In casa Disney, l’investigatore per eccellenza è Topolino. Arguto e attento, il topastro ha messo più volte in difficoltà ceffi del calibro di Gambadilegno e Macchia Nera, aiutato talvolta dal fedele Pippo. Nell’immaginare quindi una parodia in salsa disneyana sul più celebre dei detective letterari, lo Sherlock Holmes di Conan Doyle, parrebbe ovvio vedere Topolino vestire i panni dell’investigatore londinese, eppure nell’immaginario realizzato da Bruno Enna e Paolo Mottura per una volta il Topo deve accontentarsi di fare da spalla.

O non avremmo avuto Le Avventure di Pippo Holmes, ciclo parodistico che omaggi in modo impeccabile il mito del detective di Baker Street. Come lascia presagire il titolo, l’onore di parodiare Holmes spetta a Pippo, che onestamente è quanto di più lontano possiamo immaginare dalla mente tagliente della creatura di Doyle. E proprio per questo, forse, perfetto per vestire i suoi panni in una parodia che esalta e deride al contempo i pregi e i difetti di Holmes.

I segreti di Holmes

Le avventure di Pippo Holmes
Le avventure di Pippo Holmes- © Disney

Doverosa una precisazione: l’infallibilità di Holmes è decisamente forzosa. Una scrittura attenta e la costruzione di situazioni a volte sin troppo pilotate hanno contribuito a rendere leggendario il sistema deduttivo su cui si basano le indagini di Holmes, reso ancora più celebre da trasposizioni cinematografiche e una miriade di opere crossmediali. E vedere questa oramai assodata infallibilità affidata al più goffo e imprevedibile dei personaggi disneyani è la dimostrazione di come in casa Disney le parodie siano una cosa estremamente seria.

A guidare in questa avventura la visionarietà di Enna è la sua visione di Pippo, che non si ferma alla superficie di goffa spalla di Topolino, ma cerca dietro la sua faciloneria una diversa chiave di lettura, Non è un caso che in diversi suoi lavori precedenti, Enna abbia affidato all’allampanato personaggio il ruolo di sorprendente voce della coscienza, portatore di un pensiero non lineare che colpisce il lettore con improvvise intuizioni emotive che spiazzano.

Dovendo parodiare un personaggio solitamente caratterizzato da una filosofia molto particolare, la sfida era quella di adattare questa ingannevole ingenuità di Pippo a una dinamica più deduttiva, rendendo il pensiero divergente del character disneyano il nuovo schema mentale del detective di Doyle, come ha spiegato Enna:

“La vera sfida, per me, è stata adattare questo modo di pensare e agire al personaggio di Sherlock Holmes, che di norma usa il ragionamento logico, ma lo spesso fa in modo talmente sorprendente da stupire Watson, trasformandolo in pensiero divergente”

La sottile arte della parodia

Le avventure di Pippo Holmes
Le avventure di Pippo Holmes- © Disney

La visione di Enna prendere forma nelle due storie che hanno visto questa insolita coppia, Pippo Holmes e John Topson, riscrivere in chiave disneyana due cult della detective di Doyle, Uno studio in rosso e Il mastino dei Baskerville.

Sul piano puramente narrativo, Enna ripercorre il telaio narrativo di Doyle. Parodia non significa stravolgere, ma adattare con tatto e garbo una storia nota, per darle una diversa, spesso divertente, chiave comica. In questo, le indagini di Pippo Holmes sono perfette, colgono aspetti della narrativa di Doyle spesso dimenticati, come la banda di monelli che ‘vive’ le strade di Londra come spie dell’investigatore, e li rendono vitali. Anche la difficoltà con cui inizialmente Topson si trova a scontrarsi con l’eccentricità del suo nuovo coinquilino deriva dalla meccanica con cui Doyle definitiva le peculiarità di Holmes, ma Enna trasforma quei momenti di quotidiana scoperta in un perfetto cesello con cui modellare le sue storie.

Persino il celebre ‘Elementare, Watson’ diventa quasi un inside joke tra autore e lettori, atteso sin dalle prime batture eppure sempre in divenire, spezzato da altri giochi di parole, sino alla sua esplosiva presenza. Anche questa è parodia, anche questa è maestria nella scrittura.

Se in Una salsa in rosso si rivede l’approccio sensoriale con cui Holmes affrontava le sue indagini, ovviamente rivisto secondo l’approccio ‘pippesco’, con Il gattino dei Bauskerville si mette in gioco un contrasto tra reale e eterico, tra ragione e superstizione. Tema caro nel periodo in cui Doyle scriveva il suo racconto, che Enna fonda sulla ben noto scetticismo di Pippo (chiedete alla strega Nocciola!), nuovamente trovando un punto di contatto tra personaggio originale e controparte parodistica.

Elementare, Pippo

Le avventure di Pippo Holmes
Le avventure di Pippo Holmes- © Disney

Mettersi in gioco con un cult narrativo come Sherlock Holmes richiede di cimentarsi anche con un immaginario grafico ben preciso, consolidatosi anche tramite una ricca produzione seriale e cinematografica. Volenti o nolenti, questi elementi pongono una sfida per un disegnatore, ma l’esperienza di Paolo Mottura è stata fondamentale nel dare al ciclo di Pippo Holmes la sua concretezza e familiarità con la Londa vittoriana.

Sul piano dei personaggi, Mottura, ha potuto lavorare su tratto che rende Pippo perfetto come poliedrico caratterista:

“Fisicamente Pippo è un trasformista: gli si possono allungare le gambe e restringere la vita a piacimento, ed eccolo diventare un elegante giramondo, un abile scalatore o un perfetto Sherlock Homes”

Fedele a questa osservazione, Mottura offre un Pippo capace di passeggiare per le dettagliate vie londinesi col suo tipico passo dinoccolato, ma anche di sedere in poltrona con una posa tesa e sguardo tagliente, mentre lascia correre la sua mente dietro a un ragionamento. Poliedrico e imprevedibile, capace di stupire il povero Topson, a volte chiave comica in quanto vittima delle strane sperimentazioni del suo amico.

Questa vivacità grafica è perfetta nel ritmare le due indagini, adattandosi alla storia, mostrando ambienti da prospettive che carichino il momento di pathos, o di soffermarsi su dettagli che diano ancora più vivacità. Il talento di Mottura esplode, tuttavia, nell’approccio quasi pittorico dei flashback, che con una gabbia propria e la colorazione più pacata e delicata, rappresentano un perfetto intervallo nella narrazione, enfatizzando al contempo la loro centralità nel dipanare i misteri.

Le avventure di Pippo Holmes, parodia imperdibile

Le avventure di Pippo Holmes
Le avventure di Pippo Holmes- © Disney

Non si può resistere al fascino di Pippo e se questo si intreccia al carisma di un personaggio come Holmes, se si trovano due autori capaci di creare un’impeccabile sintesi tra queste due personalità apparentemente inconciliabili, inevitabilmente ne risulta una lettura imperdibile.

Raccolti recentemente nel volume Le avventure di Pippo Holmes, le due storie firmate da Enna e Mottura sono l’ennesima dimostrazione della bontà e accurata interpretazione del concetto di parodia nel fumetto disneyano.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva