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Sul red carpet di Cannes, tra flash e interviste di rito, Bruce Dern ha lasciato cadere una vera e propria bomba. Non una di quelle dichiarazioni studiate a tavolino, ma un ricordo genuino, quasi involontario, che ha subito fatto il giro del mondo. L’attore 89enne si trovava alla Croisette per presentare Dernsie, documentario diretto da Mike Mendez che racconta i suoi 65 anni di carriera attraverso aneddoti, improvvisazioni e quei momenti irripetibili che solo il cinema sa regalare. Ed è proprio parlando di improvvisazione che Dern ha svelato un retroscena esplosivo dal set di C’era una volta.. a Hollywood.

Siamo nel 2019, con Quentin Tarantino alla macchina da presa del suo nono film, una lettera d’amore alla Hollywood degli anni Sessanta che vedrà protagonisti Leonardo DiCaprio e Brad Pitt. Dern interpreta George Spahn, l’anziano proprietario cieco del ranch che ospita la famiglia Manson. E Dern, si sa, ha un approccio tutto suo alla recitazione: non prova le improvvisazioni prima di girare, lascia che emergano spontaneamente durante il ciak. È quello che lui chiama “dernsie”, piccole gemme non scritte che arricchiscono la performance.

La scena in questione è apparentemente semplice. Cliff Booth, lo stuntman interpretato da Brad Pitt, sveglia George Spahn nel suo letto. Dern si alza intontito e, invece di attenersi rigidamente al copione, inserisce una battuta: “Non sono davvero sicuro di cosa stia succedendo ”. Una frase che nel contesto del personaggio anziano e disorientato funziona perfettamente, aggiunge un tocco di autenticità. Ma quello che succede dopo nessuno se lo aspetta.

Brad Pitt in C'era una volta a Hollywood
Brad Pitt in C’era una volta a Hollywood, fonte: Paramount Pictures

Brad Pitt ferma le riprese. Dice “stop” alla camera. Nel gergo del set, è una mossa che raramente un attore si permette, perché quella prerogativa appartiene al regista. E infatti l’espressione sul volto di Tarantino, racconta Dern, diventa “incredibilmente grave”. Il regista si rivolge a Pitt con una domanda che è già un’accusa: “Brad, che cosa hai appena fatto?”. La risposta dell’attore è quasi ingenua: “Beh, ho dato lo stop alla camera”.

Quello che segue è un momento di tensione pura, con Tarantino, secondo il racconto di Dern, che non usa mezzi termini: “Non farlo mai più nella tua vita, non dare mai più lo stop alle riprese o sei finito in questo mestiere. Questo è il mio territorio. Non interrompere la recitazione”. Parole durissime, pronunciate davanti a tutta la troupe. Un richiamo all’ordine che non lascia spazio a interpretazioni: sul set di un film di Quentin Tarantino, esiste una gerarchia precisa e quella gerarchia è sacra.

La scena riprende. Pitt, probabilmente ancora sotto shock, si limita a far notare che quella battuta improvvisata da Dern non era nel copione. Fine della discussione. Ma il messaggio è stato recapitato forte e chiaro: il controllo creativo appartiene al regista, sempre e comunque. Anche se dall’altra parte c’è Brad Pitt, anche se sei una star di prima grandezza, anche se hai all’attivo decenni di carriera.


Ma come sono i rapporti tra i due dopo questa episodio? Una fonte vicina ai collaboratori di entrambi ha dichiarato a Variety che “Quentin è uno dei registi preferiti di Brad, e i due hanno sempre avuto un ottimo rapporto di lavoro”. Non solo: Pitt tornerà a interpretare Cliff Booth in The Adventures of Cliff Booth, nuovo film Netflix diretto da David Fincher e scritto dallo stesso Tarantino. Un ritorno che testimonia quanto quell’universo narrativo sia ancora fertile e quanto la collaborazione tra i due, nonostante gli attriti, continui a produrre cinema di qualità.

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