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Dopo quattro stagioni passate ai margini della narrazione, relegata al ruolo di madre premurosa ma inconsapevole, Karen Wheeler ha finalmente avuto il suo momento di gloria in Stranger Things 5. E non è stato un momento qualsiasi: è stata una delle sequenze più intense e viscerali dell’intera serie. Quando un Demogorgone ha fatto irruzione nella casa dei Wheeler per rapire la piccola Holly, Karen non ha esitato un secondo. Ha trasformato la sua cucina in un campo di battaglia, dimostrando una ferocia protettiva che i fan aspettavano di vedere da anni.

La scena si svolge nel secondo episodio del Volume 1 della quinta stagione, disponibile su Netflix. Vecna, nell’ennesimo tentativo di portare caos e distruzione a Hawkins, invia una delle sue creature più letali direttamente nel cuore della famiglia Wheeler. Karen, che fino a quel momento aveva affrontato al massimo teenager affamati e l’indifferenza del marito Ted, si ritrova improvvisamente faccia a faccia con un mostro del Sottosopra. La sua reazione è immediata e istintiva: nasconde Holly nella vasca da bagno, poi si posiziona tra la creatura e sua figlia. Quando il Demogorgone irrompe nella cucina, Karen non scappa. Afferra una bottiglia di vino e la frantuma, trasformandola in un’arma improvvisata. Quello che segue è un atto di coraggio disperato e primordiale: accoltella ripetutamente il mostro, senza esitazione, senza pensare alle conseguenze. È un momento che ribalta completamente la percezione che avevamo di lei come personaggio passivo, dimostrando che la sua apparente normalità nascondeva una determinazione d’acciaio.

Karen in Stranger Things
Karen in Stranger Things – Netflix

Ma la sequenza non finisce qui. Durante lo scontro, Karen subisce ferite gravissime: la creatura le squarcia la gola, tra altre lesioni critiche. Eppure, anche sanguinante e in condizioni disperate, non si arrende. Quando viene ricoverata in ospedale, nonostante i medici le consiglino riposo assoluto, continua ad aiutare Nancy e Mike a rintracciare Holly dopo che Vecna riesce comunque a rapirla. È un esempio lampante di resilienza materna portata all’estremo, il tipo di dedizione incondizionata che definisce il personaggio da sempre, ma che finalmente trova espressione in azioni concrete e drammatiche. Il contrasto con Ted Wheeler non potrebbe essere più stridente. Il patriarca della famiglia, fedele al suo personaggio, tenta una difesa timida brandendo una mazza da golf, ma viene scaraventato attraverso la stanza dal Demogorgone senza nemmeno scalfirlo. Ted sopravvive, ma finisce in coma, mantenendo involontariamente il suo status di personaggio costantemente ai margini dell’azione. È quasi comico, in modo amaro: anche quando i mostri letteralmente demoliscono la sua casa e attaccano la sua famiglia, Ted riesce a contribuire praticamente nulla.

Questa dinamica tra Karen e Ted è perfettamente in linea con quanto i Duffer Brothers hanno costruito nelle stagioni precedenti. Ted è sempre stato il simbolo dell’ignaro americano medio: si lamenta del rumore, delle parolacce, degli ospiti che mangiano il suo cibo, dorme sulla sua poltrona reclinabile e rimane completamente all’oscuro degli eventi soprannaturali che accadono letteralmente nel suo seminterrato. Il suo contributo più significativo al franchise potrebbe essere stato comparire nelle pubblicità promozionali di Target piuttosto che nella serie stessa. Karen, invece, ha sempre dimostrato una sensibilità e un’attenzione che andavano oltre la superficie. Ha percepito la sofferenza di Billy Hargrove, ha cercato di connettersi emotivamente con i suoi figli anche quando loro la tenevano all’oscuro di tutto, ha mantenuto la famiglia unita attraverso crisi che non poteva nemmeno comprendere pienamente. Era solo questione di tempo prima che la serie le concedesse il palcoscenico che meritava.

Karen in Stranger Things
Karen in Stranger Things – Netflix

La scelta narrativa di dare finalmente a Karen questo momento eroico è significativa per diversi motivi. Primo, umanizza ulteriormente l’universo di Stranger Things, mostrando che il coraggio non è prerogativa esclusiva dei teenager protagonisti o degli adulti già coinvolti nelle vicende del Sottosopra. Secondo, riconosce il valore di un personaggio che per anni è stato trattato principalmente come figura di contorno, quasi decorativa. Terzo, crea un momento di identificazione potentissimo per il pubblico: Karen non ha superpoteri, non ha esperienza militare, non ha conoscenze scientifiche. Ha solo l’istinto di proteggere sua figlia, e quello basta.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.