Ha reinterpretato Godzilla e Alien. Ci ha portati nelle deliranti avventure di un cuoco spaziale in Wonton Soup e ha portato in campo la sgangherata squadra di baseball dei Sullivan’s Sluggers. James Stokoe si è ritagliato uno spazio importante all’interno delle nostre librerie, grazie al suo stile unico, sintesi perfetta di suggestioni manga e fumetto occidentale. Le sue opere, presentate nel catalogo di saldaPress, ci hanno deliziato.
Grazie alla sua presenza a Napoli Comicon, abbiamo avuto modo di incontrare l’autore canadese e di scoprire alcune delle caratteristiche delle sue opere. Non solo guardando al Re dei Kaiju, ma anche scoprendo alcune sue passioni che lo hanno portato a confrontarsi con cult del mondo dell’entertainment.
James Stokoe, cinquant’anni con Godzilla

Primo passo di questa chiacchierata è stata la sua esperienza con Godzilla: La Guerra dei 50 anni. Nella sua avventura, Stokoe ripercorre cinquant’anni di Gojira vista dal punto di vista di un uomo che dopo aver affrontato il lucertolone alla sua prima apparizione, dedica la sua esistenza al suo annientamento.
Per dare vita a questa decennale battaglia, Stokoe ha deciso di rivivere i cinquant’anni di storie sul grande schermo di Godzilla, cogliendone l’essenza e valorizzando le differenti anime con cui è stato riscritto di volta in volta
Quando stavo scrivendo Godzilla, avevamo film per r 50-60 anni, 5 decenni di film molto diversi. La prima pellicola è molto scura, un film grigio, proprio dopo le bombe atomiche, è molto diverso da quello di sette anni dopo. Ho apprezzato come ogni decennio abbia mostrato un sentimento molto diverso, negli anni 80 erano come una forza della natura, un sentimento scientifico. Anche i più recenti, come Minus One, sono completamente diversi da quelli che venivano prima, Shin Godzilla è un film molto diverso, quindi volevo fare qualcosa che riflettesse ogni una di queste ere, e farlo passare attraverso la vita di un uomo, per ottenere un punto di vista unico.
Oltre a identificare l’essenza più autentica di Godzilla, la sfida più impegnativa è trovare la corretta visione grafica, cogliere la mostruosa potenza del lucertolone, dandone un’interpretazione personale
Godzilla è un personaggio difficile, in particolare la faccia, è difficile da ottenere corretta. Sembra quella di un gatto, e questo mi ha aiutato molto quando lo stavo disegnando. Per le scaglie, le faccio tutto il tempo, è quasi terapeutico stare lì per un po’ e disegnarle, ma ho anche cercato di farlo sembrare come se fosse un uomo. Guardate le spalle, come si muovono i muscoli, ho cercato di farlo sembrare come se fosse veramente un film di Godzilla, come se fosse un film in realtà, è una cosa strana da disegnare, ma spero che sia andata bene.
Lo stile di Stokoe

Non solo per Godzilla l’azione e la dinamicità sono aspetti essenziali. Basta pensare a Alien: Dead Orbit, Wonton Soup o alla splendida illustrazione dedicata a Marneus Calgar – sappiate che Stokoe è un appassionato giocatore di Warhammer 40k – per comprendere come l’azione sia uno degli aspetti che più sta a cuore a Stokoe
L’azione deve essere esplosiva, deve scatenare un’emozione. Guardo molti film di azione, e leggo molti fumetti e manga come Appleseed, di Masamune Shirow, c’è una pagina in particolare, con la scena di azione migliore di tutta la storia dei fumetti. Una scena di combattimento incredibile, perfettamente studiata, l’azione è completamente leggibile, è incredibile. I fumetti giapponesi sono ottimi per l’azione, quindi leggo molti di questi.
Ma le letture di Stokoe non si limitano al panorama manga. Anche la lettura di fumetti occidentali ha lasciato un segno nella formazione di Stokoe, che li ha studiati con attenzione per la loro attenzione alle espressioni facciali
Per le espressioni dei personaggi, mi ricordo sempre di quanto lessi Dave Gibbons, credo con Rogue Trooper e Martha Washington, dove è davvero ottimo per le espressioni facciali dei personaggi. Sai sempre esattamente cosa pensano, quindi leggo molto di questo, in particolare gli occhi, è davvero ottimo per la paura e la Trsitezza. Ricordo Rorschach toccò alla fine di Watchmen, quando ho visto quelle pagine per la prima volta avevo circa 15 anni, e pensavo ‘Oh mio Dio, è meglio di un film’
Il mondo del fumetto secondo Stokoe

Queste letture così variegate hanno contribuito alla formazione artistica di Stokoe. Una commistione di generi che ha dato vita a uno stile ibrido, in cui manga e fumetto occidentale si incontrano per trovare una nova identità, il traguardo di una lunga sperimentazione
Penso che ci sia da lavorare molto. Inizialmente quando sei molto giovane e stai lavorando, stai guardando artisti e ne ammiri l’influenza, a me era successo. Dopo un po’ passi dalla ripetizione, poi inizi a liberati, prendi qualcosa da qui o da lì, e si sviluppa e diventa qualcosa di nuovo. Credo che tutto possa esser visto come un sacco di cose da leggere, un’infinità di lunghe notti solo seduti a un tavolo. Ma quando finalmente qualcosa viene fuori, e diventa seconda natura, è solo arrivati a quel punto che può essere affascinante.
Stokoe ricorda come la lettura di fumetti sia una sua costante, anche se riconosce come ci siano degli autori che preferiscano staccare la spina dopo aver lavorato a lungo sul tavolo da disegno.
Quando arrivi al punto che lo fai da molto tempo, vuoi avere una vita fuori dai fumetti, perché se sei seduto a tavola per 14 ore al giorno, e stai facendo fumetti, a volte l’ultima cosa che vuoi fare è vedere un altro fumetto. Ma penso che sia comunque importante confrontarsi col fumetto. Stavo andando in giro per l’Artist Alley oggi, nella sezione Indie Comics, e stavo guardando tutto ciò che stanno facendo qui in Italia, è pazzesco, è così diverso, e vedendo gli artisti nuovi farsi strada, sembrano diventare migliori e più giovani ogni anno. Penso che se la mia visione del fumetto arrivasse ora, non sono sicuro che riuscirei a competere con quello che stanno facendo ora, sono incredibili!
