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Siamo subissati di ritorni, che siano espliciti o meno. Salvo rare eccezioni, la maggior parte delle produzioni cinematografiche, su piccolo e grande schermo, hanno sempre quel senso di deja vù che appiattisce l’emotività del pubblico. Rare fiammate, che puntano sempre all’autoriale e sono caratterizzate da intenti narrativi sempre più convoluti, quasi che un film d’evasione, del sano divertimento a neuroni spenti sia diventato un reato capitale. Esplosioni, battute taglienti e una storia che sia tale senza spiegazioni, puro e semplice divertimento old school, mancano così tanto che Fratelli Demolitori (The Wrecking Crew) è una boccata d’aria fresca che ci investirà dal 28 gennaio su Prime Video.

Mentre stiamo rivedendo film candidati all’Oscar, esaltandoci per il prossimo film di Nolan o in trepidante attesa di nuove indiscrezioni sul prossimo kolossal fumettistico, rischiamo di dimenticare quanto ci si possa divertire con un semplice, roboante buddy movie poliziesco. Roba che sembra uscita dritta dagli anni ’80, e non è inteso come un’offesa sia chiaro.

Il ritorno della strana coppia

The Wrecking Crew -©Prime Video
The Wrecking Crew -©Prime Video

Ripescare un genere come i buddy cop è  rispondere alla necessità di dare un attimo di respiro a una comparto cinematografico che sembra prendersi -a volte – sin troppo sul serio. La strana coppia formata da Jason Momoa e Dave Bautista, invece, è protagonista di un action movie che mira a divertite, che guarda al passato senza rimanerne schiavo, ma omaggiandolo e godendoselo, tanto da riproporlo in una chiave contemporanea perfetta. Angel Manuel Soto non vanterà il pedigree di Walter Hill o Richard Donner – giusto per citare due maestri che con i buddy movie hanno fatto scuola – ma ha il merito di essere un onesto narratore.

The Wrecking Crew sin dal primo momento chiarisce come tutti i dogmi del genere siano presenti, non si nasconde dietro pretese autoriali o promesse altisonanti. Una manciata di scene e già puoi intuire come impazzirà la vita di Johnny e James Hale, fratellastri divisi da un passato di incomprensioni condito di silenzi e distanze, che si ritrovano a dovere collaborare per scoprire la verità dietro la morte del padre.

Agli antipodi, perfetti per dare nuova forma alla strana coppia, quella creatura mitologica del cinema che, se bene assortita e valorizzata da una storia a tono, ti cattura gli spettatori. Un rischio prendere due attori con un passato attoriale che – ingiustamente – li celebra solamente per successi di cinecomics. Basterebbe citare Blade Runner 2049 per Bautista e la performance di Momoa in See,  per togliere Drax e Aquaman dall’equazione, lasciando che i due muscolosi attori possano mettersi in gioco, ritrovarsi dopo Dune e vedere se questa volta la formula dell’insieme per forza sfrutta la loro alchimia.

Emozioni esplosive

The Wrecking Crew -©Prime Video
The Wrecking Crew -©Prime Video

Bastano pochi minuti assieme sullo schermo per percepire una chimica impeccabile, fatta di battute taglienti, smorfie e contrasti reali. Il contrasto che li unisce è palpabile, non è raccontato ma mostrato nelle piccolezze, nelle tensioni che investono chi li circonda e nel mondo con cui, lentamente, lascia spazio a una ricerca di contatto. La sceneggiatura di Jonathan Tropper scandisce perfettamente questa cifra emotiva, lascia emergere le loro differenze e le reciproche difficoltà senza forzare la mano.

Per Soto, questo si traduce nella possibilità di giocare con i suoi protagonisti, spingerli al massimo tanto nella comicità – in lingua originale si percepiscono tempi comici precisi e impeccabili – quanto nel mettere in gioco una fisicità che sia specchio del loro carattere. E finalmente, possiamo goderci esplosioni e scazzottate che non mirano a essere metri di paragone per i film successivi, ma sono pensate per entusiasmare gli spettatori nell’istante in cui dominano la scena.

Non che questo privi The Wrecking Crew di una vena emotiva evidente. Tra le pungenti frecciatine e le frasi a mezza voce, Johnny e James elaborano una separazione acida e inasprita dal tempo e dai silenzi, si cercando respingendosi sino a una catarsi a base di adrenalina e pioggia che spiazza lo spettatore e segna un evidente, emozionante cambio di passa nel loro rapporto.

The Wrecking Crew: sincero intrattenimento

The Wrecking Crew
The Wrecking Crew -©Prime Video

A Soto bisogna riconoscere il merito di aver guardato al passato – 48 Ore, Miami Vice, Arma Letale – e aver assorbito non solo il difficile meccanismo del buddy movie, ma anche di aver intuito come si possa omaggiare uscendo dall’ombra dei grandi. The Wrecking Crew non vuole rivoluzionare un genere, ma lo avvicina ai tempi moderni, gioca con le assonanze musicali e l’uso della colonna sonora, ma evolve i movimenti di camera.

La componente action è gestita con una vivacità che non si impone come unico elemento della narrazione, ma rimane al servizio della storia, ti colpisce per la sua spettacolarità, venendo stemperata dall’alleggerimento comico al punto giusto. Nella sua semplicità, nel suo voler essere puro e sano intrattenimento, The Wrecking Crew è sincero e completo, non vuole essere ricordato come un prodotto di punta di Prime Video – contrariamente ad altre produzioni pretenziose ma deludenti – ma si propone come prodotto di onesto divertimento.

E forse per questo risulta convincente. Nell’essere conscio della propria identità, The Wrecking Crew  non sia fa problemi a inscenare una scena action su un’autostrada o di mostrare Momoa alle prese con una nipote intraprendente, lascia che Bautista pianga per la sua adorata auto esplosa in una sparatoria e che i due fratelli prendano in giro un povero poliziotto nel suo ufficio.

La stupenda colonna sonora del film meriterebbe di essere arricchita di un brano che inviti il pubblico – sempre più spesso pretenzioso al limite dell’assurdo – a godersi questa avventura. Servirebbe gli Aerosmith, per sentire Tyler che ci ricorda il segreto è solo uno: Just push play.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva