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Un piccolo passo per un papero, un grande passo per una generazione di lettori. Si potrebbe riassumere così l’ingresso di Paperino nella Ducklair Tower, il momento in cui Paperinik passò dall’essere un personaggio fortemente disneyano a primo supereroe per una generazione di lettori. PK – Paperinik New Adventures trent’anni fa segnava un momento epocale per il fumetto italiano – e per quello supereroico – che oggi viene giustamente celebrato.

Durante la tappa padovana di  BeComics!BeGames! abbiamo avuto una doppia fortuna: visitare la mostra dedicata a PK, ma soprattutto di ripercorrere questi tre decenni di onorata carriera con gli autori che hanno creato il mito di questa serie a fumetti.

Scoprire PK con Paolo Mottura

PK - © Disney
PK – © Disney

Tra i nomi celebri che hanno partecipato al mito di PK compare anche quello di uno di grandi maestri disneyani italiani, Paolo Mottura. Le sue tavole di PK sono presenti nella mostra organizzata da BeComic!BeGames!, e davanti a loro abbiamo chiacchierato con Mottura, ricordando quando ha scelto di entrare nel team di PK, al momento della sua uscita:

“Come tanti altri appassionati sono rimasto veramente sbalordito perché non immaginavo una cosa così audace, così fuori dagli schemi e quindi ho subito preso il telefono, un giorno dopo ho telefonato in redazione, ho detto che volevo entrare anch’io in questo team di PK e di lì a poco ho avuto la mia prima sceneggiatura e poi tutta una serie di storie per alcuni anni e poi anche con un revival di PK in tempi più recenti.”

La rivoluzione di Pk è stata spingere il fumetto disneyano in direzioni inesplorate, affidandosi alla personalità dei suoi autori. Pur rimanendo fedeli al personaggio, ogni artista ha cercato le proprie ispirazioni e i propri punti di riferimento, come conferma Mottura:

“Mi lascio trasportare dalla sceneggiatura e se la sceneggiatura è convincente immediatamente il mio stile si adegua a quel tipo di scrittura; insomma è riferito a questa cosa che dici tu, penso che il mio stile sia abbastanza malleabile e ricettivo rispetto allo scritto. Come accaduto anche in Moby Dick quando mi capita anche di fare delle illustrazioni vado a pescare in tutto quel database che è nel cervello, che magari rimane sopito poi al momento giusto salta fuori per cui mi piace adattare i personaggi Disney alla situazione del momento.”

Il segreto del successo di PK

PK
PK – © Disney

Lo slancio supereroico di PK potrebbe fare pensare che il primo riferimento dei suoi artisti siano stati i supertizi dei comics americani, ma Mottura ricorda come siano molteplici le ispirazioni a cui può ispirarsi un autore.

“Mi piacciono molto la pittura, il cinema, la fotografia e spesso vado a pescare da queste arti, non necessariamente dagli autori di fumetti e quindi ho usato spesso questo tipo di contaminazione. Perché la tradizione Disney è così monolitica, se vuoi, e una cosa così consolidata si presta al tempo stesso a delle interpretazioni che lo fanno uscire fuori dai canoni diciamo ed è una cosa che è successa anche con PK. Mi piace pensare appunto che Disney quando si ripropone in maniera diversa scatena delle forti reazioni nel pubblico che è abituato invece a un Disney più tradizionale che per come la vedo io è il più bello, il più affascinante però se ogni tanto c’è uno strappo alla regola funziona quasi sempre”

A distanza di trent’anni dall’esordio di PK, il suo nome è considerato ancora un punto di riferimento per gli appassionati di fumetti italiani. Al punto che non si può fare a meno di chiedersi quale sia il segreto del suo successo, un mistero che abbiamo chiesto a Mottura di rivelarci

“Ne abbiamo parlato ieri in un incontro col pubblico e ognuno ha detto la sua. Io chiaramente non so, perché non sono un analista, non so fare questo tipo di ragionamenti. Sicuramente c’è una serie di ingredienti, tanti ingredienti, che hanno fatto presa sul pubblico giovane di quegli anni. Non ultimo la cosa che ho detto prima, cioè il fatto di proporre Disney in una veste inedita. È come un desiderio che abbiamo tutti, quello di smontare i canoni disneyani e cercare di ricostruirli in un altro modo. È un’operazione molto delicata questa e spesso rischiamo di fare dei disastri, ma in alcuni casi se c’è la giusta alchimia funziona bene.”

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva