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Audition è uno dei massimi capolavori dell’enfant terrible Takeshi Miike; un film geniale già a partire dai metodi di composizione del cast, laddove l’attrice protagonista Eihi Shiina è stata provinata a sorpresa e con l’inganno. L’ex modella ha recentemente rivelato che il suo percorso verso Audition è stato simile a quello di Asami, a parte le torture ovviamente. Infatti un semplice incontro amichevole con Miike in una caffetteria, rarità in Giappone, si è rivelato con grande sorpresa dell’attrice un provino per il ruolo da protagonista.

Ho sentito che Miike voleva vedermi, così mi sono detta che volevo incontrarlo. Quando ci siamo incontrati e abbiamo parlato, non è stata un’esperienza simile a quella del provino. Mi ha chiesto cosa penso dell’amore tra uomini e donne. È stata, in un certo senso, una conversazione filosofica. Ho semplicemente detto quello che pensavo, senza prestare attenzione a nulla di quello che dicevo. Prima che me ne rendessi conto, erano passate alcune ore. All’improvviso, il responsabile dell’audizione interruppe la nostra conversazione e disse che non c’era più tempo. Ho concluso che la chiacchierata mi è sembrata molto divertente e sono tornata a casa senza nemmeno pensare che sarei finita nel film. Il giorno dopo ho ricevuto un messaggio dal regista che mi diceva che voleva che interpretassi Asami. Non pensavo nemmeno che fosse possibile. Sono rimasta davvero sorpresa

Audition è l’opera che consacra a status di autore mondiale Takashi Miike; un film celebre per la sua violenza estrema e scioccante, violenza innegabilmente presente in alcune sequenze ma risulterebbe profondamente sbagliato ricordarlo solo per questo. Il film, in modo tanto contorto quanto geniale, presenta una profonda riflessione sull’amore. Asami attribuisce al sentimento amoroso un significato alquanto particolare e la ricerca ossessiva dell’amore si trasforma presto in un incubo di dolore e torture.

Asami non è da intendere come malata, ma come una persona che vuole dimostrare il suo amore nel modo più puro e se il modo più puro per manifestarlo può far fuggire l’altro allora non resta che tagliargli le gambe per impedirglielo” ha così sottolineato il regista Takashi Miike. Infine vi ricordiamo che il capolavoro di Miike è in questi giorni in molte sale italiane.

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Nato ad Alessandria nel 1991, Andrea Venuti è un critico e saggista cinematografico nonché professore di Storia dell'arte. Attualmente collabora, in qualità di redattore, con tutte le realtà editoriali legate a Digital Dreams S.r.l (da ScreenWorld a CinemaSerieTv). Nel 2019 ha conseguito la laurea magistrale in Cinema e Media (110 e Lode) ed attualmente sta per ultimare un master di I livello in Discipline Artistiche. Dal 2014 ha iniziato a scrivere di cinema (specializzandosi in cinema asiatico) per diverse testate web e cartacee (FilmTv.it, Hong Kong Express, Movieplayer, Everyeye, Cina in Italia). Nel 2021 ha poi pubblicato per Profondo Rosso il saggio: John Woo e il crime movie di Hong Kong. Sempre nel 2021 è stato invitato, in qualità di ospite, al prestigioso Far East Film Festival di Udine (il festival cinematografico asiatico più importante d'Europa).