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Anche quest’anno, puntuale come le maree della laguna, è ricomparso sui muri della Mostra del Cinema di Venezia uno dei messaggi più enigmatici e inquietanti del Lido: “Arrestate Luca Guadagnino“. Un imperativo secco, senza spiegazioni, che si ripete da tempo immemore e che nessuno sembra in grado di decifrare completamente. Ma cosa avrà mai fatto il regista di Chiamami col tuo nome, Bones and All e del recente Queer per meritarsi una richiesta di arresto così insistente?

Partiamo dal contesto. Nei pressi del Palazzo del Casinò del Lido, a pochi passi dai red carpet dove sfilano le star internazionali, si trova da trent’anni un cartellone particolare, battezzato con il nome emblematico di “Ridateci i soldi”. Ideato dal conduttore televisivo Gianni Ippoliti, questo muro delle proteste è diventato nel tempo una sorta di bacheca anarchica dove il pubblico del festival può affiggere richieste, lamentele, proposte bizzarre e proteste di ogni genere. È qui che, anno dopo anno, torna puntuale quel biglietto contro Guadagnino.

Tra papiri dal contenuto non meglio identificato, proposte per trasformare casi di cronaca in docu-fiction e magagne varie, il messaggio “Arrestate Luca Guadagnino” spicca per la sua persistenza ossessiva. E più passa il tempo, più questa scritta si trasforma in qualcosa a cavallo tra un inside joke del mondo del cinema e un mistero misteriosissimo che alimenta speculazioni e teorie. Qualcuno, con altrettanta puntualità, afferma via pizzino di conoscerne le ragioni, ma senza mai svelarle veramente.

Ma cosa avrebbe fatto di criminoso il regista palermitano per meritarsi questa richiesta di arresto così categorica? Se proprio vogliamo trovare un motivo per mettergli le manette, si potrebbe citare il fatto che dopo il meraviglioso remake di Suspiria del 2018, Guadagnino sembrava intenzionato a procedere con il secondo capitolo della trilogia delle Tre Madri di Dario Argento, ovvero Inferno. Un progetto che farebbe la gioia dei fan dell’horror italiano e che ad oggi, però, sembra essere stato completamente accantonato. Un tiro mancino agli appassionati, certo, ma non proprio un reato perseguibile.

Quest’anno, in effetti, qualche nemico Guadagnino se lo è fatto, almeno tra i critici cinematografici che hanno dovuto affrontare il suo monumentale Joie de vivre, un documentario di oltre sei ore che si propone di analizzare le complesse inquadrature del cinema di Bernardo Bertolucci. Un’impresa titanica sia per chi l’ha realizzata che per chi deve guardarla, ma neppure questa può essere la ragione della richiesta di arresto, visto che il biglietto sul muro compare da molto prima.

La verità è che nessuno sembra conoscere davvero il motivo di questa campagna ostile. Ippoliti stesso, ideatore del muro, ha confermato che la cosa va avanti da così tanto tempo da essere diventata una tradizione, un mistero che si autoalimenta e che probabilmente ha perso il suo significato originale, se mai ne ha avuto uno preciso.

Ma questa storia solleva una domanda collaterale: è mai stato arrestato davvero qualcuno durante un festival del cinema? La risposta è sì, e non serve nemmeno cambiare location o andare troppo indietro nel tempo. Nel 2023, l’attore spagnolo Gabriel Guevara, protagonista del remake iberico di Mare Fuori, è stato arrestato dalla polizia italiana proprio al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema. Su di lui pendeva un mandato di arresto internazionale per un’accusa di stupro in Francia. La Corte d’Appello di Venezia ha però rigettato la richiesta di estradizione applicando il principio del ne bis in idem, che stabilisce che una persona non possa essere giudicata due volte per lo stesso fatto. Guevara era già stato indagato in Spagna per lo stesso reato e il caso era stato archiviato.

C’è poi il celebre caso di Roman Polanski, arrestato all’aeroporto di Zurigo dalla polizia svizzera nel 2009 in base a un mandato di cattura statunitense risalente al 1977, mentre si recava allo Zurich Film Festival per ricevere un premio alla carriera. E ancora, il regista premio Oscar Paul Haggis, arrestato a Ostuni nel 2022 mentre avrebbe dovuto partecipare all’Allora Fest, un festival cinematografico locale, a seguito di un’accusa di violenza sessuale.

Insomma, gli arresti durante i festival del cinema non sono una novità assoluta, ma nel caso di Guadagnino si tratta evidentemente di tutt’altro. Niente mandati internazionali, niente accuse penali, solo un messaggio ricorrente che continua a solleticare la curiosità di chi frequenta la Mostra di Venezia. Un enigma che, anno dopo anno, si rinnova senza mai trovare una soluzione definitiva, trasformandosi in una delle leggende urbane più affascinanti del Lido. E forse è proprio questo il punto: alcuni misteri sono più interessanti quando rimangono irrisolti.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.