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Immaginate di trovarvi in una galleria d’arte e di vedere avvicinarsi un cane robotico quadrupede con il volto incredibilmente realistico di Elon Musk. L’animatronico si muove autonomamente, interagisce con il pubblico, scatta fotografie e poi, in un gesto provocatorio quanto disturbante, defeca una stampa artistica del valore di centomila dollari. Benvenuti nell’universo visionario di Mike Winkelmann, meglio conosciuto come Beeple, dove la satira tecnologica incontra l’arte contemporanea più estrema.

L’installazione Regular Animals ha fatto la sua apparizione italiana alle Ogr di Torino durante Wave by Vento, la conferenza tecnologica che dal 7 al 9 ottobre ha trasformato lo spazio torinese in un laboratorio sul futuro. Sul palco dell’evento Art in the Age of Thinking Machines, Beeple ha discusso con Sarah Suzuki, direttrice associata del MoMA di New York, di come le nuove tecnologie stiano ridefinendo anche linguaggi tradizionali come la scultura. Ma a rubare la scena sono stati proprio loro: i cani robot.

Questi animatronici non sono semplici macchine. Portano i volti iperrealisti di alcuni tra i personaggi più influenti e controversi del nostro tempo: oltre a Elon Musk e Jeff Bezos, ci sono Mark Zuckerberg, ma anche giganti dell’arte come Andy Warhol e Pablo Picasso. La scelta non è casuale. Beeple costruisce una riflessione potente sul potere dei giganti tecnologici di influenzare ciò che consumiamo, come lo interpretiamo e perfino cosa consideriamo arte.

L’opera era stata precedentemente esposta all’Art Basel Miami Beach, dove ha provocato reazioni contrastanti e dibattiti accesi. Il meccanismo è tanto semplice quanto provocatorio: i robot si muovono liberamente nello spazio espositivo, si avvicinano ai visitatori, scattano fotografie e poi producono stampe artistiche, alcune delle quali legate a NFT. Ogni stampa veniva venduta a centomila dollari, accompagnata da 1.028 edizioni collezionabili sigillate come “campioni di escremento“. L’ironia diventa oggetto da collezione, la provocazione si trasforma in investimento.

Ma cosa vuole dirci davvero Beeple con questa installazione impressionante? L’artista americano, già noto per aver venduto un’opera NFT per oltre 69 milioni di dollari da Christie’s, non ha mai nascosto il suo interesse per il lato oscuro della rivoluzione digitale. I suoi cani robot rappresentano una satira feroce del capitalismo tecnologico: così come questi miliardari plasmano la realtà attraverso le loro piattaforme e le loro visioni, così i loro alter ego meccanici producono letteralmente arte, o meglio, escrementi nobilitati dal mercato.

La scelta di includere Warhol e Picasso accanto ai CEO della Silicon Valley non è meno significativa. Warhol, profeta della Pop Art e della serialità industriale applicata all’arte, aveva già intuito che il confine tra cultura alta e bassa, tra arte e merce, era destinato a dissolversi. Picasso, rivoluzionario per eccellenza, aveva frantumato le regole della rappresentazione. Entrambi avevano trasformato il modo in cui guardiamo il mondo, proprio come oggi fanno Musk, Bezos e Zuckerberg attraverso Tesla, Amazon e Meta.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.