L’estate porta con sé serate all’aperto, cene in veranda, aperitivi in giardino. E, puntualmente, il ronzio fastidioso di una zanzara che ti gira intorno all’orecchio, sparisce quando provi a schiacciarla e riappare come per magia nel momento in cui abbassi la guardia. È una battaglia antica quanto l’uomo, un duello notturno che coinvolge milioni di italiani armati di zampironi, spray al citronella e racchette elettriche dall’efficacia discutibile. Ma se la soluzione arrivasse dal cielo, sotto forma di un piccolo drone silenzioso programmato per fare una cosa sola: dare la caccia alle zanzare e neutralizzarle in volo?
Non è fantascienza, ma il progetto concreto di Tornyol System, una startup francese che ha convinto nientemeno che Y Combinator, il prestigioso acceleratore della Silicon Valley che ha lanciato giganti come Airbnb e Dropbox, a investire sulla loro invenzione. Un mini-drone autonomo capace di pattugliare verande, giardini e spazi aperti, individuare le zanzare femmina – le uniche che pungono e trasmettono malattie come dengue, malaria e chikungunya – e abbatterle senza usare una goccia di insetticida chimico.
La tecnologia sviluppata dagli ingegneri Alex Toussaint e Clovis Piedallu si basa su un sistema di sensori a ultrasuoni che mappano l’ambiente in tre dimensioni, creando una sorta di radar biologico. Ma il vero colpo di genio sta nel riconoscimento dell’obiettivo: il drone è programmato per identificare le zanzare grazie alle vibrazioni caratteristiche delle loro ali, che battono a una frequenza specifica e diversa da quella di altri insetti volanti. Non solo. Il sistema è in grado di distinguere il sesso della zanzara analizzando proprio questi pattern di volo. E siccome solo le femmine hanno bisogno di sangue per sviluppare le uova – i maschi si nutrono tranquillamente di nettare – il drone concentra i suoi sforzi esclusivamente su di loro, lasciando in pace gli esemplari innocui.
Una volta individuato il bersaglio, entrano in azione gli algoritmi di controllo del volo, che permettono al drone di inseguire l’insetto e neutralizzarlo meccanicamente, senza ricorrere a sostanze tossiche che potrebbero danneggiare api, farfalle o altri impollinatori preziosi per l’ecosistema. Tornyol System promette che il dispositivo opera in modalità silenziosa, senza disturbare chi si trova nelle vicinanze – un dettaglio non da poco, considerando che l’idea è proprio quella di godersi una serata tranquilla.
I video pubblicati dalla startup mostrano il prototipo in azione in ambienti controllati. In uno di questi, riportato anche da Gizmodo, sito specializzato in tecnologia, il drone ha inseguito e colpito persino una falena, dimostrando versatilità nel riconoscimento di diversi insetti volanti. Naturalmente, come ammettono gli stessi fondatori, il sistema non è ancora infallibile. Siamo di fronte a una tecnologia in fase di sviluppo, con margini di errore e sfide ingegneristiche ancora da risolvere.
Bisognerà capire quale sarà il costo di un dispositivo del genere, quanto durerà la batteria durante una serata tipo e se sarà effettivamente in grado di operare in condizioni reali, dove il vento, l’umidità e la presenza di ostacoli potrebbero complicare le operazioni. Ma l’idea di fondo è affascinante: trasformare un oggetto associato alla sorveglianza militare o alle riprese aeree in un guardiano domestico contro uno dei nemici più antichi e persistenti dell’essere umano.
Che sia l’inizio di una nuova era nella lotta alle zanzare? I prossimi mesi, con l’evoluzione del progetto e i primi test sul campo, ce lo diranno. Nel frattempo, la tecnologia continua a stupire, trasformando un ronzio fastidioso in una sfida ingegneristica ad alta quota.
