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C’è sempre bisogno di satira. Anzi, più i tempi si fanno duri e le notizie dal mondo sembrano imporci una visione acida del nostro tempo, più abbiamo necessità di voci fuori dal coro che sappiano come ricondurre il tutto a una dimensione più umana. Una consapevolezza che ha portato alla nascita di Satira per tempi di merda, mostra che Lucca Collezionando 2026 ha dedicato a uno dei grandi maestri della satira fumettistica: Vauro Senesi.

Pungente, dissacrante, verace, Vauro è una delle voci più vivaci della satira nostrana. Protagonista di vignette indimenticabili che ritraggono  la contemporaneità, mettendo a nudo le asperità dell’attualità. Il percorso che Lucca Collezionando 2026 ha dedicato a Vauro ritrae un’onorata carriera, consentendo ai visitatori della fiera di apprezzarne la vivacità, il suo spirito dissacrante ma sempre rispettoso per chi si è trovato dalla parte sbagliata della storia.

La satira pungente di Vauro

La satira secondo Vauro
La satira secondo Vauro

E mai come oggi, abbiamo bisogno di satira. Una satira che sia lucida e sensibile, che sappia trovare il giusto linguaggio per spingerci a riflettere sul nostro presente, puntando un dito accusatore  che aiuti a comprendere verità scomode.

Anche se non sempre questo ruolo può essere facile, come ricorda lo stesso Vauro, ricordando come in momenti particolarmente duri, anche fare satira sia un duro compito:

“Si fa satira di merda, purtroppo. Anzi, credo che anche il titolo di questa mostra andrebbe cambiato, perché la merda è comunque qualcosa di nobile, invece la guerra e il genocidio no”

Il riferimento è alle opere esposte in cui Vauro – a modo suo – racconta gli eventi strazianti del presente mediorientale. Anche rivisto attraverso gli occhi della satura, il genocidio a cui assistiamo rimane una ferita che non può lasciarci indifferenti, e Vauro stesso a malincuore ammette quale sarebbe un titolo più corretto:

“Forse il titolo giusto sarebbe satira in tempi di morte”

Natangelo, la satira come auto

La satira secondo Natangelo
La satira secondo Natangelo

-analisi

 

Durante la visita alla mostra dedicata a Vauro, abbiamo incontrato un’altra apprezzata voce della satira contemporanea: Mario Natangelo. Natangelo ha portato la satira a essere sempre più non solo uno strumento di critica quanto un innegabile punto di contatto con la società, aprendo a dibattiti e confronti – a volte accesi – a cui non si è mai sottratto.

Anzi, nella sua esperienza Natangelo si è dimostrato particolarmente lucido, non risparmiando nessuno

“Quando colpisci le persone giuste lo capisci. Te ne accorgi da quanto si incazzano quando lo fai, più vedi che si arrabbiano, più sono sensibili alla presa in giro, più serve. E ti viene voglia di continuare, perché poi, alla fine, ci si diverte di più quando si incazzanoe”

Nonostante la situazione attuale abbia portato comici a ironizzare sul fatto che alcuni personaggi politici siano talmente fuori dalle righe da rendere inutile il loro lavoro, per Natangelo non ci sarà mai un momento in cui la satira si troverà senza materiale

“E’ vero, ne dicono di sempre più magnifiche, ma già Berlusconi aveva sfondato i limiti dell’immaginabile, questi sono degli emuli interessanti. Ma non possono rubarci il lavoro, perché, per quanto si impegnino, rimangono comunque dei rubagalline, non valgono poi tantoe”

La satira non è solo uno strumento con cui stimolare una presa di coscienza collettiva, ma anche una sorta di personale elaborazione del presente. Per Natangelo, questa responsabilità diventa uno strumento per venire a patti con una realtà spesso greve

“Per me è fondamentale. Anche rispetto a Vauro, che punta più alla satira politica dura e pura, io spesso mi prendo in giro da solo. Quello che provo, che senta diventa la mia satira. Il mio psicoterapeuta è contento di questo, dice che l’ironia è la mia arma. Però, spero sempre di vedere di meglio, forse era meglio all’epoca di Vauro, ma io di sicuro la utilizzo come strumento di auto-analisi, una medicina per alleggerire un pochino i drammi individualie”

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva