Il canone Rai continua a rappresentare un tema di grande interesse e dibattito tra i cittadini italiani anche nel 2026.
Nonostante le numerose modifiche normative degli ultimi anni, resta un’imposta obbligatoria per chiunque possieda un apparecchio televisivo idoneo alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.
Tuttavia, ci sono importanti novità riguardanti esenzioni e modalità di pagamento, che conviene conoscere per evitare sanzioni e accertamenti.
Il canone Rai: natura e obblighi per i contribuenti
Il canone Rai è una tassa che si paga per il semplice possesso di un apparecchio televisivo, indipendentemente dal suo utilizzo. Introdotto originariamente nel 1938 con finalità propagandistiche durante il regime fascista, oggi il canone è regolato come un’imposta patrimoniale, dovuta da chiunque detenga un televisore o un dispositivo idoneo a ricevere le trasmissioni Rai, anche se utilizzato esclusivamente per canali non Rai o non utilizzato affatto.

Secondo quanto stabilito dalla normativa e confermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 284 del 2002, il pagamento è obbligatorio per tutte le famiglie con medesima residenza e convivenza abitativa, con un unico versamento annuo per nucleo familiare. L’imposta non dipende quindi dalla fruizione effettiva dei programmi Rai, ma solo dal possesso materiale dell’apparecchio.
Per l’anno corrente, l’importo ufficiale del canone Rai è stato fissato a 90 euro annui, da versare tramite addebito in bolletta elettrica con rate mensili da 9 euro o a bimestre con importi da 18 euro per un totale di dieci mensilità. Vale la pena ricordare che nel 2024 era stato introdotto un taglio del 25% sul canone, che aveva abbassato l’importo a 70 euro, ma tale riduzione non è stata confermata né prorogata nelle recenti leggi di bilancio, tornando quindi ai 90 euro originari dal 2025.
Il metodo di pagamento resta principalmente attraverso la bolletta elettrica, ma è possibile saldare anche tramite modello F24 o bollettini postali dedicati, per coloro che non hanno un contratto di fornitura elettrica intestato a loro.
Una delle novità più rilevanti riguarda le esenzioni dal canone Rai per l’anno 2026. Sono esentati dal pagamento tutti i cittadini che abbiano compiuto i 75 anni di età e che abbiano un reddito annuo individuale non superiore a 8.000 euro. Gli interessati devono presentare specifica dichiarazione entro il 31 gennaio 2026 per usufruire dell’esenzione.
Inoltre, altre categorie possono richiedere l’esonero, come ad esempio i titolari di apparecchi televisivi non collegati a un contratto di energia elettrica, oppure chi non possiede alcun televisore. È fondamentale effettuare correttamente la richiesta di esenzione per evitare l’addebito automatico e le successive sanzioni.
Il mancato versamento del canone Rai comporta l’applicazione di sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 500 euro, oltre al recupero dell’imposta non pagata con gli interessi di mora. L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza continuano a svolgere controlli mirati per individuare evasori e irregolarità, anche attraverso incroci con i dati delle utenze elettriche.



