È un momento di celebrazione per Asia Argento, pronta a ricevere il premio alla carriera al Festival di Locarno il prossimo 13 agosto. Un riconoscimento che arriva dopo decenni di una carriera internazionale spesso incompresa in patria, come lei stessa ha voluto sottolineare in una recente intervista rilasciata a Il Venerdì di La Repubblica. Le sue parole, dirette e prive di filtri, hanno acceso i riflettori su un paradosso del cinema italiano: la carriera francese di Asia Argento, ricca di pellicole di valore, rimane pressoché sconosciuta al pubblico italiano.
L’occasione del premio diventa anche il palcoscenico per la presentazione di Death Has No Master – La morte non ha padroni, il thriller politico del regista venezuelano Jorge Thielen Armand già applaudito all’ultimo Festival di Cannes. Nel film, Asia Argento interpreta Caro, una donna italo-venezuelana che torna in Sudamerica dopo anni di assenza per vendere una piantagione di cacao ereditata dal padre, con cui aveva tagliato i ponti. Arrivata alla tenuta di famiglia, scopre che la proprietà è occupata dai vecchi lavoratori, decisi a non andarsene. L’indifferenza delle autorità locali la spinge ad affrontare direttamente gli occupanti, innescando una spirale cieca di violenza, ricatti psicologici e tensione che farà riemergere i fantasmi del passato coloniale del padre e i traumi mai superati di Caro.
Figlia del regista Dario Argento e dell’attrice Daria Nicolodi, Asia è cresciuta respirando cinema in una casa dove, paradossalmente, faticava a farsi notare. “Il desiderio di fare l’attrice nasce dal bisogno di essere vista a casa mia, ma non capitava mai“, ha raccontato con la consueta schiettezza. Per superare la sua naturale timidezza, ha scoperto che interpretare qualcun altro le permetteva di proteggersi dalle prese in giro altrui: “Ho scoperto che se non ero me stessa finalmente nessuno poteva prendermi in giro“. Ma lo scudo della recitazione non l’ha preservata dalle critiche che, inevitabilmente, sono arrivate.
“Chi conosce solo i miei filmacci, dice di me che sono raccomandata e cagna, ma in Francia ho girato film belli mai usciti qui": parla Asia Argento https://t.co/axKs86zXIP pic.twitter.com/AB2A4pO0fe
— FQMagazine (@FQMagazineit) August 8, 2026
Ed è proprio sul tema delle critiche che l’attrice ha sferrato la sua risposta più dura agli haters. “Dopo Hollywood ho lavorato parecchio in Francia dove ho partecipato a pellicole molto belle che però da noi non sono uscite”, ha dichiarato senza mezzi termini. “E quindi chi mi conosce solo per i miei filmacci dice di me che sono raccomandata e cagna”. Una denuncia che solleva una questione cinematografica interessante: quanti italiani conoscono davvero il lavoro europeo di Asia Argento, al di là dei film di genere girati con il padre o delle produzioni commerciali.
Il suo percorso dopo l’esperienza hollywoodiana l’ha portata a costruire una carriera parallela oltralpe, in Francia, dove ha preso parte a progetti di respiro internazionale che il pubblico italiano non ha mai avuto modo di vedere nelle sale. Una distanza geografica e distributiva che ha alimentato una percezione parziale del suo talento, riducendo la sua figura a quella di figlia d’arte raccomandata piuttosto che riconoscerle un percorso artistico autonomo e variegato.
Ma Asia Argento non si limita a difendersi dalle accuse. Il suo sguardo sull’umanità è decisamente disincantato, privo di illusioni. “I soldi piacciono a tutti, anche a me”, ha ammesso senza riserve, affrontando con sincerità un tema che molti preferiscono evitare. “Fingiamo di vivere in una società civile, ma in realtà siamo come animali addomesticati“, ha aggiunto, spiegando che solo le leggi esistenti ci impediscono di dare sfoggio ai nostri peggiori istinti. “Basta poco per risvegliare i nostri veri istinti. Per fortuna che ci sono le leggi, altrimenti ci scanneremmo”.
