How could be possible?! HOW DO YOU KNOW?!
The Shadow Knows MWAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Così finiva quasi ogni puntata dell’Ombra, The Shadow, meglio noto da noi come l’Uomo Ombra, un dramma radiofonico creato nel 1930 da Walter B. Gibson e la cui risata malvagia riecheggerà nelle radio americane l’anno successivo. Nel 2026 siamo letteralmente drogati di Podcast. Le web radio imperversano e possiamo con certezza affermare che RADIO KILL THE VIDEO STAR dato che MTV è ufficialmente morta e la televisione di stato arranca in uno dei suoi momenti meno vivi di sempre. Sorry not sorry, The Buggles.
Scrollando tra una storia truculenta e un massacro o tra una rassegna stampa e un approfondimento del Magister Barbero, si possono ascoltare le nuovissime avventure degli Avengers e degli X-Men o l’amatissima The Sandman, uscita in tutte le lingue. Queste nuove “storie sonore” devono il loro successo al marchio/saga, ma anche la non indifferente capacità delle produzioni di scegliere attori-doppiatori di primissima scelta o addirittura gli stessi che hanno interpretato i nostri eroi sul grande schermo.
Bene Generazioni dalla X in poi, sappiate che è tutto già fatto! Nessuna sorpresa ovviamente, sappiamo che è sempre tutto una copia della copia, tuttavia vi sono stati degli eroi che non sono stati trasposti dai fumetti, ma sono letteralmente nati nella Radio, due tra tutti The Shadow e Green Hornet, ma non solo.
Scaldate le vostre cuffie, sintonizzatevi su radio Screeenworld, qui è il vostro amichevole Radio-Max di quartiere che vi invita a mettetevi la maschera e accomodarvi sulla vostra poltrona preferita. L’ascolto di questa radio non è adatta a criminali e manigoldi!
Si va in onda!
IN PRINCIPIO ERA IL SUONO

A partire dagli anni ‘20 in America c’è stata una vera e propria invasione e LA Radio con tutte le sue voci era entrata a far parte della quotidianità. In un mondo il cui l’unico media era il giornale e la parola scritta la radio forniva non sollo uno svago migliore ma qualcosa di semplice e comodo: si possono fare un sacco di cose mentre si ascolta la radio e la radio stessa può allietare le vostre giornate…o complicarle.
Con l’avvento della radio arrivarono anche le notizie sul mondo, e da che mondo è Mondo il mondo non è mai stato un luogo ospitale e pieno di buone notizie. Il bombardamento a tappeto di notizie sconcertanti richiedeva un suo opposto, qualcosa di più leggero e godibile. Ecco che nei palinsesti radiofonici iniziarono a comparire storie di ogni sorta che potessero allietare l’ascoltatore tra una notizia e l’altra.
Nota per tutti i lettori/ascoltatori giovani di questo articolo: le telefonate in diretta arriveranno moooooolto dopo. Eventi come una diretta erano rivolti solo per messaggi importantissimi, vedi Il discorso del Re (Tom Hopper, 2011) o L’ora più buia (Joe Wright 2017). A salvare l’americano medio dalla noia arrivarono i drammi radiofonici; veri e propri libri o avventure a puntate che potessero allietare tutti i fruitori del media.
Tra i drammi più famosi ricordiamo il gigantesco caso in cui Orson Welles decantò in maniera anche fin troppo realistica la cronaca radiofonica dello sbarco della prima nave spaziale e della prima invasione aliena della storia: la lettura dei primi capitoli de La Guerra dei Mondi di H.G. Welles, trasmessa il 30 Ottobre del 1938 sulla CBS.
L’innocuo dramma divenne un vero e proprio caso poiché per molte persone che si erano sintonizzate a programma avviato ebbero davvero l’impressione che fosse una trasmissione d’emergenza in diretta e che effettivamente stesse avvenendo una invasione aliena negli Stati Uniti. Vi prego di prendere un respiro profondo ed immaginare con una vena sarcastica e di compassione un gruppo di persone in varie città americane che uscivano coi fucili e sparavo in aria in preda al panico. Come dicono nel celeberrimo film Team America: AMMMERICAAAAAA FUCK YEAH! (Trey Parker, 2005)
Il caso scatenò l’interesse delle radio che capirono che parlare di radiodrammi con un po’ di spirito non solo era concesso, ma avrebbe catturato maggiormente lo spettatore di qualsiasi età, dal ragazzo alla casalinga.
L’ANTENATO DI BATMAN

