Mentre ancora stavamo assaporando i gusti inconsueti di Rare Flavours, veniamo colpiti in pieno da Ram V versione mecha con Dawnrunner. Radicale cambio di registro, da tradizione di Ram V, capace di passare dalle atmosfere blues di  Blue in Green, passando per la narrativa supereroica, finendo per corteggiare la fantascienza. Un ulteriore passo nella sua ricca produzione che prende la forma di Dawnrunner, volume disponibile nel catologo di Edizioni BD.

Contrariamente ad altri autori cult che sembrano restare sempre nella propria comfort zone, Ram V patisce la staticità narrativa. La sua curiosità lo spinge sempre a cercare nuove forme e nuove combinazioni, senza limitarsi, ma lasciando la sensazione che la costante della sua produzione sia non tanto nell’originalità dei suoi concept, quanto nel trovare nuove suggestioni in storie oramai assodate nel nostro immaginare

Dawnrunner, la guerra diventa sport

Dawnrunner
Dawnrunner – © Dark Horse Comics

Novantasei anni fa, la Terra ha conosciuto i Tetza, razza aliena di colossali kaiju, giunti sul nostro mondo attraverso un portale quantistico comparso nel centro America. Dopo un inziale guerra che ha visto l’umanità in difficoltà, la minaccia dell’estinzione ha spinto i governi nazionali a cedere la propria autorità a megacorporazioni che hanno creato l’arma definitiva: gli Iron Knight.

Giganteschi robot pilotati da esseri umani, gli Iron Knight sono diventati i protettori dell’umanità. Circoscritta l’area di apparizione dei Tetza con un gigantesco muro, le corporazioni hanno trasformato questa lotta per la sopravvivenza in una moderna lotta gladiatoria. I piloti degli Iron Knight sono diventati i nuovi idoli di uno sport di pura violenza, alimentato dalle politiche economiche delle megacorporazioni.

Tra questi moderni gladiatori eccelle Anita Marr, pilota al soldo della CordonWare, che si appresta ora a entrare in battaglia con un nuovo prototipo di Iron Knight: Dawnrunner.

Connessi per ritrovarsi

Se avete iniziato a sentire le note graffianti di Tom Morello, non siete andati troppo lontano. Sin dalle prime pagine in cui veniamo catapultati in questo futuro non troppo lontano è evidente che Dawnrunner sia stato profondamente ispirato da Pacific Rim. Pur concedendo al film di del Toro di essere la sintesi tra la passione per i robot combattenti giapponesi anni ’70 e i film di kaiju, va riconosciuto a Pacific Rim di essere un’irresistibile fonte di ispirazione.

Tanto che Ram V non ne rimane indifferente, ma questo suo slancio non implica che Dawnrunner non abbia una chiave di lettura specifica. Anzi, potremmo dire che è proprio la cifra stilistica di Ram V, il prendere concetti assodati nei lettori e spingerli verso altre direzioni, ragionando su argomenti che, nonostante un’esposizione quotidiana, passano spesso in sordina.

Con Dawnrunner, storia che era in cantiere da qualche tempo, Ram V sembra rispondere a quel concetto di ‘responsabilità della connessione’ di cui Hideo Koijma si è fatto portatore a Lucca Comics & Games 2025. Il rapporto che si crea tra Anita e il sistema operativo del suo nuovo mecha, ovvero la mente trasformate in ghos in the shell di Ichiro  Takeds, è una progressiva condivisione di traumi, paure ed esperienze che derivano da un vissuto comune, fatto di perdite e ricerche di nuovi stimoli per non cedere alla sconfitta personale, incarnando uno dei principi fondanti della narrativa di Ram V

“In molte delle mie storie, che è questa idea che le persone siano fondamentalmente nate per comunicare e creare connessioni, indipendentemente da quante cose ci siano tra di loro”

Questa ricerca di un legame, di una connessione tra i personaggi viene rinsaldato dalla figura di Masali, l’unico a capire come la distanza con i Tetza si fondi su un aspetto essenziale: il linguaggio. Nuovamente la connessione torna al centro della storia, perché senza un linguaggio comune, come ci si connette?

