Netflix ha prodotto così tanti contenuti originali negli ultimi anni che è praticamente impossibile tenere traccia di tutto. Tra drammi epici, thriller mozzafiato e documentari coinvolgenti, alcune perle autentiche finiscono per perdersi nel flusso incessante di novità. È il destino che spesso tocca alle serie comedy, un genere che raramente riceve la stessa attenzione mediatica riservata ai titoli più cupi e drammatici. Eppure, paradossalmente, la commedia potrebbe essere proprio il terreno dove Netflix dà il meglio di sé.

Ci sono serie comedy originali Netflix che meriterebbero di essere riscoperte, show che al loro debutto hanno raccolto applausi dalla critica e un seguito appassionato, ma che con il tempo sono scivolate nell’oblio. Alcune sono arrivate troppo presto rispetto ai tempi, altre sono state cancellate prematuramente, altre ancora semplicemente non hanno ricevuto la promozione che meritavano. Ecco sei serie comedy di Netflix che potresti aver dimenticato, ma che vale davvero la pena recuperare.

1. Easy (2016-2019)

Una scena di Easy, fonte: Sparrow Grass
Una scena di Easy, fonte: Sparrow Grass

Creata da Joe Swanberg, regista che ha contribuito a definire il movimento mumblecore tra la fine degli anni 2000 e l’inizio del decennio successivo, Easy porta sul piccolo schermo l’estetica naturalistica e le conversazioni apparentemente improvvisate tipiche di quel genere cinematografico. La serie è ambientata a Chicago e si struttura come un’antologia che segue diversi personaggi alle prese con le questioni universali della vita moderna: relazioni sentimentali, amicizie complicate, dubbi esistenziali e la perenne domanda su cosa fare della propria vita.

Ogni episodio può essere visto indipendentemente dagli altri, anche se alcune narrative ricorrono nel corso delle tre stagioni. È una storia d’amore moderna che ricorda Modern Love di Amazon Prime Video, ma con una dose molto più consistente di ironia e leggerezza nella sua formula. Il cast è stellare e include nomi come Zazie Beetz, Aya Cash, Gugu Mbatha-Raw, Orlando Bloom e Aubrey Plaza. Easy cattura quella sensazione di intimità autentica che raramente si vede nelle comedy tradizionali, trasformando momenti ordinari in piccole rivelazioni sul comportamento umano.

2. Dear White People (2017-2021)

Una scena di Dear White People
Una scena di Dear White People, fonte: Netflix

Basata sul film omonimo del 2014 di Justin Simien e concepita come suo seguito spirituale, Dear White People segue un gruppo di studenti neri che frequentano una prestigiosa università fittizia della Ivy League. Come suggerisce il titolo provocatorio, la serie si tuffa senza esitazioni in questioni politiche, culturali e sociali scottanti, affrontando il razzismo sistemico, i microaggressioni e le dinamiche di potere all’interno del campus universitario.

Logan Browning interpreta Sam White, una studentessa che non ha paura di alzare la voce per denunciare le ingiustizie che vede intorno a sé. La serie è intelligente e filosofica, capace di prendere direzioni inaspettate. Un momento potresti trovarti d’accordo con le posizioni di Sam, quello successivo potresti scuotere la testa in disaccordo. Gli episodi hanno una struttura cinematografica unica: tendono a concentrarsi su un singolo personaggio, con eventi che si svolgono prima e dopo quelli dell’episodio precedente, creando un puzzle narrativo che aggiunge mistero e mantiene alta l’attenzione. Dear White People è una comedy che fa riflettere tanto quanto fa ridere, un equilibrio difficile da raggiungere.

3. Wet Hot American Summer: First Day of Camp (2015)

Una scena di Wet Hot American Summer Ten Years Later
Una scena di Wet Hot Hot American Summer First Day of Camp, fonte: Netflix

Nel 2001 uscì Wet Hot American Summer, una commedia satirica che prendeva in giro i film sui campi estivi e le comedy adolescenziali degli anni ’90. Il film passò inizialmente inosservato, per poi sviluppare un seguito di culto negli anni successivi. Quando Netflix decise di produrre una serie prequel, era prevedibile che anche questa avrebbe impiegato del tempo prima di trovare il suo pubblico.

Wet Hot American Summer: First Day of Camp è ambientata prima degli eventi del film originale, che si svolgevano nell’estate del 1981. La genialità della serie sta in una scelta assurda che funziona alla perfezione: nonostante gli attori abbiano tutti quindici anni in più rispetto al film, interpretano versioni ancora più giovani dei loro personaggi. Vederli con parrucche improbabili e mentre fingono di essere adolescenti, quando invece hanno superato abbondantemente i trent’anni, è una gag che non smette mai di funzionare e diventa sempre più divertente man mano che la serie prosegue. Il cast è una parade di stelle della commedia americana, rendendo First Day of Camp una serie facile da guardare, intelligente e sorprendentemente accogliente.