Non passò molto tempo prima che da drammi crime, rosa e avventurosi nacquero anche radiodrammi supereroistici. Per non pagare diritti si cercava di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che scatenasse l’interesse come una gangster story o un crime, ma che avesse qualcosa di misterioso e magico, il tutto in un classico scontro Bene Vs. Male per le strade di una metropoli come New York. Inutile dirvi che The Shadow era lì, in silenzio che aspettava solo questo.
Ma chi, cosa e perché The Shadow?
Nato nel 1930 dall’idea di Walter Gibson The Shadow incarna tutto quello che serviva in quel momento: un super eroe dark, “malvagio” ma che piegava la sua malvagità e sbilanciamento morale contro i criminali e i disonesti. Lamont Cranston era un ex-soldato della prima guerra mondiale deluso dal genere umano, deciderà di diventare un criminale in oriente. Verrà reclutato da un maestro tibetano, l’enigmatico Tulku, ed addestrato nelle arti mistiche per celare la sua identità dietro quella del suo alter ego oscuro, l’Ombra, un giustiziere freddo come il ghiaccio che usa l’ipnosi, il mentalismo e la percezione per nascondersi in piena vista e colpire senza pietà. Il terrore e la paura sono le armi principali di The Shadow poiché “egli conosce il male che si cela nel cuore degli uomini” (frase che veniva ripetuta continuamente e che racchiudeva la ragione per la quale era stato scelto per questa crociata).
Si, se vi state chiedendo chi ha copiato chi sappiate che Batman nascerà solo 9 anni dopo. Il personaggio di The Shadow inizierà non solo a sconfiggere i nemici ma a conquistare i cuori degli americani, incollati alla radio a sapere come andrà a finire la sua ennesima avventura.
The shadow è senza dubbio il primo vero esempio supereroistico radiofonico…ma non fu l’ultimo.
GLI AVENGERS DELL’ETERE

Non passò davvero molto tempo, per l’esattezza 2 anni, prima che un altro eroe arrivò nelle orecchie degli spettatori americani. A fare la sua comparsa nello stesso anno saranno The Lone Ranger e The Green Hornet.
Il Primo, il classico cowboy solitario a cavallo, un vigilante del West americano che incarnava gli ideali di giustizia, libertà e verità e che assieme al suo fedele compagno Nativo americano Tonto sgominava i criminali della frontiera americana.
Il Secondo era un ricco annoiato che combatteva il crimine assieme alla sua tecnologia e al suo fedele maggiordomo e autista cinese Kato, esperto di arti marziali.
Due Eroi nuovi, più “luminosi” rispetto a The Shadow, ma sempre alle prese con criminali e ingiustizie di ogni sorta.Nati come puro intrattenimento e figli dei più semplici stereotipi questa Santissima Trinità ebbe un successo straordinario e fino agli anni ’50 segnò una delle più importanti legacy supereroistiche.
DALLA RADIO AL FUMET…AH NO!!!!

Non passò molto tempo prima che questi 3 eroi ebbero compagnia. Batman, Superman, Dick Tracy, Flash Gordon e molti altri figli della carta inizieranno a spostarsi sul media radiofonico, prendendosi anche loro uno spazio e generando quella che è poi stata chiamata la golden age of comics (l’inizio viene fatto cominciare nel 1938, prima apparizione di Superman in Action Comics). Il media cresceva e la richiesta di episodi e puntate di intrattenimento coi Super era sempre maggiore.La Radio e l’intrattenimento radiofonico non smetteranno fino alla fatidica distribuzione della televisione nelle case degli americani nel secondo dopoguerra.
E i supereroi radiofonici originali?
Cercheranno di farsi strada al sulle pagine dei fumetti ma con scarsissimi risultati. Nonostante le matite splendide di Vernon Greene nei primi anni ’40, The Shadow restava un ibrido tra fumetto Pulp-Adulto e Supereroe classico in un periodo in cui dovevi essere o carne o pesce. Green Hornet e Lone Ranger entrarono in ritardo nel mercato e le grandi figure di Batman e Superman avevano migliori disegnatori e storie più accattivanti.
Si dovette aspettare gli anni ‘70, con l’arrivo di Michael William Kaluta (uno dei disegnatori più profondi e talentuosi già in scuderia Dc Comics) per ridare forza e spessore al crociato delle ombre. I volumi erano ricchi di dettagli e molto più vicini all’estetica con cui era nato The Shadow: Art Decò negli interni e negli ambienti opulenti di New York entravano in contrasto con la sporcizia e la lordura dei vicoli e delle strade umide e pericolose dei quartieri più poveri e malfamati.
Comprendendo a pieno lo stile e le caratteristiche con cui The Shadow era nato, Klauta era riuscito a dargli una marcia in più. Un momento di grandissimo talento e valorizzazione minato solo dalla scarsa capacità di The Shadow di affrontare il mercato. Non vendeva. Questo e altri fattori porteranno i nostri tre cavalieri a scomparire man mano tra le sabbie del tempo…o così pensavano.
Radio Heroes BORN AGAIN

