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Per anni è stato l’ombra discreta dietro l’impero di Chiara Ferragni. L’uomo dei retroscena, delle strategie, delle decisioni prese lontano dai riflettori. Fabio Maria Damato, 42 anni, ex braccio destro dell’imprenditrice digitale più famosa d’Italia, ha scelto il silenzio quando tutto è esploso. Ora, a distanza di mesi dal terremoto mediatico del Pandoro Gate, ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti. Lo fa nello studio di Verissimo, davanti a Silvia Toffanin, sabato 19 settembre, in un’intervista che si preannuncia densa di emozioni, confessioni e retroscena inediti.

“Fino a ora ho scelto di essere fedele alla mia discrezione, ma questa è anche la mia storia ed è giusto che anch’io mi difenda e che racconti la mia versione“, spiega Damato. Una scelta ponderata, meditata a lungo, che arriva dopo mesi in cui il suo nome è stato trascinato nella bufera mediatica senza che lui potesse dire una parola. Ora quel momento è arrivato.

La domanda che molti si pongono è semplice: cosa resta del rapporto con Chiara Ferragni? La risposta di Damato è netta, quasi chirurgica nella sua chiarezza: “No, non c’è più un rapporto“. Il legame che per anni aveva tenuto insieme dimensione professionale e personale si è spezzato, e ricomporlo appare oggi improbabile. “Penso che quando si rompe un legame con qualcuno con il quale hai condiviso così tanto, poi è difficile recuperarlo, serve tempo”, ammette l’ex manager. Parole che pesano come macigni, perché raccontano non solo la fine di una collaborazione lavorativa, ma di qualcosa di più profondo.

Guardando indietro, Damato riconosce quello che considera uno dei suoi errori più grandi: aver creduto che alcuni rapporti nati sul lavoro potessero trasformarsi in autentiche amicizie. Un’illusione, forse, o semplicemente una speranza tradita dalla realtà dei fatti. Se oggi avesse Chiara Ferragni davanti, cosa le direbbe? La risposta è un invito alla riflessione, velato ma chiaro: “Nessuno è pronto per una tempesta del genere e ognuno reagisce a suo modo. Però è fondamentale guardarsi intorno e capire veramente chi sono le persone che sono state corrette e chi non è mai stato d’aiuto”.

Una frase che suona come un bilancio, ma anche come un’accusa implicita. Chi è rimasto al suo fianco quando tutto è precipitato? Chi invece ha scelto la via più comoda? Damato non fa nomi, ma il messaggio è chiaro: nei momenti di crisi si scopre il vero volto delle persone. Ma l’intervista a Verissimo non è solo un regolamento di conti professionale. C’è una parte ancora più dolorosa, quella che riguarda il prezzo personale pagato durante la tempesta mediatica. Damato confessa di aver sofferto di depressione per diversi mesi. “Mi sentivo braccato, vedevo le mie immagini passare in televisione, avevo le telecamere sotto casa, a un certo punto non ho avuto più forza, non volevo alzarmi dal letto. È stato un momento tanto buio”, racconta.

L’esposizione mediatica, la gogna pubblica, il sentirsi osservato e giudicato costantemente hanno lasciato segni profondi. Non è facile ammettere di aver toccato il fondo, soprattutto per chi ha costruito la propria carriera dietro le quinte, lontano dai riflettori. Eppure Damato lo fa, con una sincerità che colpisce e che restituisce umanità a una figura spesso ridotta a “il manager di Chiara Ferragni”.

Nell’intervista c’è spazio anche per Fedez. Il rapporto con il rapper, marito di Ferragni, è sempre stato oggetto di speculazioni. Damato lo definisce “totalmente di circostanza“: “L’ho rispettato come marito del mio capo e ho sempre tenuto molto a mente quali fossero i limiti da non valicare”. Una descrizione che lascia poco spazio all’immaginazione: nessuna amicizia, nessun legame particolare, solo il rispetto formale dovuto al compagno della persona per cui lavorava.

Proprio il tema dei limiti sembra essere stato centrale anche nella decisione di Damato di rimanere fuori da The Ferragnez, il reality che ha raccontato la vita della coppia. Una scelta consapevole, motivata da una questione di principio: non riusciva a comprendere fino in fondo i confini tra vita privata e racconto pubblico e, soprattutto, non riteneva che quella operazione fosse corretta per Chiara. Una posizione che, col senno di poi, appare quasi profetica.

Non mancano i riferimenti ad alcuni dei momenti più controversi della storia recente di Chiara Ferragni. A partire dal celebre video della tuta grigia, quello con cui l’influencer ha provato a rispondere allo scandalo del Pandoro Balocco. Damato non nasconde il proprio disaccordo con quella scelta comunicativa: “Io avrei fatto qualcosa di molto diverso, avrei spiegato meglio le dinamiche dell’iniziativa. Visto che è stato l’aspetto più criticato, probabilmente il pubblico avrebbe gradito sentire delle scuse“.

Ma le distanze con certe scelte erano già evidenti molto prima del Pandoro Gate. Damato torna infatti sulla controversa festa organizzata anni fa in un supermercato, diventata virale soprattutto per le immagini di cibo lanciato e sprecato. Un evento che aveva scatenato polemiche feroci, accusato di insensibilità e spreco. “Ero venuto a sapere di questa festa e avevo consigliato di non farla”, rivela l’ex manager. Una presa di distanza netta, che testimonia come il suo ruolo non fosse solo esecutivo, ma anche di filtro critico. Un filtro che, evidentemente, non sempre veniva ascoltato.

Dopo anni passati a costruire, pianificare, gestire uno dei fenomeni social e imprenditoriali più significativi del panorama italiano, Fabio Maria Damato sceglie dunque la televisione per mettere ordine nella propria storia. Non solo per parlare di Chiara Ferragni o del Pandoro Gate, ma anche per raccontare il prezzo pagato mentre tutto ciò che aveva contribuito a edificare finiva sotto i riflettori più spietati.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.