Abbiamo avuto il piacere di intervistare Irene Marchesini e Carlotta Dicataldo, in merito a Lyndon – Come il mare sotto la luna, edito da Bao Publishing. Una storia che racconta le nostre ansie, spinte da una società performativa, e della ricerca di una soluzione nella fuga verso la bellezza.
E se la Scozia diventa un personaggio, le parole e i disegni descrivono uno stato in crescendo di nostalgia che sfida la noia, attraverso la sacra arte della suspense. .
GOTHIC VIBES

Lyndon intreccia trauma e redenzione in una cornice gotica. Come siete riuscite a bilanciare la componente emotiva con il mistery?
Irene Marchesini
“Mistery ed emotività non sono necessariamente in contrasto, quindi è risultato per noi abbastanza naturale farli procedere di pari passo. Come succede anche nella vita vera le situazioni ci capitano che lo vogliamo o meno, per questo Lyndon si è trovato ad affrontare un mistero pur portando con sé un bagaglio emotivo di un certo peso. Nel nostro libro abbiamo cercato di integrare questo elemento di realismo.”
Quanto è stato importante il mito popolare e il folklore nel processo creativo?
Irene Marchesini
“Ci serviva un escamotage per mettere Lyndon in una situazione scomoda, che destabilizzasse lui, le lettrici e i lettori. Scegliere il folklore è venuto da sé con l’ambientazione. Si sposava bene con la ricorrenza dei sogni del protagonista e ci permetteva di sfruttare alcune soluzioni visive di forte impatto.”
MIMESI

Quali sono state le vostre ispirazioni visive per rendere in maniera tanto cinematografica questo fumetto?
Carlotta Dicataldo
“Tra tutti i media il cinema e il fumetto sono i due più somiglianti, quindi anche i più contaminabili fra loro. Non ci sono state ispirazioni precise, è soltanto il risultato di una lunga esposizione. Se proprio dovessimo nominare dei film che potremmo accostare a Lyndon diremmo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, Crimson Peak di Guillermo del Toro e la serie Penny Dreadful.”
Perché è tanto importante il tema del dolore nella vostra arte?
Irene Marchesini
“Tuttə lə artistə sfruttano l’arte come mezzo catartico. Il dolore è un’esperienza universale e quindi tra le più facili da affrontare tramite una storia, nonché più facile da usare per creare il conflitto che serve in un racconto per farlo funzionare. L’esperienza personale aiuta a scegliere come maneggiare un tema in maniera più delicata.”
MITI E LEGGENDE

Perché avete scelto di ambientare la storia in Scozia?
Carlotta Dicataldo
” volta che si parla di ambientazione storica in epoca vittoriana la prima cosa che salta alla mente è Londra, con le sue nebbie e le strade caotiche. Essendo campagnole nel cuore abbiamo preferito scenari più affini, grandi distese verdi e spazi suggestivi che potessero far attecchire la superstizione e giustificare certe situazioni.”



