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Per vent’anni è rimasto su uno scaffale senza che nessuno si accorgesse davvero di quello che custodiva. Poi è bastato aprirlo e sfogliare qualche pagina per ritrovarsi improvvisamente catapultati indietro di 86 anni, nella vita di una ragazza che probabilmente non avrebbe mai immaginato che qualcuno, nel 2026, avrebbe letto quelle parole.

La storia arriva da Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, dove circa vent’anni fa l’insegnante Hanitriniaina Tahiry Argenti acquistò in un mercatino dell’antiquariato un vecchio testo scolastico. Non un libro qualsiasi, almeno per età: si trattava di un’edizione del 1935 dell’Opera Omnia di Orazio. Il volume finì nella sua libreria e lì rimase per anni, fino a quando recentemente l’insegnante ha deciso di sfogliarlo con maggiore attenzione.

Tra quelle pagine c’era ancora un foglio piegato e scritto a mano. In cima compare una data precisa: sabato 28 dicembre 1940, ore 18. Accanto, una piccola annotazione che sembra quasi permettere di vedere la scena nella quale quelle parole furono scritte: “tempo di studio”. La firma è di Carla Silva. La destinataria è invece un’amica chiamata Andreina. Non ci sono grandi avvenimenti storici raccontati nella lettera. Ed è forse proprio questo a renderla così particolare.


Nel dicembre del 1940 l’Italia era già entrata nella Seconda guerra mondiale da alcuni mesi, eppure Carla non parla del conflitto: racconta semplicemente la sua vita da studentessa. Carla si trova in collegio ed è appena rientrata dopo le vacanze di Natale. Le manca casa, le mancano le persone che conosce e soprattutto non sembra particolarmente felice di essere tornata tra quelle mura.

Dichiarazione

“Sono tornata in collegio ieri mattina, non puoi immaginare come sono malinconica”. – Carla Silva

C’è però qualcosa a cui aggrapparsi: presto potrà tornare nuovamente dalla sua famiglia. Nella lettera Carla conta praticamente le ore, spiegando ad Andreina che sabato alle quattro sarebbe rientrata a casa e sarebbe rimasta lì fino al martedì mattina. Le dispiace soprattutto non essere riuscita a vedere l’amica durante le brevi vacanze natalizie e spera di poter recuperare alla prima occasione. Ma tra una confidenza e l’altra compaiono anche dettagli che, a distanza di quasi nove decenni, sono diventati improvvisamente preziosi.

Carla cita altre ragazze che facevano parte della loro vita: Laura Giorgetti, Iside, Teresina, Pia Amedeo e Hedda. Parla inoltre di Seregno, Milano e della Brianza. C’è persino un piccolo particolare che sembra arrivare direttamente da un banco di scuola degli anni Quaranta. Carla racconta infatti una sorta di formula matematica utilizzata dai ragazzi per nascondere un “T’amo”: uno di quei giochi apparentemente insignificanti che, dopo 86 anni, finiscono invece per restituire qualcosa della quotidianità di chi li aveva inventati. Ed è proprio da tutti questi nomi e luoghi che oggi è partita una ricerca.

Argenti non vuole infatti tenere semplicemente la lettera come curiosità trovata casualmente dentro un vecchio volume. L’insegnante vorrebbe capire chi fossero Carla e Andreina e soprattutto rintracciare le loro famiglie, nella speranza di restituire quel foglio ai discendenti di una delle due ragazze.

Dichiarazione

“Ci piacerebbe tantissimo farla ritornare nelle mani dei discendenti o di chi ha conosciuto le protagoniste”. – Hanitriniaina Tahiry Argenti


L’appello è arrivato anche sui social, attraverso la pagina Facebook “Sei di Seregno se…”, scelta proprio perché diversi indizi contenuti nella lettera conducono verso quella zona della Brianza. L’idea è semplice: qualcuno potrebbe riconoscere un cognome, ricordare una nonna o una prozia che frequentava un collegio in quegli anni oppure conservare fotografie e documenti capaci di collegare finalmente quei nomi a dei volti.

C’è inoltre un piccolo mistero che difficilmente potrà essere risolto senza ritrovare la famiglia: quella lettera arrivò mai davvero ad Andreina? Il fatto che sia stata ritrovata all’interno di un libro potrebbe far immaginare che sia stata proprio la destinataria a conservarla, ma non esistono elementi sufficienti per affermarlo. Anche il percorso compiuto dal volume prima di arrivare, decenni dopo, sul banco di un mercatino di Castagneto Carducci rimane sconosciuto.

Ed è forse proprio questo a rendere il ritrovamento così affascinante. Quel foglio non racconta personaggi famosi né eventi destinati ai libri di storia. Racconta una ragazza malinconica che nel 1940 aspettava soltanto di tornare a casa, rivedere un’amica e superare gli scrutini. Per 86 anni le sue parole sono rimaste chiuse dentro un libro di Orazio. Adesso, dopo essere riapparse quasi per caso, hanno iniziato un ultimo viaggio: trovare qualcuno che possa finalmente raccontare chi erano Carla e Andreina.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.