Contro ogni aspettativa iniziale i tre Radio Heroes sopravvissero. O meglio ci provarono.
Lone Ranger ebbe un serial televisivo e una linea di gadget oltre che a un paio di film televisivi. Se avete visto Toy Story 2 (john Lasseter, 2008) vi è un chiaro riferimento all’andamento della “moda dei cowboy” e Woody incarna perfettamente il personaggio di Lone Ranger e del suo arco narrativo, conclusosi con l’allunaggio e il cambio completo delle mode negli anni 60. Il primo caduto.
Assieme alla Corsa allo spazio tuttavia nasceva anche la beat generation e alcuni super eroi divennero molto amati in serie molto colorate e psichedeliche. Ne è il portavoce il Batman del 66 ma anche The Green Hornet. La serie sul Calabrone verde andò in onda dal ’63 al ’67 e fu un discreto successo. Il super eroe armato di gadget degni di una bat-cintura o di un James Bond affrontava in live action criminali, accompagnato da un Kato magistralmente interpretato da un giovane Bruce Lee fresco di Hollywood. Vi sono riferimenti molto divertenti sia in Kill Bill che in C’era una volta ad Hollywood (Tarantino 2003 e 2019): Tarantino non ha mai nascosto di essere innamorato della figura di Kato.
DARK RADIO KNIGHT RISES

La fine non è mai la fine e dopo decenni di anonimato, vaghi ricordi e pagine di Wikipedia gli eroi radiofonici vennero ricordati e rimessi in gioco.
Da chi? Dagli anni 90!
Come ben sappiamo qualcosa di vecchio è tale finché non supera abbastanza tempo perché diventi vintage e affascinante. Verso la fine degli anni 80 il mondo dei comics aveva ricominciato ad avere un lato molto oscuro, autori come Moore e Miller avevano ripreso in mano gli splendenti e luccicanti Eroi e gli avevano ammantati di oscurità e profondità: il tempo delle ombre era tornato.
All American Comics recupera le vecchie storie a fumetti di The Shadow, le ristampa e aggiunge un paio di archi narrativi. Howard Chaykin ridarà vita al crociato con una veste oscura e ancora più fredda. Con Vertigo e Dark Horse che avevano aperto le porte a fumetti più adulti e più oscuri si è trovato al posto giusto e momento giusto.
Da quella comparsa appena fuori dall’universo underground del fumetto americano comincia a farsi strada un’idea, che diventa man mano un soggetto e una sceneggiatura. Nel 1994, complice l’oscurità da milioni di incassi del Batman di 5 anni prima, arriva al cinema THE SHADOW (Russell Mulcahy, 1994), che va ad inserirsi nella prima ondata dei cinecomic moderni (per primo possiamo considerare tranquillamente il Superman di Reeve del ’78). In questa Origin story vediamo il nostro oscuro cavaliere Lamont Craynston interpretato da Alec Baldwing affrontare la sua nemesi, l’allievo e killer del suo maestro che possiede i suoi stessi poteri, ma li usa per il male.
Nonostante il film sia un autentico capolavoro di scenografie e costumi la storia ed il suo sviluppo non conquistano: con un budget di 40milioni recupererà la spesa, ma non si avvicinerà in nessuna maniera a raddoppiarla confermando alle major che il gioco non vale la candela.
PARODIE TRA LE OMBRE

Per la sua struttura, i suoi poteri, la sua storia all’epoca molto poco conosciuta The Shadow non conquista. Ad accentuare la sua cattiva fama è una giustificata teoria che lo vedeva come una copia brutta del Batman di Burton: ricordo a tutti che non c’era ancora internet e la comunicazione aveva appena iniziato ad essere massiccia come lo è ora.
Nonostante il tentativo fallito, L’Ombra partorirà una inaspettata creatura che non solo supererà la fama di suo padre, ma contribuirà ad alimentarne la leggenda: Stiamo parlando di Darkwing Duck. Il Papero mascherato che dominava il Sunday’s Special di Disney infatti è letteralmente la parodia di The Shadow e nel canzonarlo ha contribuito a farlo conoscere ancora oggi.
THE GREEN RETURN

