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Settant’anni vissuti tra palcoscenici, set cinematografici, studi televisivi e aule parlamentari. Luca Barbareschi spegne le candeline proprio il 28 luglio, confermandosi una delle figure più eclettiche e poliedriche del panorama culturale italiano. Attore, regista, produttore, conduttore e persino deputato: la carriera di questo nato a Montevideo il 28 luglio 1956 attraversa generi, linguaggi e mondi, lasciando un’impronta indelebile in ciascuno di essi.

Ma accanto alla dimensione pubblica, Barbareschi ha sempre coltivato con cura i suoi rifugi privati, spazi che raccontano tanto quanto le sue interpretazioni sul grande schermo. Due dimore in particolare custodiscono l’anima di questo poliedrico artista: l’elegante abitazione romana, dove cultura e tradizione si fondono in un equilibrio raffinato, e la residenza di Filicudi, nelle Isole Eolie, dove la natura selvaggia diventa cornice di un’esistenza più contemplativa.


La casa romana di Barbareschi è un manifesto di cultura vissuta, non ostentata. Varcando la soglia ci si trova immersi in un ambiente che respira di libri, arte e memoria. Il salone rappresenta il cuore pulsante di questa filosofia abitativa: a dominare lo spazio è un’imponente libreria a tutta parete, scaffali stracolmi di volumi ordinati che testimoniano decenni di letture, ricerche, passioni intellettuali. Non è un arredo scenografico, ma il diario tridimensionale di una vita spesa tra le pagine.


Al centro della stanza, una grande poltrona color avorio invita alla sosta, affiancata da un tavolino in legno e da arredi che rimandano a un gusto classico ma mai polveroso. Il camino in pietra aggiunge quel tocco di calore domestico che contrasta con la severità della libreria, mentre un grande quadro contemporaneo spezza l’impianto più tradizionale, introducendo una nota di modernità. Le luci soffuse e alcuni dettagli in ottone, come un candelabro posizionato con cura, completano un’atmosfera che è insieme intellettuale e accogliente.


Lo studio prosegue sulla stessa lunghezza d’onda estetica: sullo sfondo, un’altra libreria bianca accoglie non solo libri ma anche fotografie in bianco e nero e oggetti d’arte dal forte valore personale. La grande finestra con veneziane filtra una luce naturale che rende l’ambiente luminoso senza essere invadente. Qui Barbareschi lavora, legge, riflette, circondato da testimonianze visive della sua storia. L’arredamento è essenziale, con linee pulite e colori neutri, mentre i dettagli decorativi sono ridotti al minimo, quasi a voler lasciare spazio alla concentrazione e al pensiero.

Anche la cucina riflette questa filosofia del “meno è più”: mobili dalle linee contemporanee, ante bianche abbinate a superfici grigie che conferiscono un aspetto funzionale ma elegante. Il frigorifero in acciaio, personalizzato con magneti e appunti, aggiunge un tocco di quotidianità e calore umano a un ambiente che altrimenti potrebbe sembrare troppo minimal. Le travi in legno a vista sul soffitto, invece, richiamano il carattere architettonico dell’edificio, creando un ponte tra modernità e tradizione.


Ma se Roma rappresenta il polo intellettuale e produttivo della vita di Barbareschi, Filicudi incarna l’esatto opposto: il ritiro, la contemplazione, il ritorno alla semplicità. Nelle Isole Eolie, l’attore ha costruito nel tempo un rifugio che è molto più di una semplice casa vacanze. La proprietà nasce dall’unione di tre tradizionali “cubetti” eoliani, quelle piccole costruzioni bianche tipiche dell’arcipelago, acquistati progressivamente negli anni e sapientemente collegati tra loro per creare un’unica abitazione senza snaturare il fascino dell’architettura locale.


Il progetto degli interni e degli spazi esterni porta la firma di Elena, moglie di Barbareschi e interior designer, che ha lavorato con sensibilità per creare un equilibrio perfetto tra tradizione mediterranea e comfort contemporaneo. Materiali naturali, palette cromatiche chiare, arredi essenziali e una forte continuità tra interno ed esterno: ogni scelta è finalizzata a valorizzare il paesaggio circostante, non a competere con esso.


E poi c’è lei, la vera protagonista di questa dimora: la piscina panoramica. Posizionata in modo da sembrare una naturale prosecuzione del mare sottostante, sembra fondersi con l’orizzonte in un gioco ottico che cancella i confini tra artificiale e naturale. Da quel bordo d’acqua, lo sguardo spazia sull’azzurro del Tirreno, sugli scogli neri di origine vulcanica, sul profilo delle altre isole dell’arcipelago. Questa doppia anima abitativa racconta molto della complessità del personaggio, visto che Barbareschi non è solo l’attore di successo o il produttore visionario, ma anche l’uomo che ha capito l’importanza di costruirsi rifugi che rispondano a bisogni diversi. Roma per lavorare, creare, dialogare con la cultura, mentre Filicudi gli serve per ricaricarsi, contemplare, ritrovare l’essenziale.


Nel giorno del suo settantesimo compleanno, mentre si tirano le somme di una carriera straordinaria che ha attraversato tutti i linguaggi dello spettacolo italiano, vale la pena ricordare che dietro ogni grande interprete c’è sempre uno spazio privato dove l’uomo può semplicemente essere se stesso. E nel caso di Barbareschi, questi spazi parlano di una ricerca costante di bellezza, cultura e armonia con l’ambiente, sia esso urbano o selvaggio.

Due case, due filosofie, un’unica persona che ha saputo fare della molteplicità la propria cifra distintiva. Proprio come nella vita professionale, dove ha sempre rifiutato di essere incasellato in un’unica categoria, anche nella casa Barbareschi ha scelto la pluralità, creandosi più di un luogo dove sentirsi a casa.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.