4. American Vandal (2017-2018)

Una scena di American Vandal
Una scena di American Vandal, fonte: Netflix

American Vandal è arrivata forse troppo presto. La serie parodiava i documentari true crime e i podcast investigativi che erano popolari all’epoca, ma ciò che i creatori non potevano prevedere era che il pubblico era ancora ben lontano dall’essere stufo del genere. Di conseguenza, la parodia non ha avuto l’impatto che avrebbe potuto avere se fosse uscita qualche anno dopo.

Girata nello stile di Making a Murderer di Netflix, con abbondanti riferimenti ai tropi del podcast Serial, American Vandal è una satira estremamente accurata del true crime. La serie è ambientata alla Hanover High School e segue, in ogni stagione, un gruppo di giovani investigatori adolescenti che cercano di scoprire il vero colpevole dietro un atto di vandalismo. La prima stagione ruota intorno a un caso di auto spray-ate con immagini falliche, mentre la seconda riguarda una limonata della mensa scolastica contaminata con un lassativo.

Non è esattamente la serie più raffinata mai realizzata, ma è incredibilmente divertente e scritta con una precisione tale che i “crimini” risultano genuinamente intriganti. American Vandal dimostra che non serve un omicidio per creare tensione narrativa: basta la giusta dose di mistero e personaggi ben costruiti.

5. Sex Education (2019-2023)

un'immagine di sex education
Un’immagine di sex education, fonte: Netflix

Sex Education è una comedy britannica che segue gli adolescenti e gli adulti nella cittadina immaginaria di Moordale, con particolare attenzione alle vicende della Moordale Secondary School. Asa Butterfield interpreta Otis Milburn, un ragazzo socialmente impacciato la cui madre, Jean (Gillian Anderson), è una terapeuta sessuale. Nonostante la sua goffaggine e una certa ambivalenza nei confronti del sesso, le conoscenze che Otis assorbe dalla madre, sempre sincera e diretta, lo ispirano ad aprire una clinica di terapia sessuale clandestina insieme alla sua amica Maeve (Emma Mackey).

Insieme, i due aiutano gli altri studenti di Moordale a gestire meglio i propri sentimenti e le proprie insicurezze. Sex Education osa molto, e quasi sempre funziona. La serie non ha paura di essere esplicita e spudorata, ma allo stesso tempo lascia ampio spazio al calore umano e alla comprensione. È piena di disavventure sessuali esilaranti, ma non risulta mai cattiva o giudicante: è semplicemente una rappresentazione onesta della crescita e della maturazione. Nonostante abbia concluso la sua corsa nel 2023, Sex Education merita di essere recuperata o rivista per la sua capacità unica di mescolare imbarazzo, tenerezza e risate.

6. GLOW (2017-2019)

Una scena di Glow
Una scena di Glow, fonte: Netflix

A voler essere onesti, quando GLOW era in onda aveva un seguito appassionato e devoto. Ma la sua cancellazione improvvisa all’inizio della pandemia di COVID-19 sembra averla cancellata dalla memoria collettiva. Anche con un finale insoddisfacente dovuto all’interruzione prematura, GLOW rimane una comedy che merita assolutamente di essere vista.

La serie, debuttata nel 2017, vede Alison Brie nei panni di Ruth Wilder, un’attrice in difficoltà nella Los Angeles del 1985. Stanca di non riuscire mai a ottenere ruoli, Ruth decide di provare qualcosa di completamente diverso: un provino per una promozione di wrestling professionistico chiamata Gorgeous Ladies of Wrestling, o “GLOW”. Lo show di wrestling in via di sviluppo è diretto da Sam Sylvia (Marc Maron), un regista cinico il cui stile non convenzionale si scontra con il desiderio di Ruth di garantire che la recitazione sul ring sia all’altezza dei suoi standard.

GLOW è una serie Netflix estremamente originale, piena di battute esilaranti e trame sovversive che esplorano gli anni ’80 con occhio critico ma affettuoso. Il wrestling diventa una metafora perfetta per le performance di genere, le aspettative sociali e la ricerca di autenticità in un mondo di finzioni. Le dinamiche tra le wrestler, tutte donne con background e aspirazioni diverse, creano un mosaico ricco e sfaccettato che va ben oltre la semplice comedy sportiva. È un peccato che non abbia potuto concludersi come meritava, ma le tre stagioni disponibili sono comunque un’esperienza televisiva memorabile.

Netflix continua a sfornare nuovi contenuti a ritmo incessante, ma questo non significa che dovremmo dimenticare le gemme del passato. Queste sei serie comedy rappresentano alcuni dei migliori esempi di come il formato seriale possa essere usato per raccontare storie intime, provocatorie, assurde o profondamente umane. Che tu le abbia viste all’epoca e voglia riscoprirle, o che siano completamente nuove per te, ognuna di queste serie offre qualcosa di speciale che difficilmente troverai altrove. E in un catalogo sterminato come quello di Netflix, a volte la cosa migliore da fare è guardare indietro anziché sempre avanti.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.