Stranger Things 5, volume 1, ha polverizzato ogni record con 59,6 milioni di visualizzazioni nei primi cinque giorni su Netflix. Mentre l’attesa per il volume 2, previsto per Natale, diventa quasi insostenibile, c’è un pezzo fondamentale della storia che rischia di sfuggirti: il fumetto Stranger Things/Dungeons & Dragons: L’ascesa di Hellfire, pubblicato da Dark Horse Comics e distrubuito, in Italia, da Panini Comics. Non è un semplice spin-off per completisti. È la chiave per comprendere davvero uno dei personaggi più amati e tragici dell’intera serie.
L’intera collana di fumetti dedicata a Stranger Things funziona come una serie di deviazioni narrative che arricchiscono l’universo creato dai fratelli Duffer. Ma Stranger Things/Dungeons & Dragons: L’ascesa di Hellfire ha qualcosa di speciale: offre “lancio di incantesimi, combattimenti con la spada e fortuna dei dadi“, come ha dichiarato l’autrice Jody Houser. Se il binge-watching compulsivo della serie Netflix non ti basta, se vuoi scavare più a fondo nelle vite di personaggi che sulla schermo hanno avuto meno spazio per brillare, questo fumetto è la tua prossima lettura obbligata.
Il cuore pulsante di questa storia è Eddie Munson, il metallaro dal cuore d’oro che ha conquistato milioni di fan nella quarta stagione prima di compiere il sacrificio supremo nel Sottosopra. La sua morte eroica, mentre suonava la chitarra per distrarre i demobat di Vecna e proteggere i suoi amici, ha lasciato un vuoto doloroso. Il fumetto non può riportarlo in vita, ma fa qualcosa di altrettanto potente: ti permette di conoscerlo veramente, di capire come è diventato l’Eddie che abbiamo imparato ad amare in così poco tempo. Stranger Things/Dungeons & Dragons: L’ascesa di Hellfire gira indietro le lancette dell’orologio e ci mostra le origini della passione di Eddie per Dungeons & Dragons. La narrazione è costruita dal suo punto di vista, una scelta che rende l’esperienza di lettura incredibilmente intima per chi ha pianto la sua perdita. Scopriamo come ha fondato il Club Hellfire, quel gruppo di outsider che si riuniva nel seminterrato della scuola, visti come satanisti e devianti da una comunità bigotta e spaventata da tutto ciò che non comprendeva.
Il fumetto è anche una dichiarazione d’amore ai giochi di ruolo da tavolo. Le sequenze fantastiche che si alternano alle scene della banda di Mirkwood sono visivamente spettacolari, un tripudio di immaginazione che cattura perfettamente cosa significa perdersi in una campagna di D&D. Ma oltre all’estetica, c’è sostanza: lo sviluppo dei personaggi è robusto, ricco di sfumature che la serie televisiva non aveva il tempo di esplorare. Vediamo Eddie offrire consigli a Lucas su come parlare con Max mentre lei è in lutto. Assistiamo a Mike, Dustin e Lucas alle prese con la difficoltà di fare nuove amicizie dopo che Eleven si è trasferita. Sono momenti che aggiungono strati di complessità emotiva a personaggi che pensavamo di conoscere già bene. Il fumetto traccia paralleli tematici potenti con ciò che Eddie è diventato nella serie: un emarginato, qualcuno percepito come pericoloso semplicemente perché diverso.
Gli insegnanti e gli adulti del fumetto lo etichettano come satanico, un’accusa assurda che però riflette il panico morale degli anni Ottanta verso i giochi di ruolo, considerati da alcuni portali del demonio. È una dinamica che risuona dolorosamente attuale: la paura dell’ignoto, la demonizzazione della sottocultura, l’ostracismo verso chi non si conforma. Eddie diventa così un simbolo di resistenza culturale, qualcuno che si rifiuta di nascondere le sue passioni anche quando il prezzo da pagare è l’isolamento sociale. Ma il messaggio più potente del fumetto è sulla natura della famiglia. Eddie non ha avuto un’infanzia facile, e il Club Hellfire diventa per lui qualcosa di più profondo di un semplice gruppo di gioco. È la famiglia che si è scelto, costruita attraverso amicizie autentiche, condivisione di battaglie immaginarie che preparano a quelle reali. È un tema universale: a volte la vera famiglia non è quella in cui nasci, ma quella che coltivi attraverso affinità, rispetto reciproco e lotta comune contro le avversità.
Jody Houser riesce a bilanciare azione avvincente e profondità emotiva, creando una narrazione che funziona sia come prequel che come tributo. I fan più devoti di Eddie troveranno qui il closure emotivo che la serie non ha potuto dare: non una resurrezione consolatoria, ma una comprensione più piena di chi era questo ragazzo che ha scelto di sacrificarsi per salvare una città che lo aveva sempre disprezzato. Il fumetto è attualmente disponibile attraverso Dark Horse Comics, e per i collezionisti più accaniti, Target offre un’edizione esclusiva in copertina rigida. Non è solo merchandising per completisti: è narrativa complementare che arricchisce genuinamente l’esperienza di Stranger Things. Se hai amato la serie, se Eddie Munson ti ha toccato il cuore, se vuoi che l’attesa per il volume 2 sia meno dolorosa, questo fumetto merita il tuo tempo.



