D, un dungeon crawl è esattamente quello che Hopper fa, esplorare metodicamente un’area ostile, stanza dopo stanza, corridoio dopo corridoio, cercando tesori, affrontando mostri, svelando segreti. È una progressione lenta e pericolosa attraverso un territorio sconosciuto. Proprio come le missioni che il gruppo porta avanti da mesi senza risultati.
Il crawl, quindi, non è solo una tattica di sopravvivenza o una missione di ricognizione. È il filo che tiene unito il gruppo in un momento in cui Hawkins è divisa, militarizzata, soffocata dalla paura. È il modo in cui questi ragazzi, ormai cresciuti ma mai arresisi, continuano a combattere anche quando sembra impossibile vincere. È la prova che non hanno dimenticato chi sono: un gruppo di ragazzini armati solo di walkie-talkie, dadi a venti facce e un coraggio che rasenta l’incoscienza. La domanda che brucia ora è: quanti altri crawl saranno necessari prima che qualcuno possa fermare Vecna? E soprattutto, chi ne uscirà vivo?



