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Stranger Things è tornata con la quinta e ultima stagione, dividendo l’uscita in due volumi come ormai Netflix ci ha abituato a fare con i suoi titoli di punta. Il Volume 1 è disponibile dallo scorso novembre, mentre il secondo e conclusivo arriverà a Natale, con il gran finale previsto per Capodanno. La serie dei fratelli Duffer ha sempre fatto della fedeltà agli anni ’80 il suo marchio di fabbrica, ricostruendo con maniacale attenzione ogni dettaglio di quel decennio: dalle soundtrack ai vestiti, dalle tecnologie ai riferimenti pop culturali. Eppure, stavolta qualcosa non ha convinto i fan più attenti.

Un dettaglio apparentemente minore ha scatenato un dibattito acceso tra i gamer che hanno vissuto quell’epoca in prima persona. Durante una scena del Volume 1, Derek Turnbow, il nuovo bullo locale di Hawkins interpretato da Jake Connelly, viene mostrato mentre gioca al Nintendo Entertainment System nella sua cameretta. Fin qui nulla di strano, considerando che siamo nel 1987 e il NES aveva già conquistato le case americane. Il problema è un altro: il gioco che si vede sullo schermo. Come ha prontamente segnalato il sito Time Extension, ripreso poi da diversi appassionati sui social, Derek sta apparentemente giocando a Ghosts ‘n Goblins, il notoriamente difficile platform d’azione di Capcom. Tutto bene, se non fosse che la versione visualizzata sullo schermo televisivo è quella arcade originale del 1985, non il port per NES che sarebbe dovuto comparire in quella scena. Per chi non avesse dimestichezza con le differenze tecniche tra le due versioni, si tratta di un salto grafico evidente: la versione arcade vantava una qualità visiva, una palette di colori e una fluidità delle animazioni superiori rispetto a quanto il modesto hardware del Nintendo casalingo potesse permettersi.

Una scena di Stranger Things 5
Una scena di Stranger Things 5 – Netflix

La gaffe è stata immortalata su Twitter dall’account My Retro Life, con un post che recita: “Adoro Stranger Things, ma la stagione 5 ha appena commesso un peccato capitale. Mostrano un ragazzo che gioca al Nintendo nella sua stanza, ma la TV sta chiaramente riproducendo la versione arcade di Ghosts ‘n Goblins, NON il port per NES. Il mio cuore retro non può sopportarlo“. Il tweet, accompagnato da screenshot comparativi, ha rapidamente fatto il giro della community dei retrogamer, raccogliendo consensi e scatenando discussioni. A prima vista, sembrerebbe un errore banale, il tipo di svista che può capitare quando chi lavora dietro le quinte non ha vissuto personalmente quegli anni o non ha la competenza tecnica per distinguere le varie versioni di un videogioco. D’altronde, per un occhio non allenato o per le nuove generazioni, la differenza potrebbe sembrare trascurabile. Ma c’è un’altra ipotesi sul tavolo, forse più cinica ma altrettanto plausibile: e se non fosse affatto un errore?

Netflix potrebbe aver fatto una scelta consapevole, privilegiando l’impatto visivo sulla precisione storico-tecnologica. Non sarebbe la prima volta che una produzione sacrifica un dettaglio di accuratezza per ragioni di regia o di appeal visivo. Il pubblico di massa che guarda Stranger Things probabilmente non noterà mai la differenza, mentre i puristi continueranno a dibattere nei forum e sui social. In fin dei conti, stiamo parlando di un errore veniale, se paragonato ad altri epic fail della serialità televisiva recente. Basti pensare al famigerato bicchiere di caffè Starbucks dimenticato sul set di Game of Thrones durante l’ottava stagione, o al recente pasticcio di HBO Max con Mad Men, dove nella versione rimasterizzata in 4K erano visibili membri della troupe che avrebbero dovuto rimanere nascosti. Nel grande schema delle cose, un mix-up tra versione arcade e console di un videogioco del 1985 è decisamente perdonabile, anche se i retrogamer più intransigenti potrebbero non essere d’accordo.

Netflix, dal canto suo, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto e probabilmente non lo farà. La piattaforma potrebbe semplicemente ignorare la controversia, oppure potrebbe considerare troppo costoso o poco rilevante correggere la scena in post-produzione. La questione, in fondo, interessa principalmente una nicchia di appassionati, per quanto vocale possa essere sui social media. Nel frattempo, il franchise di Stranger Things continua a espandersi in altre direzioni. All’inizio di quest’anno, Wizards of the Coast ha rilasciato un gioco di ruolo cartaceo ufficiale che fonde Dungeons & Dragons con l’universo della serie, permettendo ai fan di vivere avventure a Hawkins nei panni dei loro personaggi preferiti. E non è finita: i protagonisti della serie stanno per sbarcare anche in Fortnite, sebbene con alcune eccezioni notevoli nel roster dei personaggi disponibili.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.