La guerra deve andare avanti

Dawnrunner
Dawnrunner – © Dark Horse Comics

Dawnrunner basa la sua essenza emotiva su questo dialogo tra Anita e Ichiro, una sofferta relazione in cui due anime ferite si incontrano, si sostengono a vicenda in una complesse elaborazione emotiva. Il tutto mentre all’esterno vige un regime di guerra, dove lo scontro con i Tetza viene utilizzato per creare un engagement con il pubblico. Le politiche aziendali cinicamente presentate in Dawnrunner sono uno specchio di una visione contemporaneo della spettacolarizzazione dei conflitti.

Traslato nel futuro, questo concetto diventa uno show gladiatorio, ma il nostro sguardo al dietro le quinte di questa mercificazione dello scontro ci consegna una realtà fatta di indici di gradimento e dinamiche aziendali. Un freddo calcolo che diviene l’interpretazione di Ram V del nostro presente:

“E’ un riflesso della mia visione della mercificazione del conflitto umano che vediamo ora. Sai, c’è una guerra in corso in Ucraina, c’è una guerra in corso in Israele e Palestina, e penso che i media occidentali e quelli globali, in larga misura, guardino a questi conflitti come opportunità di coinvolgimento [e] per spiegare una narrativa emozionante ai loro spettatori. Ogni volta che vedo o sento qualcuno descrivere qualcosa come un ‘giorno emozionante in Ucraina oggi’, o ‘Quali sono le tattiche militari dell’operazione tot, oh, così interessante,’ penso che solo qualcuno così scollegato dalla umanità”

Mondi in contatto

Dawnrunner - © Dark Horse Comics
Dawnrunner – © Dark Horse Comics

Tensioni narrative che in Dawnrunner trovano forma non solo grazie ai dialoghi sempre curati e enfatici di Ram V, ma anche grazie a un impianto visivo, realizzato da Evan Cagle. Personalmente scelto da Ram V dopo aver visto un suo omaggio a Neon Genesis Evangelion, passione del disegnatore che è stata fondamentale nella realizzazione del mecha design di Dawnrunner.

Cagle ha infuso tutta la sua passione per il mondo dei mecha, realizzando gli Iron Knight come perfetta sintesi tra la scienza umana e le tecnologie derivate dallo studio dei Tetza. Il risultato è una vivacità espressiva dei combattimenti di grande impatto, gestita tramite una gabbia libera, che indugia sui singoli dettagli, lasciando emergere tutta la dirompente potenza di questi scontri.

Non solo violenza muscolare, ma anche della memoria. Nei momenti di interconnessione tra Anita e Ichiro, Cagle realizza delle vignette transitorie che creano una connessione quasi uditiva, come una scansione emotiva che interconnette le due personalità, trasmettendo la difficoltà iniziale di questo contatto.

Dove il mondo di Anita è tutto tecnologia e posticcio sfarzo, la realtà di Ichiro è una Terra sconfitta e fatiscente. Mirabile lo sforzo di Cagle di interpretare questa decadenza, ma altrettanto lodevole il lavoro di Dave Stewart, supportato da Francesco Segala, nell’utilizzare una palette in cui la predominanza dei toni del rosso dominano l’impatto emotivo.

Ram V colpisce ancora

Dawnrunner è una lettura che, contrariamente ad altre opere di Ram V, non brilla per coraggio, sul piano narrativo. Per questa storia, Ram V ha preferito lavorare maggiormente sull’interpretazione emotiva dei concetti a lui cari, tralasciando una forte originalità della trama.

Possiamo discutere sulla liceità di questa decisione, ma non si può ignorare come sia stata pienamente raggiunto questo intento. Gli spunti non saranno originali, ma la visione autoriale è una certezza di Dawnrunner, grazie alla perfetta definizione dei personaggi e alla creazione di una rielaborazione del genere

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva