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Lo sviluppo di un gusto pittorico nell’arte cinematografica non è certo esclusiva di un regista noto come Stanley Kubrick, eppure questi è stato sicuramente tra i nomi più importanti nel determinare la vicinanza tra queste due ramificazioni del mondo artistico. Barry Lyndon potrebbe non essere il film più famoso di Kubrick, ma è certamente quello dove il regista ha portato al parossismo la sua attenzione al dettaglio cinematografico.

Uscito nel 1975, Barry Lyndon non fu certo campione di incassi, ma dimostrò qualcosa di molto più importante: la forza espressiva del cinema. Adattamento del romanzo Le memorie di Barry Lyndon di William Makepeace Thackeray, il film sintetizza l’odissea di brama e potere dell’uomo moderno, immersa nel romanticismo paesaggistico dell’Ottocento. Il tutto incorniciato dall’occhio scientifico di Stanley Kubrick.

La pittura è una scienza

Artwork Caption Malvern Hall, Warwickshire 1809, John Constable
Malvern Hall, Warwickshire (1809) – John Constable

Tra i grandi pittori romantici a cui Stanley Kubrick ha fatto sicuramente affidamento ritroviamo John Constable. Constable è stato uno dei nomi più influenti del Romanticismo e, insieme a William Turner, ha definito un nuovo modo di fare arte. Nello specifico, rispetto agli altri suoi colleghi, il pittore inglese si è concentrato principalmente sulla paesaggistica. La natura è infatti contenitore di una profondità spirituale e di una bellezza degna dei soggetti dell’epoca. Insomma, la natura non è solo elemento decorativo ma contiene il bello allo stesso modo dell’uomo.

Questa autentica bellezza non è però facile da rappresentare in modo vivido. È infatti necessaria un’analisi scientifica accurata per riprodurre il senso della natura. Difatti, il mare, gli alberi, l’erba e soprattutto il cielo sono i veri soggetti dei quadri di Constable e i veri promotori dei sentimenti. Questo studio analitico e ossessivo della realtà definisce una presa di posizione che accomuna sicuramente l’inglese Constable con l’americano Kubrick.

Non solo abbiamo l’attenzione al dettaglio e al colore, ma soprattutto al reale. È infatti difficile quantificare il numero di inquadrature ispirate proprio a questa realtà contenute in Barry Lyndon. Vorremmo però fare degli esempi orientativi: sono chiari i parallelismi tra l’opulenta residenza dei nostri protagonisti e Malvern Hall, lo scorcio nella foresta in cui Lyndon si perde con il Cenotafio, e alcuni interni ad “olio” vicini alle visioni di Zoffany o di Hogarth.

Lo Sapevi?

Stanley Kubrick era solito far ascoltare la colonna sonora di musica classica durante le riprese per mettere gli attori e le attrici di buon umore. Si dice che sia stato influenzato dal metodo di Sergio Leone in C’era una volta il West.

Il bello del reale

Barry Lyndon
La Malvern Hall di Barry Lyndon – @ Warner Bros.

I pittori romantici paesaggistici come Constable davano quindi un grande peso al realismo delle loro scene. Anche questa attenzione è stata sempre una delle caratteristiche più note di Stanley Kubrick. Vi è però un appunto fondamentale da fare: il realismo non nasce dall’incuria. O meglio: riprendere il mondo senza estetismi non assicura il realismo a cui fanno riferimento questi artisti. Insomma, l’immagine non è reale quando è piatta o intoccata.

Secondo Constable questa bellezza, nascosta sotto lo sguardo superficiale della natura, aveva bisogno di essere portata in superficie mediante determinate tecniche pittoriche. Ecco allora l’uso parsimonioso del chiaroscuro, l’attenzione alle molteplici sfumature del colore, il modo in cui la luce disegna e delinea le figure della terra a seconda dell’ora del giorno. Tutte tecniche che verranno assorbite e trasferite dal mezzo pittorico a quello cinematografico.

