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Il futuro del reboot americano di Squid Game, atteso su Netflix, è ancora incerto. Ma se vuole davvero lasciare il segno, dovrebbe imparare una lezione fondamentale da un film ben preciso che negli ultimi tempi sta sbancando al box office. Stiamo parlando di The Long Walk, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King. La terza stagione di Squid Game ha aperto la strada a uno spin off americano legato a David Fincher, anche se Netflix non ha ancora confermato ufficialmente il ritorno della serie. Considerando il successo planetario della serie coreana, è solo questione di tempo prima che torni in qualche forma.

Ma cosa c’entra The Long Walk? Analizzando l’adattamento cinematografico del romanzo di King, emergono sorprendenti parallelismi con Squid Game. Le regole del gioco, in entrambe le opere, sono simili. Un solo vincitore, a cui sono promesse libertà e ricchezza, ma a un prezzo terribile. Tuttavia, The Long Walk riesce a creare un’atmosfera più coinvolgente ed emotiva, grazie all’attenzione dedicata alla psicologia dei personaggi. Squid Game, pur avendo sviluppato bene i suoi personaggi nella prima stagione, ha poi perso un po’ la rotta, puntando maggiormente sullo spettacolo visivo.

Immagine di scena di The Long Walk
Immagine di scena di The Long Walk, fonte: Vertigo Entertainment

A differenza di Squid Game, che ha alzato la posta in gioco con ogni nuova prova, The Long Walk mantiene la semplicità, concentrandosi su un unico gioco di sopravvivenza basato sulla camminata. Il film risuona con gli spettatori perché dedica ampio spazio ai dialoghi tra i personaggi, mettendo in luce atti di gentilezza e momenti di vulnerabilità che li rendono profondamente umani. L’adattamento del romanzo di King amplifica il concetto che anche le connessioni più piccole possono diventare fondamentali in una situazione che richiede la progressiva perdita di sé.

Mentre Squid Game ha puntato sullo spettacolo, rendendo il gioco sempre più spettacolare, il reboot non può percorrere la stessa strada. Deve crearsi una propria identità all’interno del franchise, e può farlo solo adottando l’approccio di The Long Walk. Concentrandosi maggiormente sugli archi narrativi dei personaggi e dando a ognuno una chiusura adeguata, il reboot di Squid Game può superare l’originale, correggendo gli errori della terza stagione, criticata per la sua narrazione frettolosa e per un finale che non ha dato al pubblico la conclusione che si aspettava.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it