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Mentre ci avviciniamo al finale di Stranger Things, una teoria sta ribaltando tutto ciò che credevamo di sapere sulla gerarchia del potere nel Mondo Sottosopra. E se Vecna, il villain che ci ha terrorizzato nella quarta stagione, non fosse altro che una pedina in un gioco molto più grande? Una marionetta nelle mani di un’entità ancora più oscura e potente?

Attenzione!

Fermati qui se non vuoi spoiler!

L’idea che il Mind Flayer, e non Vecna, sia il vero antagonista finale della serie non è più solo una speculazione da fan appassionati. Nuove rivelazioni provenienti dall’universo espanso di Stranger Things, in particolare dal prequel teatrale Stranger Things: The First Shadow, stanno fornendo prove concrete che potrebbero confermare questa teoria. E se fosse vero, cambierebbe completamente il modo in cui interpretiamo l’intera saga. La struttura narrativa ricorda quella dei grandi classici della fantascienza: Vecna potrebbe essere il Darth Vader del Mondo Sottosopra, un servitore potente ma comunque sottomesso a un’entità superiore. Il Mind Flayer sarebbe il suo Imperatore Palpatine, il burattinaio che tira i fili dall’ombra. Una rivelazione del genere riporterebbe la serie alle sue origini, chiudendo il cerchio in modo sorprendente e scioccante.

Vecna – Netflix

Ma da dove arriva questa teoria? La risposta si trova in un luogo inaspettato: non sullo schermo di Netflix, ma sui palcoscenici di Broadway e del West End di Londra. Stranger Things: The First Shadow, scritto da Kate Trefry (sceneggiatrice della serie) e supervisionato dai fratelli Duffer, è considerato canonico nell’universo di Stranger Things. E qui emerge un dettaglio fondamentale. Lo spettacolo teatrale racconta la storia di un giovane Henry Creel, prima che diventasse Vecna. Quando la famiglia Creel viveva in Nevada, Henry da bambino entrò in una caverna durante un gioco e venne accidentalmente trasportato nella Dimensione X, lo stesso luogo alternativo in cui Undici lo aveva spedito nella quarta stagione. In quella dimensione oscura, Henry incontrò per la prima volta il Mind Flayer.

Ed è qui che tutto cambia: il Mind Flayer esisteva già, molto prima di Henry Creel. Non solo: la creatura possedette il giovane Henry, donandogli i suoi poteri psichici ma corrompendoli con il male, sigillando così il suo destino come villain. Se questo retroscena fosse confermato nella quinta stagione, significherebbe che ogni azione di Vecna, ogni morte, ogni piano diabolico, potrebbe essere stato orchestrato dal Mind Flayer fin dall’inizio. Il fatto che questa informazione provenga da materiale canonico creato dai Duffer Brothers stessi conferisce un peso enorme alla teoria. Resta però un’incognita: Netflix includerà questo elemento narrativo nella quinta stagione? I creatori potrebbero decidere di mantenere questa rivelazione esclusiva per chi ha visto lo spettacolo teatrale, oppure potrebbero integrarla nell’epilogo televisivo.

Vecna – Netflix

Ma se il Mind Flayer è davvero il nemico finale, cosa sta facendo durante gli eventi della quinta stagione? Il fatto che non lo vediamo attivamente in azione durante il primo volume potrebbe essere più inquietante di una sua apparizione diretta. Stranger Things ci ha insegnato che alcune minacce non muoiono mai davvero, e Will Byers continua a percepire la presenza della creatura, il che suggerisce che il Mind Flayer è ancora là fuori, in agguato. Hopper lo aveva detto chiaramente: non voleva che Undici partecipasse a missioni pericolose per evitare che si indebolisse prima dello scontro finale. La stessa logica potrebbe applicarsi al Mind Flayer: forse sta evitando battaglie minori per conservare tutta la sua forza in vista della resa dei conti definitiva con Hawkins. Dopotutto, Undici lo aveva ferito in passato. Ha senso che la creatura voglia presentarsi alla battaglia finale con tutto il suo potere intatto.

Ma qui sorge un problema che potrebbe minare l’intera teoria: il Mind Flayer è davvero più potente di Vecna? Sulla carta, sembrerebbe di no. Nella terza stagione, il Mind Flayer non ha mostrato capacità psicocinetiche proprie. La sua forza risiede nelle dimensioni colossali e nella mente alveare, nella capacità di controllare altre creature e persone. Ma quando si è scontrato con una Undici ancora in fase di crescita, ha subito danni significativi. Vecna, al contrario, ha dimostrato un potere devastante. Ha annientato un’intera base militare dotata di armi avanzate e soldati addestrati senza battere ciglio. Con un semplice gesto della mano ha scagliato granate contro un gruppo di soldati, eliminandoli in pochi secondi. Per fare un paragone: i ragazzi hanno quasi distrutto il Mind Flayer al centro commerciale Starcourt con dei semplici fuochi d’artificio. Se fossero state usate granate militari, la battaglia sarebbe finita immediatamente.

Will e Vecna
Will e Vecna – Netflix

Questa disparità di potere crea un enigma narrativo: se Vecna è così più forte del Mind Flayer, come può quest’ultimo tenerlo sotto controllo? La serie dovrà fornire spiegazioni convincenti. Forse il controllo non è di natura fisica, ma psicologica o spirituale. Forse il legame creato durante la possessione infantile di Henry è talmente profondo che Vecna non può liberarsene, indipendentemente da quanto potere abbia acquisito nel frattempo. Un’altra possibilità è che il Mind Flayer possegga capacità che non abbiamo ancora visto, poteri che vanno oltre la forza bruta o le abilità psichiche. Potrebbe essere un’entità cosmica con una comprensione della realtà che trascende quella di Vecna. In molte storie dell’orrore cosmico, la vera minaccia non è la più forte fisicamente, ma quella che opera su un piano di esistenza completamente diverso.

Mentre aspettiamo il secondo volume della quinta stagione, previsto per Capodanno dopo il rilascio del primo volume il giorno di Natale, una cosa è certa: i fratelli Duffer amano sorprendere il pubblico. Hanno costruito un universo narrativo stratificato, dove nulla è mai come sembra. La possibilità che Vecna sia solo l’ennesimo servitore di un male più antico e profondo si inserisce perfettamente nella tradizione della serie. Il Mind Flayer come boss finale rappresenterebbe anche un ritorno alle origini. È stato il primo vero antagonista soprannaturale della serie, la minaccia che ha perseguitato Will fin dalla prima stagione. Vederlo tornare come nemico definitivo creerebbe una simmetria narrativa potente, chiudendo l’arco della storia nel punto esatto in cui è iniziata: con una creatura antica, incomprensibile e terrificante che vuole divorare il nostro mondo.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.