Non si tratta allora di mostrare quello che è, ma quello che si percepisce attraverso tutta la complessità, scientifica ed emozionale, della natura. Ecco allora che questi sterminati paesaggi, questi anfratti erbosi, queste opulente residenze e questi costumi di gainsboroughiana memoria danno vita a una galleria dove la vita si mescola con l’arte per raccontare l’odissea dell’uomo moderno. L’ascesa e la caduta di Barry Lyndon è tanto sublime quanto agghiacciante, nello stesso modo dei quadri che la raccontano.

Ascesa e caduta della nuova umanità

Barry-Lyndon
Una famosa composizione in Barry Lyndon – ©Warner Bros.

Come detto in precedenza, il film di Kubrick è adattamento del romanzo inglese di Thackeray in cui vengono raccontate le vicissitudini di Barry Lyndon. Kubrick prende in prestito la materia per raccontare, come di suo solito, una storia più universale. Uno sguardo che ben si presta alla forza universale di quello stesso romanticismo pittorico di cui fa uso. In sintesi, Barry Lyndon è il racconto di un mito ancora contemporaneo: il self-made man.

Appartenente alla gentry (la piccola nobiltà irlandese), Barry Lyndon è l’uomo annoiato del nuovo secolo. Insofferente alla bucolica e semplice vita di campagna, sogna di fare la guerra e conquistare titoli ben più importanti. Il giovane, partendo con la medesima innocenza di Frédéric Moreau (il protagonista de L’educazione sentimentale), si ritroverà a fare esperienza del mondo e della sua degradazione.
Le conquiste saranno tante, così come la perdita dell’etica morale e delle virtù.

Il mondo è proprio come quella foresta in cui Barry si perde, finendo poi vittima di una rapina. Una terra desolata in cui vige la legge del più forte e dove la guerra determina gli equilibri del potere. Il decadimento è così intriso in ogni parte del suo viaggio, simbolo della relazione di Barry con i suoi amori: legami sempre più finti e di convenienza. Dove la stupenda e sublime luce del giorno viene progressivamente oscurata, fino a ritrovarci negli anfratti bui delle residenze nobiliari, dove l’opulenza scompare e resta solo l’uomo del nuovo millennio con i suoi degradati vizi.

Lo Sapevi?

Per illuminare al meglio le scene a lume di candela, Stanley Kubrick utilizzò candele realizzate su misura. Ogni candela aveva tre stoppini anziché uno e conteneva una cera altamente volatile. Questo faceva sì che le candele si consumassero molto rapidamente, motivo per cui molte di quelle che si vedono nei film sono così corte.

Ciao Stanley

Barry Lyndon
Una scena del film – ©Warner Bros.

Il regista americano crea un’opera più unica che rara, riuscendo a coadiuvare lo studio pittorico con il linguaggio cinematografico e usando il mezzo cinema per raccontare una storia fondamentale sull’umanità del Novecento. Un testo filmico della medesima importanza dei testi letterari (come appunto quello di Flaubert) che hanno definito il nostro secolo e la nostra visione del mondo. Barry Lyndon è un film pieno di studio, dettaglio e amore verso quella propulsione artistica che ci definisce davvero come esseri umani.

Vedere un film come questo in una sala cinematografica non è solo un’occasione storica, ma un modo per studiare e conoscere l’arte cinematografica per quello che è: una potente forma di comunicazione audiovisiva. E allo stesso modo in cui la tecnica pittorica era necessaria a portare in superficie le qualità della natura, la sala cinematografica è necessaria per portare in superficie il vero valore della pellicola. Kubrick unisce allora l’arte pittorica a quella cinematografica, guida la sua storia verso significati contemporanei e, più di ogni altra cosa, cerca di raccontare l’umanità nella sua profondità.

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Cinefilo accanito e amante delle grandi storie. Mi sono laureato in Cinema e audiovisivo, con una particolare attenzione alle produzioni del continente asiatico. Puoi trovarmi come cinerama46 sui social!