Era una sera di fine maggio del 2017 quando il telegiornale di Rete 4 regalò agli spettatori italiani uno dei momenti più surreali della storia del giornalismo televisivo nostrano. Durante un servizio sull’arresto di presunti attentatori in Italia, il TG4 mostrò quelle che definì prove inquietanti trovate nel computer di un sospettato: il suo “videogame preferito, che simula l’attacco al Louvre di Parigi”.
Le immagini scorrevano sullo schermo mentre la voce fuori campo descriveva con toni gravi questa presunta simulazione terroristica. C’erano soldati in divisa, spade sguainate, un’ambientazione che a occhio nudo appariva tutto fuorché moderna. Eppure il servizio proseguiva imperterrito nella sua narrazione, ignaro di quello che stava per accadere. Bastarono pochi minuti perché sui social network esplodesse la reazione. Quello che il TG4 aveva spacciato per un simulatore di attentati dell’ISIS era in realtà Assassin’s Creed Unity, uno dei titoli più popolari della celebre saga videoludica prodotta da Ubisoft. Un gioco ambientato durante la Rivoluzione francese del 1789, dove i giocatori vestono i panni di un membro della Confraternita degli Assassini impegnato in una lotta secolare contro l’Ordine dei Templari.
La vicenda partiva da un arresto reale. Il 19 maggio 2017 le forze dell’ordine fermarono un cittadino tunisino di 34 anni residente in provincia di Foggia, accusato di apologia di terrorismo per aver condiviso su Facebook contenuti che esaltavano lo Stato Islamico. Nella stessa operazione venne espulso dall’Italia anche il fratello, residente a Padova. Secondo il procuratore Giuseppe Volpe si trattava di “lupi solitari che grazie a Internet sono in contatto con altri soggetti”.
Il servizio richiamava poi un altro arresto avvenuto pochi mesi prima nel barese. Ed è qui che il TG4 commise la clamorosa gaffe: nel computer del sospettato, sosteneva il servizio, c’era anche un videogioco che simulava un attacco dell’ISIS al Louvre, ma in realtà le immagini mostravano chiaramente Assassin’s Creed Unity, il capitolo della saga Ubisoft ambientato nella Parigi della Rivoluzione francese. Pubblicato nel 2014, il gioco ricostruisce con estrema fedeltà la città del Settecento, dalla presa della Bastiglia fino alla celebre Notre-Dame, e non ha ovviamente alcun legame con la propaganda jihadista.
Ad ogni modo, senza troppe sorprese, l’epic fail venne immortalato da alcuni account, che condivisero il servizio sui social. Ed in poche ore il video fece il giro di Reddit ed altre testate, trasformandosi in un caso mediatico nazionale. Anche se Mediaset rimosse rapidamente il filmato, ormai era troppo tardi: le copie erano già diventate virali. La vicenda resta ancora oggi uno degli esempi più clamorosi del difficile rapporto tra media tradizionali e cultura videoludica. Sarebbe bastata una semplice verifica per evitare una figuraccia entrata nella storia del web italiano, che continua a far parlare di sé anche a distanza di circa 9 anni.
A quasi 9 anni di distanza, quella clamorosa gaffe continua a essere ricordata come uno degli esempi più emblematici di quanto sia importante conoscere davvero il linguaggio dei videogiochi prima di raccontarlo al grande pubblico. E mentre il nome di Emilio Fede, celebre direttore del TG4, è tornato nelle scorse settimane al centro delle cronache per la battaglia legale sull’eredità milionaria che vede contrapposte le figlie Simona e Sveva Fede, quell’episodio del telegiornale resta una delle pagine più discusse e surreali della storia recente dell’informazione televisiva italiana.
