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Contagion finisce con l’origine del virus che ha causato la pandemia e chi è stato il “paziente zero”. Nelle ultime sequenze, infatti, i macchinari della compagnia per cui lavora Beth Emhoff, mentre estirpano piante di una foresta nei pressi di Hong King, fanno volare via un gruppo di pipistrelli che si rifugia su un albero da banane; una di queste, cadendo, finisce in un allevamento di maiali che, dopo averla mangiata, verrà portato nella cucina di un ristorante. Lo chef, toccando l’animale a mani nude e stringendo poi la mano a Beth, darà il via al contagio planetario.

Viene così spiegata, attraverso una sequenza di causa effetto del tutto casuale ma letale posta alla fine del film, la fase iniziale di una pandemia strettamente legata all’ingerenza umana nell’ecosistema. Nel corso della pellicola, i medici e gli scienziati coinvolti nella ricerca del virus ingaggeranno una lotta contro il tempo per mettere a punto un vaccino in grado di arginare e contenere la diffusione del virus mortale. Fra la tensione crescente e il panico dilagante, alla fine il tanto agognato vaccino verrà realizzato, ma la diffusione esponenziale del virus e le scorte limitate porteranno i medici a dover compiere una scelta inevitabile quanto atroce: selezionare i pazienti che potranno salvarsi grazie al vaccino tramite un’estrazione per nascita dei cittadini. In questo modo, stabiliranno un ordine di somministrazione.

Il film Contagion, uscito quasi dieci anni prima rispetto alla diffusione del Coronavirus, a causa delle innegabili assonanze con quest’ultimo, è stato da molti ritenuto quasi profetico. Lo sanno bene il Steven Soderbergh e il suo sceneggiatore Scott Z. Burns che, come raccontato in una intervista al Chicago Tribune, ha subito accuse circa un suo possibile coinvolgimento nella vicenda.

La verità è che, per la scrittura del film, lo sceneggiatore si è confrontato a lungo con alcuni dei massimi esperti di biologia ed epidemiologia, che gli hanno fornito una visione estremamente circostanziata di ciò che sarebbe potuto avvenire in un contesto pandemico e che poi, come ben sappiamo, è davvero avvenuto. Nessuna profezia, quindi. Solo una lucida analisi scientifica della realtà e delle sue conseguenze.

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Nata a Firenze, dove ha perseguito gli studi in Filosofia e un corso sui Mestieri dell'Editoria presso l'ente di formazione professionale La scuola di Editoria. Benedetta Romoli è responsabile PR per i siti ScreenWorld.it e CinemaSerieTv,it, per i quali svolge il ruolo di editor, scrive come articolista e conduce live tematiche. Precedentemente ha lavorato come editor e organizzatrice di eventi presso la casa editrice Porto Seguro Editore e ha collaborato alle edizioni del Festival Firenze Libro Aperto del 2017 e del 2018. Ha lavorato come editor presso la casa editrice Multyplayer Edizioni e come collaboratrice all'edizione di UltraPop Festival del 2020.