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Il 2025 segnerà la fine di un’era per milioni di fan in tutto il mondo, con la conclusione dell’attesissima ultima stagione di Stranger Things. Ma mentre Hawkins si prepara a dire addio, i suoi creatori, Matt e Ross Duffer, sono già proiettati verso un futuro altrettanto intrigante. Dopo aver conquistato il pubblico globale con la loro serie Netflix, i Duffer si apprestano a inaugurare un nuovo capitolo professionale, trasferendosi in esclusiva a Paramount.

Questo passaggio non è una semplice transizione, ma l’inizio di una visione ambiziosa che i due fratelli hanno già iniziato a delineare. Attualmente immersi negli ultimi ritocchi al loro successo Netflix, hanno condiviso con Variety alcune anticipazioni sui loro piani una volta approdati nello studio dietro a franchise colossali come Mission: Impossible e Transformers.

Poster di Mission Impossible The Final Reckoning
Poster di Mission Impossible The Final Reckoning, fonte: Paramount Pictures

Per quanto riguarda il grande schermo, i Duffer intendono concentrarsi principalmente su progetti originali. Tuttavia, non escludono la possibilità di cimentarsi con proprietà intellettuali già note e possedute da Paramount. La condizione, però, è chiara e non negoziabile: devono essere storie a cui rispondano davvero, non semplici veicoli per generare popolarità o facili titoli. Matt Duffer ha persino accennato a un’opportunità unica di “fare le cose per bene” con quelle proprietà che, a suo dire, sono state rovinate o dove qualcuno ha sbagliato il colpo. Una prospettiva che promette di riaccendere l’interesse su titoli magari amati ma mal gestiti in passato, offrendo una seconda chance sotto la loro guida creativa.

Ma l’orizzonte dei Duffer non si limita al cinema. Anche sul fronte televisivo, la loro filosofia è ben definita e riflette l’approccio che ha reso Stranger Things un fenomeno. Mirano a creare storie evento, serie evento con un numero di episodi contenuto, tra gli otto e i dieci. Questa scelta è dettata da una precisa visione: Matt ha descritto le stagioni con venti o più episodi come “estenuanti” e ha sottolineato come nessuno dei due fratelli sia cresciuto apprezzando quel modello. Preferiscono un approccio “quando è finito, è finito“, con Matt che definisce il metodo tradizionale un “rendimento decrescente“. “Mi piace la costruzione“, ha aggiunto, evidenziando il valore di una narrazione più concisa e d’impatto.

Stranger Things
Vecna in Stranger Things, fonte: Netflix

Oltre alla creazione di contenuti, i Duffer Brothers hanno un’altra missione, quello scoprire e coltivare nuovi talenti. Un ruolo che ricorda quello svolto da Shawn Levy per loro stessi agli albori di Stranger Things. Non intendono espandersi fino a raggiungere le dimensioni di una Bad Robot, ma piuttosto concentrarsi sull’identificazione di “persone di grande talento” e aiutarle a realizzare la loro visione, rimanendo per lo più in disparte. Un approccio da mentori, dunque, che mira a replicare il ciclo virtuoso del supporto creativo.

È curioso, come ha ammesso Matt, che i due siano finiti a lavorare in televisione, considerando che sono cresciuti con il cinema e non sono mai stati veri appassionati del piccolo schermo. Eppure, il loro percorso ha dimostrato che le strade inaspettate possono condurre ai successi più grandi. E mentre l’ultima corsa di Stranger Things si prepara a partire il 26 novembre, l’attesa per ciò che i fratelli Duffer porteranno su Paramount è già palpabile, promettendo nuove storie e, forse, la rinascita di alcune vecchie glorie.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it