La sera del 21 agosto 2026 rimarrà scolpita nella memoria collettiva di Taranto, visto che lo Stadio Erasmo Iacovone, per anni simbolo di abbandono e promesse mancate, si è riacceso come un faro nel cuore della città pugliese. Completamente esaurito, con tribune gremite di spettatori, ha ospitato la cerimonia inaugurale della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, evento che ha riportato l’attenzione internazionale su una città troppo spesso associata solo alle sue ferite industriali.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto nel pomeriggio al Castello Aragonese per la cerimonia di benvenuto alle delegazioni dei paesi partecipanti. Quattro capi di Stato – Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Libano – insieme a due capi di governo di Algeria e Serbia, hanno attraversato le sale del maniero affacciato sul Mar Piccolo, in quello che è stato un momento di diplomazia mediterranea prima ancora che sportiva.
La zona intorno al castello è stata transennata e dichiarata area di massima sicurezza, con ingenti forze dell’ordine schierate. Poche decine di curiosi hanno atteso a distanza di sicurezza, testimoni di un evento che ha trasformato temporaneamente Taranto in una piccola capitale geopolitica. Presente anche la premier Giorgia Meloni, accolta dal sindaco Piero Bitetti, dal presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e dal commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese. Ma è stato il trasferimento serale allo stadio Iacovone a segnare il vero momento di rottura emotiva per la città.
Alle 20.15 precise è iniziata la cerimonia di apertura. Il primo atto simbolico ha visto protagonista Antonella Palmisano, medaglia d’oro olimpica nella marcia e figlia di Taranto, portare la bandiera italiana nel rinnovato impianto. L’inno di Mameli, cantato da Simone Grande, ha riempito lo stadio mentre l’orchestra già posizionata sul campo preparava la scenografia per le ore successive.
L’ovazione per Sergio Mattarella è stata scrosciante, con il pubblico tarantino che ha riservato al capo dello Stato un’accoglienza calorosa, riconoscendogli il ruolo di garante istituzionale in un momento di rilancio per il territorio. Nettamente diversa la reazione all’apparizione sul maxischermo di Giorgia Meloni e del presidente del Senato Ignazio La Russa: fischi udibili hanno accompagnato le loro immagini, testimonianza di tensioni politiche e sociali nel nostro Paese.
La sfilata delle nazionali ha regalato alcuni dei momenti più belli della serata. Ad aprire il corteo è stata la Grecia, come vuole la tradizione, seguita dalle altre delegazioni arrivate a Taranto per i Giochi. Spagna, Portogallo e Francia hanno raccolto applausi particolarmente calorosi, ma a sorprendere è stata soprattutto l’accoglienza riservata all’Andorra: la piccolissima delegazione è stata praticamente adottata dal pubblico dello Iacovone, che l’ha accompagnata con un lungo applauso.
Poi è arrivato il momento dell’Italia e lì non c’è stato più confronto. All’ingresso degli azzurri lo stadio si è alzato in piedi e dagli spalti è partito il coro “Italia, Italia”. Anche Sergio Mattarella ha seguito in piedi il passaggio della delegazione italiana, in uno dei momenti più sentiti dell’intera cerimonia. A riportare al centro il significato dei Giochi è stato Mehrez Boussayene, presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, che ha ricordato come lo sport possa diventare un punto d’incontro tra Paesi e culture diverse. La chiusura del suo intervento è stata tutta per la città che ha accolto la manifestazione: “Viva l’Italia, viva la Puglia, viva Taranto”.
Applausi anche per Massimo Ferrarese, presidente del Comitato organizzatore, quando ha voluto dedicare i Giochi “ai ragazzi e alle ragazze di Taranto”. Ma la politica è tornata a farsi sentire poco dopo: quando Giorgia Meloni è comparsa nuovamente sul maxischermo, dagli spalti sono partiti altri fischi. La cerimonia è poi tornata allo sport e allo spettacolo. Il giuramento degli atleti è stato affidato a Mauro De Filippis, tiratore a volo tarantino con due partecipazioni olimpiche alle spalle, mentre sul palco si sono alternati alcuni volti molto conosciuti della musica italiana. Mietta ha cantato l’inno ufficiale dei Giochi, Al Bano si è esibito davanti allo Iacovone e Serena Brancale ha accompagnato la parte finale della serata.
Alle 22.25 si sono spente le luci sulla cerimonia, ma l’immagine destinata a restare è probabilmente quella dello Iacovone completamente illuminato e pieno di persone. I Giochi del Mediterraneo continueranno fino al 3 settembre, ma per Taranto la prima vittoria è arrivata ancora prima delle gare: rivedere uno dei suoi luoghi simbolo pieno, acceso e al centro dell’attenzione internazionale.
Per la presidente del Consiglio è stato un ritorno agli impegni pubblici dopo alcuni giorni trascorsi lontano da Roma. Soltanto poco prima, infatti, Giorgia Meloni era stata alla Maddalena insieme alla figlia Ginevra, dove aveva ricevuto anche un particolare regalo dai consiglieri del Parco. A Taranto, però, ad attenderla c’era un’atmosfera decisamente diversa.
