Un piccolo passo per un papero, un grande passo per una generazione di lettori. Si potrebbe riassumere così l’ingresso di Paperino nella Ducklair Tower, il momento in cui Paperinik passò dall’essere un personaggio fortemente disneyano a primo supereroe per una generazione di lettori. PK – Paperinik New Adventures trent’anni fa segnava un momento epocale per il fumetto italiano – e per quello supereroico – che oggi viene giustamente celebrato.
Durante la tappa padovana di BeComics!BeGames! abbiamo avuto una doppia fortuna: visitare la mostra dedicata a PK, ma soprattutto di ripercorrere questi tre decenni di onorata carriera con gli autori che hanno creato il mito di questa serie a fumetti.
PK, trent’anni di avventure

Tre decenni scanditi da grandi avventure, personaggi incredibili e momenti di grande emozione, che hanno reso PK non un semplice fumetto ma un vero e proprio evento generazionale. Un successo che al suo esordio in molti speravano all’interno del cast artistico, come ricorda Lorenzo Pastrovicchio, uno dei nomi cari delle community di PK – i Pkers
“Ci speravo sinceramente perché PK fin da subito è stato un grandissimo amore per me e trovavo in questo nuovo fumetto tutto quello che mi piaceva. C’era il tratto umoristico, c’era la fantascienza, c’era la possibilità di inserirci i supereroi Marvel, i manga giapponesi, all’epoca uscivano i primi quindi Akira, Masamune Shiro. Il fatto di poter fare un mix di tutte queste cose e che nessuno dicesse niente era fantastico, anzi! Mi ricordo benissimo la prima storia di Tito Faraci, quando mi diedero la sceneggiatura e mi ricordo che ci presero da parte, a me e a Tito e ci dissero “Mi raccomando ragazzi, calmi, no?”. E quel calmi là mi instigò ancora di più ed ero felicissimo, non mi sembra vero quindi ritrovarmi qui, adesso dopo 30 anni”
Community e giovani artisti

Una delle rivoluzioni di PK fu dare valore già all’epoca alla community, i Pkers. Coinvolti da subito negli editoriali dei volumi, i fan di PK sono stati fedeli in questi anni, hanno continuato a seguire il personaggio, tenendolo vivo. Per Pastrovicchio, sono loro il vero segreto del successo della serie:
“Il vero segreto di PK è stato, in quegli anni là, sicuramente avere una community molto forte, e questo è stato un grande lavoro, sicuramente, redazionale, ma, dall’altra parte, riuscire a intercettare tutti questi nuovi artisti in un momento solo, cosa che non era mai accaduta.”
Ma ad alimentare questa passione dei lettori era l’incredibile lavoro di artisti emergenti che portarono nel canone classico disneyano una serie di rivoluzioni stilistiche e narrative che resero PK- New Paperinik Adventures un cult:
“Molti disegnatori come, appunto, Celoni, Mottura, Barbucci, io, ma anche Corrado, Intini, Lavoradori, Sciarrone, Uguerrini, eravamo tutti nell’arco di dieci anni di differenza di età, tra più giovani e il più grande. Sceneggiatori come Artibani, Sisti, anche loro giovanissimi, perché parliamo appunto di trent’anni fa, e tutti con una voglia di raccontare qualcosa di nuovo, che fino a quella volta non era mai stato fatto. Per quelli giovanissimi è stato un tana libera tutti, nel senso che nemmeno avevamo fatto tanto Disney, quindi non eravamo stati ancora contaminati dal classicismo. Per quelli che già lavoravano, probabilmente, è stato Porsche un po’ più difficile, ma di grande soddisfazione, perché avevi anche una certa visibilità, e poi finivi in un volumetto tutto tuo, speciale, con colori psichedelici, albo formato americano. In realtà non sapevamo ancora di quanto fosse forte, perché non c’erano i social, e io l’ho scoperto anni e anni e anni dopo quello che eravamo stati.”
Un successo che non è stato subito percepito dagli artisti, che hanno quindi potuto scatenare il loro estro, alimentando la connessione tra personaggio e lettori. Una novità promettente che solo qualcuno sapeva stesse facendo la storia, ma che pensò di non comunicare in modo da non influenzare i lavori di PK
“Lo sapevano gli editori, quello sì, ma non ce lo dicevano subito. Il fatto di essere inconsapevole ha aiutato tanto perché non avevi la pressione addosso”

