Sembrava una pagina ormai chiusa della storia di Miss Italia, invece si è riaperta quasi trent’anni dopo. Marta Bunda, 24 anni, nata a Imola da genitori congolesi e vincitrice di Miss Bologna 2026, è finita nel mirino degli haters con una raffica di insulti razzisti che hanno inevitabilmente ricordato quanto accadde a Denny Mendez. Una vicenda che dimostra come certi pregiudizi continuino ancora oggi a trovare spazio sui social.
Le offese sono arrivate quasi immediatamente. “Ecco la tipica bolognese”, hanno scritto alcuni utenti con evidente sarcasmo. Altri hanno sostenuto che la sua incoronazione fosse frutto del “politically correct”, mentre qualcuno ha persino preso di mira la città di Bologna, accusandola di essere troppo accogliente verso chi ha la pelle scura. I messaggi più offensivi sono stati rimossi, ma la polemica aveva ormai preso piede.
Di fronte agli attacchi, Marta Bunda ha scelto di rispondere senza alimentare lo scontro. Attraverso i social ha voluto ringraziare chi le ha dimostrato vicinanza:
“Grazie per i bellissimi messaggi. Sto cercando di rispondere a tutti, ma siete davvero tantissimi. Purtroppo, al mondo ci sono persone che non sanno cosa significhi l’umanità, ma per fortuna ce ne sono molte altre come voi”. – Marta Bunda
In un’intervista al settimanale Oggi, la neo Miss Bologna ha poi ribadito con fermezza la propria identità: “Sono nata in Italia, mi sento italiana e non ho bisogno di dimostrarlo. L’appartenenza a una nazione non dipende dal colore della pelle”. Quanto agli insulti ricevuti, ha spiegato di non lasciarsi condizionare, pur precisando che sta valutando con un legale eventuali azioni nei confronti dei commenti che potrebbero configurare una diffamazione.
Ad ogni modo, secondo Marta non è corretto definire l’Italia un Paese razzista:
“Ci sono singole persone che hanno atteggiamenti razzisti. Credo che il bene e il male esistano ovunque”. – Marta Bunda
A ricordare il precedente di Denny Mendez è stato anche Marco Pellegrini, storico organizzatore di Miss Italia a Bologna. “Ovviamente sono passato dal 1996 con Denny Mendez e dopo trent’anni sentire ancora queste cose mi dà una grande tristezza”. Un paragone inevitabile, visto che anche la prima Miss Italia nera della storia fu bersaglio di pesanti attacchi razzisti dopo la sua elezione.
Dal punto di vista del regolamento, la candidatura di Marta non lascia spazio a interpretazioni. Miss Italia 2026 ammette infatti concorrenti con cittadinanza italiana oppure nate in Italia da genitori stranieri e residenti nel Paese da almeno dieci anni consecutivi. Nata a Imola e cresciuta in Emilia-Romagna, Marta soddisfa pienamente tutti i requisiti previsti dal concorso. La vittoria a Miss Bologna 2026 le spalanca ora le porte delle finali di Miss Italia, dove porterà anche un messaggio che va oltre il concorso di bellezza.
“La cittadinanza si acquisisce attraverso la propria storia e la crescita nel Paese dove vivi. Le origini, per quanto mi riguarda, non mettono in dubbio la mia italianità”. – Marta Bunda
La sua storia dimostra come, a quasi trent’anni dall’elezione di Denny Mendez, il dibattito sull’identità e sull’inclusione sia ancora aperto. Ma racconta anche una scelta, forse coraggiosa, di rispondere agli insulti con fermezza e rispetto, trasformando una polemica in un’occasione per ribadire che essere italiani non dipende dal colore della pelle.