The Shadow non sarà l’unico a cercare di tornare. Nel 2011 cavalcando la prima ondata di cinecomic gli studios cercheranno di rimettere in pista anche Green Hornet. Un regista d’eccezione che vive ancora oggi di grandissima fama, Michel Gondry, cercherà di lanciare un giovane Seth Rogen nei panni del nostro calabrone verde. Di nuovo un grande ritorno e di nuovo un discreto fallimento: il film non recupera perfettamente il budget di partenza e le critiche a questo film sono giustamente feroci. Uscendo dalle critiche prettamente tecniche il film viene stroncato sia per la qualità, sia per essere la perfetta rappresentazione di un personaggio che se non rinnovato e attualizzato, resta un eroe fuori tempo massimo.
Un nostro personale colpo di grazia se vogliamo infierire come si deve?
Un genio-miliardario-playboy-filantropo era già nato nel 2008 e non vi era proprio partita.
DISASTER RANGER

Della santissima trinità manca il nostro Lone Ranger, e qui sono dolori.
Complice il grande ritorno dell’era degli eroi, la volontà di trovare sempre grandi novità e un accenno di ritorno al genere Western, si deciderà di far tornare il nostro cowboy mascherato in grande stile.
Alla guida non ci sono pivelli o registi abituati a produzioni modeste ma il duo Jerry Bruckheimer e Gore Verbinsky che aveva sconfitto la maledizione del cinema piratesco con la trilogia dei pirati dei caraibi, generando una vera e propria nuova macchina da soldi e intrattenimento.
Cosa poteva andare storto? Tutto.
Soggetto, sceneggiatura, regia e un Tonto interpretato da Johnny Depp in possiamo dirlo, RedFace, trasformeranno il tentativo di far ritornare il beniamino radiofonico in una meteora pronta a schiantare qualsiasi cosa si avvicini al pop-western e rischiando di affossare un genere intero. Siamo tutti contenti che Kevin Costner e Quentin Tarantino lo abbiano salvato con opere di valore.
SINTONIZZARSI SU UN ALTRO MEDIA

La salvezza di questi 3 eroi l’hanno avuta nei fumetti: assieme ad un altro gruppo di “eroi dimenticati” hanno calcato le copertine di fumetti omonimi prodotti dalla Dynamite negli ultimi anni. Complice anche l’arrivo del Marvel NOIR Universe, le storie semplici e classiche arricchite dalle straordinarie e superbe copertine di Alex Ross e Bill Sienkiewicz hanno rimpolpato le fila della fandom di Shadow and friends facendo riscoprire il mondo antico di questi eroi nonostante siamo sempre molto distanti da un loro trionfale ritorno.
TRE EROI, TRE TENTATIVI, TRE FALLIMENTI, UNA GRANDE EREDITÁ

Arriviamo ai giorni nostri ed è il momento di tirare le somme. Negli anni abbiamo visto come non sia importante quale sia la tua origine ma le mani che potrebbero trasformarti di nuovo in un’icona della pop culture amata da tutti. Non c’è dubbio che questi tre ragazzacci siano stati molto sfortunati, soprattutto nei loro ultimissimi tentativi di ritorno.
La loro fama tuttavia e le ragioni che le ricordano sono strettamente legate alle loro origini: sono eri radiofonici. La loro eredità è stata incredibilmente raccolta da moltissime case e aziende che hanno capito il potere della radio, dell’ascolto di una bella storia e di come nel 21° secolo, con lo schermo davanti agli occhi tutto il giorno, avere una storia nelle orecchie e lasciare la fantasia a guidare il nostro immaginario sia la nuova forma di vero svago e di libertà.
La provocazione che vogliamo lanciarvi è proprio questa: forse questi tre eroi hanno fatto tutta questa strada per poi rendersi conto che dovrebbero tornare alle origini. Forse è il momento di riascoltare delle bellissime storie del Calabrone Verde o di The Shadow. Forse dovrebbero imparare dai loro figli, il podcast dell’MCU o del Signore degli Anelli che assieme a dei suoni ambientali accoppia delle voci grandiose e degli attori-doppiatori di prima scelta.
In una delle sue ultime serie radiofoniche The Shadow, l’Ombra era doppiata da Orson Welles, non mi dispiacerebbe sentire come voce di Lamont Craynston John Ham e come voce dell’ombra Keith David, una sorta di “Vader radiofonico” pronto a terrorizzare criminali e affascinare ascoltatori di ogni genere.
Gli Eroi della Radio non sono spariti, hanno semplicemente passato il testimone, non escluderei un giorno, che questo testimone possa tornare a loro e dargli un’altra grande corsa.
Il destino è incerto e nell’oscurità del futuro possiamo solo affidarci alle prime parole che abbiamo citato e le ultime alla fine di ogni puntata:
L’OMBRA SA! MWAHAHAHAHAHAHA!
Parte del character design di Spider-man Noir è fortemente influenzato dal personaggio di The Shadow
