Nel mondo dell’intrattenimento esistono regole che sembrano scolpite nella pietra: un successo al box office diventa un successo in streaming, un flop resta un flop. Eppure il 2024 ha dimostrato che queste certezze possono essere stravolte in modi del tutto inaspettati. La Sony Pictures si è trovata a fare i conti con un paradosso che ha dell’incredibile: il suo film più visto su Netflix dell’anno non è stato nessuno dei suoi blockbuster che hanno dominato i botteghini, ma proprio il titolo che aveva collezionato le recensioni più disastrose e gli incassi più bassi. Stiamo parlando di Madame Web, lo spin-off dell’universo Spider-Man con Dakota Johnson che è diventato, quasi da subito dopo la sua uscita nelle sale, sinonimo di fallimento cinematografico. Il film ha incassato appena 44 milioni di dollari al botteghino domestico americano, una cifra imbarazzante se confrontata con i circa 145 milioni di dollari raggiunti da altri titoli Sony dello stesso anno come Venom: The Last Dance e It Ends With Us – Siamo noi a dire basta. Eppure, quando è approdato su Netflix, qualcosa di strano è accaduto: le persone hanno iniziato a guardarlo. In massa.

Secondo i dati riportati da Bloomberg, Madame Web è diventato il film Sony più visto in streaming nel 2024, superando tutti i successi commerciali dello studio. Non solo ha battuto i film che avevano fatto tre volte i suoi incassi al cinema, ma ha anche confermato un trend che sta ridefinendo le dinamiche dell’industria: i flop al botteghino possono trasformarsi in fenomeni streaming grazie a un mix esplosivo di curiosità morbosa, riconoscibilità del marchio e passaparola negativo che, paradossalmente, funziona come pubblicità gratuita. Il caso di Madame Web non è isolato. Anche Kraven the Hunter, un altro tentativo mal riuscito di Sony di espandere l’universo Spider-Man senza Spider-Man, si è piazzato al quinto posto nella classifica dei film più visti dello studio in streaming, nonostante incassi ancora più deludenti di quelli di Madame Web. Questo fenomeno solleva una domanda cruciale: cosa spinge milioni di persone a dedicare due ore della propria vita a un film che critic e pubblico hanno universalmente stroncato?

Una scena di Madame Web
Tahar Rahim in Madame Web (Warner Bros. Entertainment Italia)

La risposta sta in parte nel potere del “cult del disastro”. Madame Web ha ottenuto un misero 10 percento di gradimento su Rotten Tomatoes, un punteggio così basso da diventare esso stesso una forma di notorietà. Il film è stato immediatamente adottato da podcast popolari come How Did This Get Made, che si specializza nell’analisi di opere cinematografiche particolarmente problematiche. Essere così terribile da diventare memorabile è, in un certo senso, un successo: crea conversazione, genera meme, alimenta la curiosità di chi vuole verificare con i propri occhi se davvero può essere così brutto come dicono tutti. C’è poi un elemento psicologico fondamentale, ossia il rischio percepito. Spendere un biglietto del cinema, organizzare l’uscita, investire tempo e denaro in un film con recensioni catastrofiche è una scommessa che pochi sono disposti a fare. Ma quando quello stesso film compare nel catalogo Netflix, dove è già incluso nell’abbonamento mensile, la barriera all’ingresso crolla. Non c’è nessun costo aggiuntivo, nessun rimpianto economico se si abbandona dopo venti minuti. È uno scenario ideale per soddisfare la curiosità senza conseguenze.

Questo fenomeno sta creando problemi reali per Sony dal punto di vista commerciale. Attualmente, l’accordo dello studio con Netflix prevede compensi basati sugli incassi al botteghino. Più un film guadagna nelle sale, più Netflix paga per i diritti streaming. Ma se i film che guadagnano meno al cinema sono quelli che poi dominano le classifiche di visualizzazione sulla piattaforma, significa che c’è un’enorme quantità di valore che non viene monetizzata. Sony sta cercando di rinegoziare i termini dell’accordo per riflettere questa nuova realtà, dove il successo non si misura più solo con i biglietti venduti ma anche con le ore di visualizzazione accumulate. La vicenda di Madame Web rappresenta un caso di studio perfetto su come l’ecosistema dell’intrattenimento stia cambiando. Le vecchie metriche di successo non bastano più. Un film può essere un disastro commerciale e critico nelle sale, ma trasformarsi in un fenomeno culturale attraverso lo streaming, i social media e il passaparola. La differenza fondamentale è che il pubblico streaming è più tollerante, più curioso, più disposto a dare una possibilità a contenuti che altrimenti avrebbe evitato.

madame-web-poster
Il poster di Madame Web, fonte: Warner Bros. Entertainment Italia

Certo, nessuno immagina che Sony stia festeggiando il fatto che il suo film più visto dell’anno sia anche quello più odiato. Ma i numeri raccontano una verità scomoda e affascinante: nell’era dello streaming, anche essere memorabilmente pessimi può diventare una forma di successo. Chi avrebbe potuto prevederlo? Forse solo lei, Madame Web, con i suoi poteri di preveggenza. O forse nemmeno lei avrebbe immaginato che il suo film sarebbe diventato, in un certo senso contorto, un caso di successo da studiare. Il vero interrogativo ora è se questo modello sia sostenibile o replicabile. Sony può davvero permettersi di produrre film che falliscono al cinema sperando che diventino fenomeni streaming? O questo è solo un effetto collaterale temporaneo di un mercato in transizione? Una cosa è certa: Madame Web ha dimostrato che nell’intrattenimento moderno, le regole tradizionali possono essere stravolte, e che a volte il percorso verso il successo passa attraverso strade che nessuno avrebbe osato percorrere volontariamente.

Condividi.

Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.