Un messaggio che nessun proprietario di iPhone vorrebbe vedere comparire sul proprio schermo, visto che Apple ha inviato una nuova ondata di notifiche di sicurezza ad alcuni utenti, avvertendoli che il loro dispositivo potrebbe essere stato preso di mira da un sofisticato attacco spyware. E questa volta l’allerta ha assunto dimensioni particolarmente importanti: secondo quanto confermato dalla società, gli avvisi hanno raggiunto persone in 110 Paesi.
Le notifiche sono state inviate a partire dal 13 agosto e il messaggio è piuttosto esplicito: Apple comunica di aver rilevato un’attività compatibile con un attacco spyware mirato contro quello specifico iPhone, invitando il proprietario a intervenire per proteggere i propri dati e il dispositivo. Non significa necessariamente che lo smartphone sia già stato violato e che qualcuno abbia avuto accesso ai dati contenuti al suo interno. Significa però qualcosa che non andrebbe ignorato: Apple considera queste notifiche avvisi ad alta affidabilità del fatto che una determinata persona sia stata presa di mira.
Dietro questi attacchi ci sarebbero quelli che Apple definisce “spyware mercenari”, strumenti di sorveglianza estremamente sofisticati e molto diversi dai malware con cui può imbattersi normalmente un utente durante la navigazione. Si tratta di tecnologie costose, sviluppate per colpire un numero molto ristretto di persone e capaci di richiedere investimenti nell’ordine di milioni di dollari. Uno degli esempi più conosciuti è Pegasus, lo spyware sviluppato dalla società israeliana NSO Group, finito negli anni al centro di numerose inchieste internazionali.
Apple lo cita come esempio di questa categoria di strumenti, ma è importante fare una distinzione: al momento non esistono conferme che dietro questa nuova ondata di attacchi ci sia proprio Pegasus, né Apple ha indicato quale software sia stato utilizzato. Storicamente, obiettivi di operazioni simili sono soprattutto giornalisti, attivisti, politici e diplomatici, scelti proprio per la loro identità o per il lavoro che svolgono.
Nelle ultime settimane, però, alcuni avvisi sarebbero arrivati anche a persone che apparentemente non rientrano in queste categorie. Gli esperti invitano comunque alla prudenza: una persona potrebbe essere presa di mira anche perché vicina al vero obiettivo di un’operazione di sorveglianza. La portata dell’ultima campagna ha attirato l’attenzione anche degli specialisti. Alcuni ricercatori che indagano abitualmente su questo tipo di attacchi hanno parlato a TechCrunch di un numero “senza precedenti” di utenti Apple che hanno segnalato di aver ricevuto l’allerta.
La società non ha però comunicato quante persone siano state effettivamente raggiunte, limitandosi a confermare che le notifiche hanno interessato 110 Paesi. Apple invia notifiche di questo tipo dal 2021 e, complessivamente, ha già avvisato utenti in oltre 150 Paesi. La novità introdotta nel 2026 riguarda anche il modo in cui vengono mostrate: l’allerta può apparire direttamente sulla schermata di blocco dell’iPhone e all’interno delle Impostazioni, oltre a essere comunicata tramite email e attraverso un banner visibile accedendo al proprio Apple Account.

Proprio quest’ultimo dettaglio è fondamentale per distinguere un vero avviso Apple da un tentativo di phishing. La società precisa infatti che le sue notifiche di minaccia non chiedono mai di cliccare su un link, aprire un allegato, installare applicazioni o profili, né tantomeno di comunicare password o codici di verifica. In caso di dubbio, la soluzione più sicura è accedere autonomamente al proprio Apple Account: se la notifica è autentica, l’avviso sarà chiaramente visibile nella parte superiore della pagina.
Chi riceve realmente l’allerta dovrebbe invece prenderla molto sul serio. Apple raccomanda innanzitutto di aggiornare i dispositivi all’ultima versione disponibile del software e attivare la Modalità di isolamento, conosciuta anche come Lockdown Mode. Si tratta di una protezione estrema progettata proprio per le persone che potrebbero essere bersaglio di attacchi digitali particolarmente sofisticati.
Una volta attivata, alcune funzionalità dell’iPhone vengono limitate proprio per ridurre il più possibile le superfici attraverso cui uno spyware potrebbe tentare di entrare nel dispositivo. Vengono applicate restrizioni ad allegati e collegamenti nei messaggi, ad alcune tecnologie utilizzate dai siti web, alle comunicazioni provenienti da persone sconosciute e ad altre funzioni normalmente disponibili.

Apple consiglia inoltre alle persone raggiunte dall’avviso di rivolgersi a esperti di sicurezza digitale. Tra le risorse indicate direttamente dall’azienda c’è la Digital Security Helpline dell’organizzazione no-profit Access Now, che offre assistenza continua alle persone della società civile considerate a rischio. Rimane invece avvolto nel mistero chi ci sia dietro l’ultima campagna. Apple non ha indicato gli autori degli attacchi, lo spyware utilizzato o l’elenco completo dei Paesi coinvolti. Non si tratta necessariamente di mancanza di informazioni: l’azienda spiega di evitare volutamente di rivelare i criteri che permettono di individuare queste minacce, perché fornire troppi dettagli potrebbe aiutare gli sviluppatori degli spyware a modificare i propri strumenti e aggirare i sistemi di rilevamento.
Per la stragrande maggioranza dei possessori di iPhone, comunque, non c’è motivo di pensare di essere improvvisamente sotto attacco. Apple stessa sottolinea che questi strumenti vengono impiegati contro un numero estremamente limitato di persone. L’allarme riguarda quindi soprattutto chi ha ricevuto effettivamente la notifica.
Ed è proprio questo il punto più importante: non bisogna farsi prendere dal panico davanti a qualsiasi email che parli di un iPhone compromesso, perché la paura generata da questa vicenda potrebbe diventare a sua volta un’arma nelle mani dei truffatori. Ma se l’avviso compare direttamente sull’iPhone ed è confermato anche all’interno dell’Apple Account, allora non si tratta della solita email sospetta da cestinare: Apple sta segnalando che qualcuno potrebbe aver scelto proprio quel dispositivo come bersaglio.
