Nel pantheon delle icone horror, pochi personaggi hanno lasciato un’impronta così indelebile come Ghostface, il killer mascherato della saga di Scream. E tra i volti che si sono celati dietro quella maschera, quello di Stu Macher, interpretato da Matthew Lillard nel film originale del 1996, è senza dubbio uno dei più memorabili. Ma quale, tra le innumerevoli e spesso brutali dipartite che hanno costellato il franchise, è la sua preferita in assoluto, e perché la sua scelta potrebbe sorprendervi
Durante un recente panel di reunion di Scream tenutosi al LA Comic Con, al fianco di Skeet Ulrich e Jamie Kennedy, Matthew Lillard non ha esitato un istante quando gli è stato chiesto di nominare la scena di morte di Ghostface che, a suo parere, svetta su tutte le altre. La sua risposta è stata unanime e decisa, cioè l’omicidio di Drew Barrymore nella sequenza di apertura del primo, iconico film.
Ma perché proprio quella morte, e non magari la sua stessa, altrettanto memorabile, dipartita Lillard ha spiegato che la genialità di Wes Craven, il maestro dell’horror dietro la regia, risiedeva proprio in quella scelta audace. “Credo che una delle grandi cose del film sia che si apre con l’uccisione di Drew Barrymore. All’epoca dell’uscita del film, Drew Barrymore era una star enorme, ed era su tutti i poster. L’idea che Wes Craven, nei primi cinque o dieci minuti del film, uccidesse la star, ha davvero impostato il tono per il resto dei film“.
Questa mossa, definita da Lillard come un no-brainer per la sua efficacia, non era solo uno shock, ma una vera e propria overture definitiva per Scream, una dichiarazione d’intenti che definiva il film come un capolavoro horror sovversivo. “Per me, quella prima uccisione è davvero, davvero potente, perché una volta che sai che il film inizia e la star viene uccisa, tutto può succedere“, ha aggiunto Lillard. Un principio che ha riscritto le regole del genere slasher, rendendo ogni personaggio potenzialmente sacrificabile e mantenendo gli spettatori con il fiato sospeso.



