Il ritorno al cinema di He-Man è uno degli appuntamenti più attesi della prossima estate. Con il suo trailer, il film dedicato all’eroe di Eternia ha subito suscitato grande curiosità da parte degli appassionati, unendo il senso di nostalgia verso una figura simbolo della pop culture anni ’80 e la spettacolarità dei blockbuster. In molti faranno il paragone con la serie animata targata Filmation o con il film che ha visto Dolph Lundgren interpretare il pricipe Adam, ma durante Lucca Collezionando 2026 abbiamo incontrato un artista che ha un forte legame con HE-Man: Giuliano Piccininno.
Come molte produzioni animate degli anni ’80, anche He-Man e i Dominatori dell’Universo fu oggetto di uno sfruttamento dal punto di vista del marketing, con una serie di giocattoli che ancora oggi è sono tra i più ricercati dai collezionisti. Ad accompagnare queste valorizzazione del mondo di He-Man furono anche dei fumetti, che vennero realizzati in Italia proprio da Giuliano Piccininno.
Come portare Eternia su carta

Il suo rapporto con He-Man è stato imbastito sulla caratterizzazione dei diversi personaggi, spesso per accompagnare l’uscita di nuovi giocattoli. Gli appassionati di questo universo hanno sempre avuto dei personaggi preferiti, e anche chi ha dato forma su carta a questo parterre di eroi ha un eroe preferito
“Ogni storia che ho disegnato cambiava il comprimario perché c’era una precisa richiesta da parte della Mattel che doveva lanciare o rilanciare sul mercato alcuni personaggi. E quindi mi chiedevano, fai una storia con… A me piaceva molto, anche se l’ho disegnato solo una volta, Snout Spout, l’elefante. Era un personaggio anche tragico, da cui è venuta fuori una storia basata tanto anche sulla diversità, su questo personaggio si sentiva mostruoso, abnorme, una specie di… se mi permettete il parallelo, di Elephantman, ecco.E con He-man vicino cercava di consolarlo “ma no, tu sei dei nostri, sei un eroe anche tu”. E la storia finiva bene, ovviamente, dove il personaggio veniva celebrato come un eroe effettivo perché salvava la situazione.”
Sarebbe facile appassionarsi a figure spettacolari e che incarnano l’ideale dell’eroe, ma per Piccininno sono sempre stati più interessanti altri tipi di personaggi, più particolari:
“Mi sono affezionato a questi personaggi un po’ marginali, ecco. Anche tutti gli automi, metà umani, metà organici, metà meccanici, mi affascinavano molto. Più dei personaggi quelli consueti, che sono rimasti nel cuore di ogni bambino, immagino. Poi fra i cattivi mi piaceva molto Hordak.”
Per i giovani spettatori dell’epoca, le avventure di He-Man e compagni erano estremamente vivaci e dinamiche, un aspetto che per Piccininno è stato tutt’altro che semplice da portare su pagina, tanto da ricordare ancora oggi quali fossero i personaggi più complicati da realizzare:
“Quelli che richiedevano il movimento. Ma non perché io non sia un disegnatore che ama il movimento o tutt’altro, è perché c’è il confronto con la serie animata. Quindi, per esempio, quando c’era il personaggio che si sdoppia, Blast Attack, non era semplicissimo da rendere in un fumetto, perché hai due metà che poi interagiscono. Insomma, c’erano delle complicazioni, ma credo di non averne incontrate di particolarmente irrisolvibili.”
Il valore morale di Eternia

La serie di He-Man, come altri prodotti targati Filmation, concludeva ogni episodio con una morale che chiariva lo spirito della puntata. Una caratteristica che all’epoca era facilmente gestibile, ma che oggi potrebbe più complesso secondo Piccininno:
“Si deve entrare nella mentalità di chi produce, di chi distribuisce, e che è interessato fondamentalmente al successo, non certo all’etica dei personaggi, alla morale che si vuole trasmettere. Un tempo si stava più attenti a queste cose, ma semplicemente per una questione più politica. Cioè, cerchiamo di non disturbare troppo quella o quell’altra categoria. Quindi si finiva, andare in televisione significava avere un prodotto molto come dire, slabbrato, togliendo tutto quello che poteva dare fastidio a qualche categoria. Nei fumetti avevamo più libertà. Ecco, nei fumetti potevamo affrontare discorsi diversi.”
Piccininno ricorda anche il passaggio di Eternia al grande schermo, compresa la sua sensazione di vedere questi personaggi che aveva disegnato nei fumetti diventare i protagonisti di un live action:
“Ovviamente non ho più l’età per entusiasmarmi. Perché io confesso, sono stato un esecutore dei fumetti in un periodo in cui certamente non potevo appassionarmi a quei personaggi come da ragazzino. Però ero tanto appassionato di supereroi, tanto appassionato di fantasy, quindi quei personaggi mi hanno preso. E al suo tempo rimassi un po’ spiazzato dal film quello degli anni 80, a cui la Mattell aveva dato anche parecchio credito. Ricordo abbiamo fatto dei numeri speciali di Magic Boy dove si parlava del film che però per questioni di budget, per questioni varie, ha un po’ tradito le aspettative.”
Dalla serie animata al cinema: le nuove frontiere di He-Man

Tuttavia, la delusione per la trasposizione degli anni ’80 non ha impedito a Piccininno di avere qualche speranza in più per il film in uscita tra qualche mese
“Questo, come molti prodotti più recenti, ha l’aria di essere molto più centrato sulla tematica, facendo appello al fanciullino che è dentro di noi, da quello che ho capito. Perché la persona che vive nella vita di tutti i giorni, inserito nella società odierna, improvvisamente può scoprire di avere un destino eroico, essere eroe per un giorno, alla David Bowie. Queste sono le mie aspettative. Andrò a vedere il film, mi piace il design dei personaggi che ho visto, mi piacerà vedere Skeletor, un vero Skeletor.”
Diversamente da quello intrepretato da Frank Langella, lo Skeletor di Jared Leto sembra avere una definizione migliore sul grande schermo, aiutato anche dai progressi tecnologici in ambito cinematografico:
“Quello vecchio, se non mi ricordo male, lo faceva Frank Langella, che era stato fatto in prostetico. Bravo attore, ma chiaramente con le tecnologie di oggi si riesce a raggiungere dei risultati molto più prossimi a quelli attesi da chi aveva le figure, i cartoni, eccetera, e con una spesa anche più contenuta. Lo so perché mia figlia lavora nel campo degli effetti speciali, degli effetti speciali della modellazione 3D di personaggi più o meno mostruosi; quindi, oggi si riescono a fare delle cose molto interessanti.”



