I fan più attenti di Stranger Things hanno acceso i riflettori su alcune incongruenze narrative che stanno facendo discutere. Al centro della controversia c’è Will Byers, il personaggio interpretato da Noah Schnapp, che sembra essere vittima di una serie di dimenticanze da parte degli showrunner Matt e Ross Duffer. Ma si tratta davvero di semplici sviste, o c’è qualcosa di più profondo dietro questi apparenti errori di continuità?
Nel primo episodio del volume 1, Joyce Byers fa riferimento a quella terribile notte in cui suo figlio venne rapito e trascinato nel Sottosopra da Vecna. Durante un momento carico di emotività, Joyce parla di non aver controllato il suo bambino di 11 anni nel letto quella sera. Il problema? I fan della prima ora ricordano perfettamente che nella stagione 1, i manifesti di ricerca sparsi per tutta Hawkins indicavano chiaramente che Will aveva 12 anni quando scomparve. L’incongruenza non è passata inosservata. Su X (l’ex Twitter) e altre piattaforme social, la community di Stranger Things ha immediatamente sollevato la questione, trasformando quello che potrebbe sembrare un dettaglio minore in un vero e proprio caso. E la verità è che questa non è la prima volta che la cronologia di Will viene trattata con leggerezza dai creatori della serie.

Chi segue la serie con attenzione ricorderà un altro episodio controverso risalente alla quarta stagione. Quando Mike va a trovare Eleven in California e i tre amici si recano alla pista di pattinaggio, secondo le informazioni fornite da Joyce in una stagione precedente, quel giorno dovrebbe coincidere con il compleanno di Will. Eppure, nell’episodio non c’è nemmeno un accenno alla ricorrenza. Nessuna menzione, nessuna celebrazione, nulla. Come se il compleanno del ragazzo che ha dato il via all’intera saga fosse semplicemente evaporato dalla memoria collettiva dei personaggi. Ma le stranezze non finiscono qui. Nel quarto episodio del volume 1 della quinta stagione, c’è una scena particolarmente toccante in cui Jonathan Byers, il fratello maggiore di Will, rievoca un ricordo fondamentale della loro infanzia: la costruzione di Castello Byers. Il monologo di Jonathan è ricco di dettagli emotivi: “Ti ricordi il giorno in cui papà se n’è andato? Siamo rimasti svegli tutta la notte a costruire Castello Byers, esattamente come lo avevi disegnato. Ci abbiamo messo un’eternità perché eri negato con il martello. Mancavi sempre il chiodo. E poi ha iniziato a piovere, ma siamo rimasti lì comunque. Siamo stati malati per una settimana dopo. Ma dovevamo finirlo, vero? Dovevamo proprio“.
Il racconto è intenso, viscerale, perfettamente in linea con la poetica della serie. C’è solo un piccolo problema: durante i flashback mostrati nell’epico finale del quarto episodio, quando Will rivede i momenti più importanti della sua vita, la scena della costruzione di Castello Byers viene riproposta visivamente. Ma il cielo è terso, completamente sereno. Nemmeno una goccia di pioggia in vista. A questo punto, è legittimo chiedersi: sono davvero errori di distrazione, oppure c’è un disegno più ampio dietro queste incongruenze? I fratelli Duffer hanno costruito la loro reputazione sulla precisione maniacale dei dettagli, sugli easter egg nascosti e sulle connessioni narrative che si rivelano solo dopo molteplici visioni. Non è caratteristico del loro modus operandi lasciare così tanti fili sciolti proprio sul personaggio che, in fondo, ha dato inizio a tutta la storia.

Alcuni fan stanno già elaborando teorie complesse: e se Will fosse intrappolato in una sorta di loop temporale? E se la sua percezione della realtà fosse stata alterata dal tempo trascorso nel Sottosopra? La serie ha già esplorato temi legati alla manipolazione della memoria e alla distorsione del tempo. Forse questi apparenti errori di continuità sono in realtà indizi disseminati deliberatamente e ci porteranno verso una rivelazione cruciale nel volume 2. Matt e Ross Duffer hanno promesso che questa stagione finale risponderà a tutte le domande rimaste in sospeso. I fan ora aspettano con impazienza di scoprire se anche il mistero dell’età dimenticata e dei ricordi contraddittori di Will Byers troverà finalmente una spiegazione soddisfacente. Dopotutto, in una serie dove nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio può nascondere un significato più profondo, persino un errore potrebbe rivelarsi parte di un piano più grande.
