Due ore al giorno, poi Facebook e Instagram si fermano, a meno che non intervenga un genitore. E durante la notte le due piattaforme diventeranno praticamente inaccessibili agli adolescenti. È uno dei cambiamenti più importanti contenuti nello storico accordo raggiunto da Meta con una vasta coalizione di procuratori generali americani, che mette fine a una parte fondamentale della battaglia legale sull’impatto dei social network sui più giovani.
Al centro delle cause c’erano accuse molto pesanti. Secondo gli Stati coinvolti, Meta avrebbe progettato alcune caratteristiche di Facebook e Instagram in modo da favorire un utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti, minimizzandone contemporaneamente i possibili rischi e raccogliendo in alcuni casi dati personali di minori senza il necessario consenso dei genitori.
Meta ha sempre respinto queste accuse e non ha ammesso alcun illecito accettando l’accordo. Quello che cambierà concretamente, però, è il modo in cui milioni di ragazzi potranno utilizzare Facebook e Instagram negli Stati Uniti. Il primo limite riguarda proprio il tempo trascorso davanti allo schermo. Gli utenti con meno di 18 anni avranno un massimo predefinito di due ore complessive al giorno tra Facebook e Instagram.
Our $17 billion settlement with Meta will, if approved, change its platforms, enhance safety measures, and increase transparency to ensure parents, teachers and caregivers can make informed decisions.
And these changes are coming in the next few months. Protecting our children… pic.twitter.com/gUjvpai4CG
— Rob Bonta (@AGRobBonta) August 26, 2026
Non basterà cambiare applicazione o utilizzare un secondo profilo: Meta afferma che il sistema proverà a conteggiare il tempo complessivo anche quando individuerà più account appartenenti alla stessa persona. Per superare il limite servirà l’autorizzazione di un genitore. Ancora più netto il cambiamento durante la notte. Tra mezzanotte e le 6 del mattino gli adolescenti non potranno normalmente accedere a Feed, Stories, Explore o Reels. Le funzioni di messaggistica resteranno invece disponibili, così da permettere ai ragazzi di comunicare con amici e familiari.
Cambierà anche ciò che succede mentre i ragazzi sono a scuola. Tra le 8 e le 15 la maggior parte delle notifiche push verrà silenziata automaticamente, con alcune eccezioni per messaggi diretti e avvisi relativi alla sicurezza dell’account. Ma Meta interverrà anche durante l’utilizzo normale. Dopo 15 minuti consecutivi davanti a Facebook o Instagram compariranno promemoria che inviteranno a interrompere la sessione, mentre altri avvisi arriveranno dopo 60 e 90 minuti complessivi trascorsi sulle piattaforme durante la giornata.
Le modifiche non riguardano soltanto il tempo, visto che gli adolescenti potranno scegliere di utilizzare come impostazione predefinita un feed non personalizzato dagli algoritmi di raccomandazione, mentre i genitori potranno rendere obbligatoria questa scelta attraverso gli strumenti di supervisione. Sarà inoltre possibile disattivare l’autoplay, mentre il numero di like e reazioni ai post verrà nascosto di default agli utenti minorenni.
Meta agrees to pay over $17 BILLION to states to because their platforms are addicting kids to social media. I’ve been calling them out on this for years. Now we need to pass federal kids’ safety rules so they can stop blaming parents. It’s not the parents. It’s the products.
— Amy Klobuchar (@amyklobuchar) August 26, 2026
Meta bloccherà inoltre per gli adolescenti i filtri che simulano interventi di chirurgia estetica e quelli che applicano trasformazioni particolarmente marcate al trucco. Uno dei problemi più difficili resta naturalmente capire chi sia realmente minorenne. Per questo Meta si è impegnata a rafforzare i propri sistemi di verifica dell’età, con particolare attenzione all’individuazione degli account appartenenti a bambini sotto i 13 anni.
Anche i genitori avranno nuovi strumenti, poiché potranno essere avvisati, ad esempio, quando un figlio collega un secondo account oppure interagisce con profili considerati potenzialmente sospetti, oltre a ricevere informazioni periodiche sul tempo trascorso sulle piattaforme e sui tentativi di modificare le impostazioni di sicurezza. Dietro questi cambiamenti c’è però anche una cifra enorme. Meta ha descritto l’accordo come un pagamento complessivo di circa 18 miliardi di dollari distribuito nell’arco di dieci anni.
La struttura è però più complessa di quanto possa sembrare. Circa 12,7 miliardi di dollari rappresentano la quota destinata agli Stati senza essere legata all’adesione dei concorrenti, mentre altri 5,3 miliardi dipenderanno dal comportamento di due delle piattaforme più grandi del settore: TikTok e YouTube. Meta vuole infatti che le nuove regole non rimangano confinate a Facebook e Instagram.
Se TikTok e YouTube adotteranno limiti analoghi e contribuiranno economicamente secondo quanto previsto dall’accordo, entrerà in gioco anche la parte condizionata del pagamento. E le restrizioni per gli adolescenti diventeranno persino più severe. In quello scenario, il limite potrebbe scendere a un’ora al giorno per ciascuna piattaforma, mentre il blocco notturno verrebbe esteso dalle 22 alle 7.
Meta ha già lanciato pubblicamente la sfida ai concorrenti, sostenendo che limitare una singola applicazione potrebbe semplicemente spingere gli adolescenti a trascorrere più tempo sulle altre.
“Questo quadro funzionerà soltanto se tutti i nostri concorrenti si uniranno a noi. Poiché gli adolescenti si spostano continuamente tra decine di app, abbiamo bisogno di una soluzione che coinvolga l’intero settore”. – C.J. Mahoney, Chief Legal Officer di Meta
L’accordo arriva nel mezzo di un processo federale iniziato il 18 agosto a Oakland, in California. Il responsabile di Instagram Adam Mosseri aveva già iniziato a testimoniare, mentre Mark Zuckerberg era atteso a sua volta davanti alla corte. La giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers ha approvato il principale accordo nella serata di mercoledì.

La vicenda, però, non cancella tutte le battaglie giudiziarie che circondano Meta. La società continua ad affrontare migliaia di cause intentate da famiglie, distretti scolastici, amministrazioni e singoli utenti sul possibile impatto dei social network sui giovani. Proprio nel 2026 sono inoltre arrivate altre pesanti decisioni giudiziarie contro l’azienda in New Mexico e California.
Per Facebook e Instagram, comunque, qualcosa è destinato a cambiare davvero. Non si tratta soltanto di una multa miliardaria: per la prima volta Meta ha accettato un insieme di limiti automatici sul tempo, sull’uso notturno, sulle notifiche e su alcune delle meccaniche che spingono a continuare a scorrere i contenuti.
E il passaggio probabilmente più interessante deve ancora arrivare. Perché adesso Meta sta chiedendo apertamente a TikTok e YouTube di accettare le stesse regole: se dovessero farlo, quello che oggi riguarda soprattutto Facebook e Instagram potrebbe trasformarsi in un nuovo standard per il modo in cui gli adolescenti utilizzano i più grandi social network.
